Narcisi, padri teneri, compagni violenti

Loredana Magazzeni, 24 marzo 2020

Mi interessano gli uomini che scrivono a partire dalla loro parzialità. Perché interrompono lo stereotipo che parlare di genere sia parlare solo di genere femminile. Oltre un cinquantennio di ricerche hanno reso i Mens’ studies una branca degli studi di genere importantissima e imprescindibile. Come non ricordare i lavori pioneristici in Italia di Stefano Ciccone, Giuseppe Burgio, Alessandro Bellassai, Elisabetta Ruspini e di tanti altri? E’ opportuno che la “questione maschile” entri quotidianamente nelle scuole e nei curricoli scolastici, e che venga studiata, in primis, dalle stesse insegnanti.

Dunque Maschi in bilico. Uomini italiani dalla ricostruzione all’era digitale”, il documentato lavoro di Arnaldo Spallacci costituisce un ulteriore tassello nello scandagliare le nebbie di un maschile sottinteso nel parlare comune come una somma di stereotipi e poco altro. Sono state proprio le donne ad aver compiuto un percorso di riscrittura del mondo simbolico: iniziato con la rivoluzione femminista, l’unica rivoluzione non cruenta del secolo scorso, sono loro per prime che hanno sgretolato le certezze dell’universale neutro e si sono poste come parzialità, dando importanza al posizionamento da cui si parla e dando così ai maschi post patriarcali un orizzonte simbolico e una metodologia di riferimento.

La questione maschile in Italia non è nata oggi: i progetti come Fiocco bianco di ArciGay contro la violenza, i gruppi di uomini come Noino.org, Diventare uomini senza violenza, si sono assunti il compito che a parlare agli uomini di cambiamento fossero gli uomini stessi, per prevenire la violenza sessista e smontare gli stereotipi sul maschile, diffondere l’educazione attraverso laboratori formativi e buone pratiche. Maschile Plurale è un’altra associazione nazionale costituitasi a Roma nel maggio del 2007 che rappresenta una realtà di uomini con età, storie, percorsi politici e culturali e orientamenti sessuali diversi, radicati in una rete di gruppi locali, che sostengono che la violenza sulle donne riguarda tutti noi e non solo le donne.

C’è una emergenza in atto ed è quella educativa, che consiste nello smontare i miti della virilità. Se in passato il maschile come polo dominante del mondo era definito generalmente in termini di prevaricazione e violenza, oggi nel discorso sugli uomini coesistono immagini contrastanti: padri teneri, compagni premurosi e responsabili, ma anche narcisi ossessionati dalla cura di sé, esseri smarriti e depotenziati, in ansia per una virilità fattasi incerta. Che ne è allora dell’identità degli uomini? Questo libro spezza il silenzio sul tema e fa il punto sulle trasformazioni dell’esperienza maschile nei suoi diversi aspetti, al di là degli stereotipi, vecchi o nuovi.

Emerge un bisogno educativo di interventi programmatici e strutturati: il bisogno di introdurre nelle scuole l’educazione sessuale come educazione ai sentimenti, al corpo e all’affettività, ma anche come rilettura della diversità, cultura dell’accettazione dell’altro, oltre bullismo e omofobia.

Il saggio di Arnaldo Spallacci fa largo uso di dati statistici che vengono interpretati alla luce delle diverse teorie intorno a una visione di genere della società e della storia a partire dal secondo dopoguerra, limite temporale cruciale per i costumi e l’immaginario attuale.

A Piacenza, pochi mesi fa, si è verificato un evento importante: a seguito dell’ennesimo episodio di violenza un corteo di uomini ha sfilato a nome degli altri uomini contro la violenza sulle donne. Come sostengono le attiviste di Non Una di Meno, gli uomini iniziano a prendere coscienza di un loro percorso che non sarà facile ma che dovrà essere personale e collettivo, a partire da una rilettura del linguaggio, che una certa parte di stampa contribuisce a non volere rinnovare. 

Anche sul tema della paternità, Spallacci evidenzia importanti cambiamenti dagli anni Cinquanta ad oggi, come il passaggio dal padre silenzioso al mammo, che sono ribaditi dall’aumento di film sul rapporto padre figlio (come “Tutto il mio folle amore” di Gabriele Salvatores o “Il ladro di giorni”, di Guido Lombardi). Mette in rilievo la caduta della natalità, ma non la scomparsa del padre, che ha costituito una narrazione fin dagli anni Settanta.  

Al tema della violenza maschile sulle donne è dedicato l’intero secondo capitolo, che rilegge in modo originale ciò che sta accadendo in Italia, con il minaccioso aumento degli episodi di violenza nell’ambito delle relazioni familiari. 

Un altro focus del libro mette l’accento sull’’immaginario culturale che ha contribuito a costruire l’immagine del maschio italiano. Metrosessualità è un neologismo utilizzato per indicare uomini eterosessuali, in genere provenienti da aree metropolitane (metro), che hanno comportamenti vagamente simili a quelli stereotipicamente femminili: sono forti consumatori di cosmetica, praticano il fitness, l’abbronzatura artificiale, la depilazione del corpo e altri trattamenti estetici o salutistici. Il termine non è utilizzato per indicare la semplice vanità o il narcisismo, quanto la ricerca quasi ossessiva di un ideale di perfezione estetica che si reputa riconosciuto socialmente.

Arnaldo Spallacci, “Maschi in bilico. Uomini italiani dalla ricostruzione all’era digitale”, Mimesis edizioni, 2019.

Info. Arnaldo Spallacci, già docente di Sociologia presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, si occupa di identità maschile contemporanea, dei corsi di vita dei padri e degli uomini italiani, del vissuto scolastico dei giovani, degli stereotipi di genere e di consumi culturali. Tra le sue pubblicazioni: Donne: infiniti possibili (con C. Tolomelli, 2007); Maschi (2012); Padri, famiglia, paternità. Aggiornamenti su uomini e padri in Italia nel volume Ambiguo paterno a cura di E. Morgagni e I. Morini (2017).

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Loredana Magazzeni

Loredana Magazzeni vive a Bologna e si occupa di poesia e di critica letteraria militante. Ha co-curato varie antologie di poesia, fra cui Cuore di preda. Poesie contro la violenza sulle donne (CFR, 2012), Fil Rouge. Antologia di poesie sulle mestruazioni (CFR, 2016), Corporea. Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le Voci della Luna Poesia, 2009), La tesa fune rossa dell’amore. Madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (La Vita Felice, 2015) e, appena uscita Matrilineare. Madri e figlie nella poesia italiana contemporanea, Milano, La Vita Felice, 2018. È da vent’anni nel Gruppo ‘98 Poesia e nella redazione della rivista Le Voci della Luna. Fa parte del Collettivo di traduzione WiT, Women in Translation, con cui ha curato l'antologia Audre Lorde. D'amore e di lotta. Poesie scelte, Firenze, Le Lettere, 2018.

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