INTERVISTE

  • Eros sfacciato e gelida ironia

    Una donna che si difende dietro una cortina di gelo, è appassionata di sesso ma pure tentata dal suicidio. Mentre seduce diverse amanti e resiste ai bigotti, consola la sorella normale e conformista. “Permafrost”, primo esilarante e profondo romanzo della poeta catalana Eva Baltasar. Che sarà a Genova al Bookpride sabato 19 ottobre alle 17

    di Silvia Neonato

  • Il corpo del lutto, il corpo del piacere

    Intervista a Lunetta Savino che interpreta “Rosa”, storia di una sessantenne che perde la giovane figlia: grazie a lei, venditrice di sex toys, riscopre però se stessa. Dalla colf Cettina che l’ha fatta amare dal grande pubblico a una coraggiosa scena di autoerotismo. Stasera, 3 ottobre, è al cinema Cappuccini di Genova con la regista Katja Colja per chiacchierare col pubblico.

  • Sesso solo per amore

    Intervista con Milena Agus e Terre promesse, il suo settimo romanzo, dopo le migliaia di copie vendute e tradotte in tutto il mondo con Mal di pietre. Storie delicate, senza fronzoli, con una punta di ironia di umani alla ricerca della felicità. Le sue donne appassionate alla fine si innamorano sempre

     

  • Volevamo essere Jo

    Intervista a Emilia Marasco, autrice del romanzo appena giunto secondo al premio di narrativa femminile Teresa Di Lascia che si svolge in Puglia da undici anni. Prima classificata Emilia Bersabea Cirillo con Non smetto di avere freddo, storia di due donne cresciute insieme in orfanotrofio che si rincontrano da adulte in carcere

  • INTERVISTE/ La forza e la speranza. Mai Masri, regista palestinese

    3000 notti è il primo lungometraggio della regista già nota per i suoi documentari. Nata ad Amman, da padre palestinese e madre americana, ora vive a Beirut, dopo aver compiuto gli studi di cinema a San Francisco.  Il film è  ambientato negli anni Ottanta, quelli dell’invasione e occupazione israeliana del Libano, del massacro di Sabra e Chatila, e racconta una storia vera, uno sciopero delle detenute palestinesi, attuato non solo come sciopero della fame, ma anche attraverso il rifiuto di cucinare per i guardiani della prigione e per i soldati. Pubblicato su Leggendaria n.123