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Categoria: LM

  • PERSONAGGE: Mani di raganella

    “Aveva mani di raganella, scivolose di alghe, pruriginose di bolle, soffici di melma. Limacciose e corrugate come felci galleggianti. Era di acqua dolce Lavinia, gambe bianchicce irrorate di venuzze e spalle accovacciate, gallinelle in cova. Di acqua dolce erano i suoi stivali da pioggia, di acqua salata i sandali col tacchetto di sughero che usava per il mare, di delfini, stelline e cavallucci marini, conchiglie da incidere ricordi di scampagnate, focaccia bianca e ritratti di signorine.” Un racconto di Amanda Rosso per la rubrica Personagge.

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  • I conformisti

    Fino a che punto permisero l’orrore nazista? Géraldine Schwarz ripercorre la storia della sua famiglia franco-tedesca e ci riporta al clima di negazionismi dell’Europa di oggi: “Quando l’empatia è una debolezza, e l’odio è coraggio. Quando trionfano i senza memoria” di Nada Pesetti

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  • La durevole presenza di ciò che non c’è più

    Wioletta Greg, una nuova, per noi, scrittrice polacca, esce in Italia il 4 marzo con “Un frutto acerbo” dove mescola i ricordi dell’infanzia nel paesino dove ancora si crede alla magia con la grigia e brutale realtà dell’era sovietica. Le faine, la povertà, il rumore dei tarli nel legno… Di Zuzanna Krasnopolska

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  • Lei e me

    “Era lì, stesa in barella, con il viso a brandelli. Aveva cinque anni ma non piangeva. Nel palmo della mano sinistra reggeva, come fosse un pugno di ciliegie, quel che rimaneva della sua guancia: una specie di petto di pollo legato al collo da un sottile lacerto. Diceva di non sentire dolore.”

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  • Sanremo 2020 Lauro e Annalisa: una lettura impossibile

    “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini, il duetto sul palco di Sanremo, la voce di Annalisa e i silenzi di Achille Lauro. Ce ne parla Viola Lo Moro   “Lauro fa l’unica cosa che fino ad ora tutti gli uomini presenti alla kermesse – e mi sento di dire in qualunque kermesse pubblica, anche quelle molto più vicine a noi – non hanno mai fatto: abbassa gli occhi.”

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  • La morte non è un castigo

    Perché gli umani sono distruttivi e punitivi? Ginevra Bompiani nel suo nuovo libro, “L’altra metà di Dio”, prova a fare alcune ipotesi. Occorre rileggere il passato per scoprire un femminile del quale non si ha memoria. La Dea Madre che raccoglie intorno a sé una civiltà matrilineare, matrifocale, pacifica, egualitaria mostra che un altro mondo è possibile. di Francesca Traìna

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  • Nicoletta è in carcere

    “Con il mio corpo dietro le sbarre voglio riaprire questa storia indecente” ha detto Nicoletta Dosio, militante NO Tav in prigione dai primi di gennaio. Come Carola Rackete ha scelto di infrangere una legge che ritiene ingiusta  Di Gisella Modica

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  • PERSONAGGE: Rodingat e Barauti

    “I Rodingat e i Barauti aprono gli occhi per la prima volta, allungano le zampe sul cassetto, le palme a coppa sul pomello, lo tirano piano, strisciano dentro senza rumori d’attrito, trovano souvenir e libri da colorare, fogli strappati da diari, teste di bambole, biglietti d’auguri, francobolli gommati, un anello di plastica: i primi ricordi di una camera oscura dismessa. Quando anche la testa è entrata nel mobile, i mostri si acquattano e aspettano che arrivi qualcuno con cui condividere il buio. Il più delle volte bambine.”

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  • La giovane in fiamme

    Una donna promessa sposa che non vuole maritarsi e una pittrice che la deve ritrarre di nascosto per mostrare il ritratto allo sposo. Il film di Céline Sciamma racconta di un’amicizia che si tramuta in amore alla fine del Settecento in Bretagna di Maristella Lippolis  

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  • A Oz col telecomando

    A Oz col telecomando

    Viaggio teatrale tra gli ambigui femminismi (e non solo) del suo autore, L.Frank Baum, che non smette di sedurre grandi e piccini. La compagnia Fanny & Alexander fa scegliere al pubblico quale personaggio animare tra le attrici e le illustrazioni di Mara Cerri. In scena Chiara Lagani che ha tradotto l’intero ciclo di Baum  di Sarah Perruccio

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  • Dove va a finire la finzione?

    In un mondo che vuole ingannarci tramite notizie fasulle continue e indomabili stiamo forse diventando ossessionati dalla verità? Che fine sta facendo la finzione, a fronte della richiesta sempre più marcata anche per quanto riguarda il romanzo di essere vero, crudo, reale, minuziosamente giustificato, vicino alla vita? Se lo chiede e ce ne parla Lorena Spampinato.

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  • Residenze e resistenze

    Non è più tempo di rivoluzioni radicali come negli anni 60-70, ma di resilienze diffuse e collegate tra loro. Co-working, co-housing, ecovillaggi, occupazioni urbane, rinascite agricole, teatro diffuso nei territori, tutela delle culture indigene e minoritarie… Un contributo per il convegno SIL del 13-15 dicembre a Venezia di Tiziana Colusso.

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  • Le operaie della penna

    Per la prima volta a metà Ottocento le donne in Italia reclamano la valorizzazione della propria professionalità di docenti, articoliste, scrittrici di manuali scolastici (277 censite dal ministero tra il 1861 e il 1910) e conferenziere. E chiedono, oltre al voto, di essere retribuite. L’autrice della ricerca la racconta a Letterate Magazine di Loredana Magazzeni

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  • Mostruosa ma bella

    Nata in un corpo disgraziato, Tilde ha una voce di angelo e un rapporto armonioso con la natura. Figlia di una donna problematica e isolata dal mondo ma capace di salvare con le erbe, la protagonista di “Quella voce poco fa” di Saveria Chemotti è indimenticabile   di Nadia Tarantini

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  • Mio padre è un boss

    Lucia, quasi bambina, racconta com’è la vita in un paese del Sud dopo l’arresto di tuo padre e tuo fratello. Un mondo arcaico e la voglia di libertà di Lucia, l’amica del cuore e le faide: l’esordio letterario di Maria Martino. di Ivana Rinaldi

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  • L’inutile verginità

    L’inutile verginità

    Le peripezie interiori del divenire donne attraversando la vita bugiarda degli adulti, esseri umani giustamente non poi così onnipotenti e perfetti come l’infanzia ci fa presumere. Torniamo al nuovo romanzo di Ferrante con una recensione del tutto positiva: la protagonista quarantenne è donna della contemporaneità, capace di lasciarsi alle spalle il Novecento patriarcale di Laura Fortini

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  • Un corpo di femmina grassa

    Chilografia di Domitilla Pirro è la storia di un corpo. Un corpo che è “un accumulo di chili, un quintale di femmina”. Una gerarchia somatica di involucri e sporgenze che stabilisce chi siamo e – soprattutto – cosa ci meritiamo. Ma il bolo ingurgitato si fa nauseante… Di Lorena Spampinato

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  • Clinica e non critica

    Nel “Lessico della crisi e del possibile” 45 autori e autrici hanno riscritto cento lemmi, da antropocene, femminicidio, razzismo, a burkini… per trovare un’altra postura verso la crisi globale. Non più solo rivendicare ciò che manca o criticare ma appunto saper esplorare forme di resistenza non solo reattiva e de-clinare, ovvero chinarsi, curare ciò che è malato o schiacciato da ingiustizie e diseguaglianze.

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  • La moglie di Einstein, purtroppo

    Mileva Marić, studiosa di fisica serba, dopo anni di collaborazione col futuro Nobel e padre dei suoi figli, fu abbandonata e misconosciuta come scienziata. Il libro di Slavenka Drakulić ce ne restituisce la storia. E il Politecnico di Zurigo intende risarcirla: Ancora si dice comunque che le donne non sono adatte all’astrazione Di Clotilde Barbarulli

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  • La vita assorbita dal lavoro. O liberata dal lavoro?

    Dal 13 al 15 dicembre a Venezia la Sil terrà il proprio convegno biennale alla Wake Forest University. Il titolo è “Visibile e Invisibile. Scritture e rappresentazioni del lavoro delle donne”. Studiose, insegnanti e scrittrici si alternano per tre giorni. Molti anche i workshop cui è possibile iscriversi.

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