IDEE

  • Gregory Bateson per femministe

    Secondo il biologo e antropologo, che fu compagno di Margareth Mead, la conoscenza parte dalla differenza che è corollario della relazione. Anzi, la relazione precede. Poi c’è il concetto di ecologia-della-mente che si può confrontare con l’ecofemminismo, il riconoscimento della dipendenza (così lontano dal paradigma patriarcale, antropocentrico), fondamento del pensiero delle donne, un altro elemento che attraversa la  ricerca di Bateson. Riflessioni e spunti di una appassionata studiosa

    di Elvira Federici*

  • Le donne di Zalone

    Una giornalista e scrittrice è andata a vedere Tolo tolo per LM. Non è un film razzista, non finge buoni sentimenti che molti italiani non hanno, proprio come Checco Zalone, scrive. E non è neppure sessista perché la protagonista nera è una donna forte, combattiva e dignitosa. Discutiamone.

  • Dove va a finire la finzione?

    In un mondo che vuole ingannarci tramite notizie fasulle continue e indomabili stiamo forse diventando ossessionati dalla verità? Che fine sta facendo la finzione, a fronte della richiesta sempre più marcata anche per quanto riguarda il romanzo di essere vero, crudo, reale, minuziosamente giustificato, vicino alla vita? Se lo chiede e ce ne parla Lorena Spampinato.

  • Le operaie della penna

    Per la prima volta a metà Ottocento le donne in Italia reclamano la valorizzazione della propria professionalità di docenti, articoliste, scrittrici di manuali scolastici (277 censite dal ministero tra il 1861 e il 1910) e conferenziere. E chiedono, oltre al voto, di essere retribuite. L’autrice della ricerca la racconta a Letterate Magazine

    di Loredana Magazzeni

  • Clinica e non critica

    Nel “Lessico della crisi e del possibile” 45 autori e autrici hanno riscritto cento lemmi, da antropocene, femminicidio, razzismo, a burkini… per trovare un’altra postura verso la crisi globale. Non più solo rivendicare ciò che manca o criticare ma appunto saper esplorare forme di resistenza non solo reattiva e de-clinare, ovvero chinarsi, curare ciò che è malato o schiacciato da ingiustizie e diseguaglianze.

  • Per non diventare tutte/i transessuali simbolici

    Un saggio a più voci sul rapporto controverso tra femminismo e psicoanalisi a partire dall’inconscio. L’inconscio è la “carta coperta” delle pratiche di donne e il femminismo degli anni ‘70 attingeva con libertà dalla psicoanalisi. Le tecnologie adoperate per il dominio sulla vita umana pongono una domanda inquietante: ci stiamo avviando verso un mondo senza inconscio? Rischiamo di scivolare di nuovo verso un mondo fagocitato dalla finzione del neutro maschile?

    di Donatella Borghesi