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Categoria: COPERTINA

  • Sguardi tra madre e figlia

    Sguardi tra madre e figlia

    Scrive nel suo nuovo romanzo Margherita Giacobino, che è anche traduttrice: «Voler bene è un continuo esercizio di traduzione dall’io al tu e viceversa. Scrivere, un testardo tentativo di traduzione dall’infinito intravisto al finito che ci è dato».

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  • PERSONAGGE: Natale 1945

    “La bicicletta grigio-verde di papà è ferma da tre giorni. Immobile. Appoggiata al muro, sul pianerottolo di casa. Casa nostra è in Via Elenuccia, accanto all’Istituto Leone XIII. Zia Cherubina, la sorella di mio padre, è la Madre Superiora. Cherubina è il nome che ha preso con i voti, il suo vero nome è Marina. Non lo so, ma credo abbia trovato lei per noi questo piccolo appartamento. Mia madre non è di qua, qualcuno la chiama la straniera.” di Daniela Arena

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  • La militanza incerta. Autocoscienza, ironia e critica nel fumetto contemporaneo

    C’è un legame tra le storie che leggiamo e quelle che viviamo. La storia delle donne nel fumetto è quella di un gruppo marginale dentro un’arte marginale: agli inizi del secolo scorso il fumetto è un linguaggio giovane, uno spazio di possibilità. Un pezzo di questo spazio – che, come spesso accade, viene occupato in fretta da autori maschi e bianchi – è il fumetto disegnato dalle donne nel periodo degli Underground Comix, che nasce negli anni ‘70 e pone le basi per quello che oggi chiamiamo graphic novel. Per le donne, ritagliarsi uno spazio in quel contesto è difficile,…

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  • Brutta e abbandonata

    Brutta e abbandonata

    Cosa accade se le donne vengono cancellate? Se il potere le tiene sottomesse nell’ignoranza? Karen Kohler prova a raccontarlo nel romanzo distopico “L’Isola di Altrove” che ci parla di noi attraverso la sua eroina senza nome.

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  • Scuola e demoni

    La sensazione è che si attribuisca alla riapertura della scuola la soluzione di ogni problema. Ma i problemi sono anche molti altri. La scuola poggia su strutture fisiche e culturali d’ispirazione quasi ottocentesca. In quale misura i progressi delle neuroscienze, solo per fare un esempio, influiscono sulla percezione che il mondo adulto ha dell’adolescenza e dei processi d’apprendimento? Di Roberta Ortolano

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  • La donna nera non è né bianca né uomo

    La donna nera non è né bianca né uomo

    Nel movimento femminista è una “forestiera interna”. La filosofa e teorica del femminismo nero Djamila Ribeiro scrive che la lingua è un luogo di lotta: le parole sono azione, resistenza, tramite le quali chi è oppress* riprende possesso di sé e si riconosce.

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  • PERSONAGGE: Paesaggio

    “Il paesaggio non è definito, non lo sono neanche gli elementi del quadro, ma io sento greco a levante avanzare furioso e il fragore del mare dominare su tutto. Millenovecentootto, un bastimento a vela carico di pani di zolfo è in pericolo. Quindici marinai urlano disperati e cercano salvezza chiedendo aiuto alla popolazione di Ortigia che accorre e si dirige nello spiazzo con il parroco di S. Paolo che porta una croce. ” Un racconto di Maria Diamante

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  • La paura dei cinghiali

    Vera sale e scende le scale della vita tra momenti di felicità e cadute nel dolore. Una madre anaffettiva, gli studi a Parigi, il matrimonio, il crollo. Fino a che non giunge Abel, un bambino che il fratello le chiede di ospitare Di Cinzia Pennati

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  • Scrivere le donne

    Perché alcune persone diventano personaggi e altre no? Daniela Gambaro, che ha una formazione cinematografica, spiega come il mettersi al servizio del punto di vista altrui permette di osservare la realtà attraverso uno sguardo diverso dal tuo. Dall’incontro con le altre mamme al consultorio è nato il suo libro “Dieci storie quasi vere”.

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  • Avevamo un nome e un volto

    Avevamo un nome e un volto

    Nel giugno 1979 andai a Mondovì a casa di Lidia Beccaria Rolfi, inviata dal settimanale “Noi donne” per guardare con lei in televisione il film americano “Olocausto”, che per la prima volta portò nelle case di milioni di persone le atrocità dei Lager nazisti. Lidia, staffetta partigiana, era stata deportata a Ravensbrück come politica. L’anno prima aveva descritto, insieme alla storica Anna Maria Bruzzone, i mesi di prigionia nel Lager: era un libro unico, il primo in Italia dove si narrava la condizione delle prigioniere politiche e quella, ancora peggiore, delle ebree. Lo avevo letto e mi aveva colpita al…

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  • Cuore allegro

    «Ho confuso te con me/ noi con me/» “Cuore allegro”, esordio in poesia di Viola Lo Moro, ha il passo convincente di una indagine alla ricerca della relazione. Sono importanti le persone, l’impegno politico e gli oggetti, l’amore e l’amore tra donne di Gabriella Musetti

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  • L’utopia di Bridgerton

    Serie tv tra le più seguite e discusse del momento. Inghilterra, primi dell’800: una giovane bianca innamorata di un duca nero, una famiglia, i Bridgerton, composta da 4 fratelli e 4 sorelle belle e intelligenti, come la maggior parte delle personagge. E poi appunto camerieri bianchi e signori colored. Irrealistica, certo. E allora?

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  • 12 personagge svincolate dalla sintassi

    Bernardine Evaristo ha scritto un romanzo sull’intersezionalità, con levità e ironia, dove i costrutti ideologici compaiono solo per essere sbeffeggiati. Siamo davanti a un nuovo linguaggio che intreccia sapientemente storie di vita Di Anna Zani

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  • Donne e motori

    Donne e motori

    Dell’uso del corpo femminile in pubblicità, snudato, allusivo, ancora presente ovunque. Delle novità in tema, compresa la comparsa dei maschi sempre più snudati (e unti) in tv e riviste Di Silvia Neonato

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  • Poetessa pastora

    Poetessa pastora

    La maremma, le mandrie di buoi, la flora selvatica, la consapevolezza di sé e l’impegno sono i fondamenti del talento della senese Dina Ferri (1908-1930) il cui ricordo dedichiamo a Agitu Gudeta, la pastora etiope uccisa in Trentino a fine anno. Ripubblicarla oggi testimonia la produzione letteraria di donne che, negli anni Venti del ‘900, per classe sociale non erano destinate alla scrittura e all’istruzione Di Loredana Magazzeni

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  • I baci mancati della madre

    I baci mancati della madre

    Amori, emigrazioni, paure, ricordi, radici che si confondono con la modernità dei voli aerei. I racconti di donne straniere in Italia pubblicati, come ogni anno, in occasione della quindicesima edizione del concorso Lingua Madre. Voci che la scrittura fa riemergere Di Michela Marocco

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  • La cura feroce

    La cura feroce

    2020. Rianimare.  Una lettura estrema ispirata dal film “Il buco”, disponibile su Netflix. Assassini, cannibali e corpi, all’interno di un sistema totale: incubi da un anno indimenticabile per il pianeta terra e i/le suoi abitanti.  

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  • Clarice Lispector, lo splendore di avere un linguaggio

    Clarice Lispector, lo splendore di avere un linguaggio

    Cento anni fa nasceva la più grande scrittrice in lingua portoghese: di fronte alla dismisura della vita, Clarice desidera abbandonarsi. Cercando le parole per rivelare l’incontro, terribile, con la realtà.

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  • PERSONAGGE: Senso di necessità

    “Salgo sovrappensiero su quella scala metallica, «da qui in poi non si torna più indietro, Olivia» mi dico. Siedo al mio posto e attendo che tutti i passeggeri siano a bordo. Li guardo mentre sistemano le valigie sopra le loro teste. C’è sempre qualcuno che non ce la fa, o che mette il proprio bagaglio in orizzontale occupando anche lo spazio degli altri. Un’occasionale forma di egoismo o un’evidente mancanza di senso della misura? Non l’ho mai capito.” Un racconto di Giordana Restifo

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  • La verità sull’amore

    Che linguaggio usare nei confronti delle persone LGBTQIA+? Occorrono parole nuove, ma anche si devono risignificare quelle vecchie. Un manuale edito dall’Ordine dei giornalisti lombardi e curato da Gegia Celotti. di Barbara Mapelli

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