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Categoria: COPERTINA

  • PERSONAGGE: Quarantena, giorno zero

    “Ricorda quanto la fece sorridere scoprire la parola “taddarita”, la bizzarra assonanza col suo nome che le impedì di dimenticarla, e rievocare adesso, dopo tutti quei giorni di clausura, la forma dialettale della parola “pipistrello”, ritenuto veicolo o causa dell’epidemia, le sembra una coincidenza ancora più insolita, una quadratura del cerchio che la porta ora, bruscamente, a pensare, chissà perché, dopo tanti giorni, a quell’immaginario dito accusatore puntato verso di lei, e a domandarsi, per la prima volta dopo tre anni: “Che faccio qui?”.” Un racconto di Loredana Mari

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  • Insegnare a trasgredire

    Insegnare a trasgredire

    «La nostra trasformazione, individuale e collettiva, avviene attraverso la costruzione di uno spazio creativo radicale», scriveva bell hooks, teorica dell’educazione come pratica della libertà. Ma a criticare l’accademia e il sistema educativo c’è anche il gruppo di Spaccademia a Firenze, che trovate su DWF n. 126.

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  • PERSONAGGE: Ebe

    “Avevo da poco compiuto vent’anni quando iniziai a fare la staffetta.” Anna Ausilia Ranieri ci racconta la vita di Ebe, staffetta partigiana, per festeggiare le donne della Resistenza italiana.

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  • Gasperina, maestra e donna libera

    Il tema della memoria è tanto importante per le donne quanto quello di ricostruire le vite di chi non c’è più, così come quello di aiutare a fare nuovo simbolico rileggendo storie, miti classici o lingue segrete. Marina Giovannelli ha scritto la biografia congetturale di una friulana nata nel 1913 di Loredana Magazzeni

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  • Le streghe e il lavoro di cura

    Le streghe e il lavoro di cura

    In febbraio The New York Times Magazine pubblica un lungo articolo sul futuro del lavoro titolando: “Il lockdown ha mostrato come l’economia sfrutta le donne. Silvia Federici mette in guardia da decenni su ciò che accade quando si sottovaluta il lavoro domestico”. Lo commentiamo con gioia  

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  • Due generazioni in relazione

    Due generazioni in relazione

    Maria Rosa Cutrufelli dialoga con Serena Todesco che la intervista a partire da sé, mentre le loro vite si intrecciano. Partite da Messina a decenni di distanza, sono poi andate per il mondo. Il femminismo italiano e le sue figure storiche, la letteratura, il gender, le madri, i collettivi, il ’68: un libro emozionante e imprescindibile.

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  • Mettere al mondo, una questione di potere

    La figura dell’ostetrica viene formalizzata dal XIII secolo, ed ancor più dal XVII-XVIII: può testimoniare nei processi e deve saper battezzare il bambino in caso di pericolo. Poi, fino a metà 800, i medici la estromettono dalla scena del parto. Grazie alle storiche oggi conosciamo finalmente la storia del parto.    Di Carla Mazzoni

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  • Memoria oltre il Giorno della Memoria

    Memoria oltre il Giorno della Memoria

    Dinanzi all’aumento del “vento nero” fascista, come lo ha definito di recente la scrittrice Edith Bruck, è più che mai urgente una pratica continua della memoria come conoscenza collettiva condivisa di un passato che non riguarda solo gli ebrei.

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  • PERSONAGGE: Sui margini

    “La bambina, lasciando la mano che per tutto il tempo aveva tenuto stretta, mi si avvicinò. Mi sentii sollevata in maniera gentile, e mi ripiegai mollemente su me stessa, assecondando la presa. Ne avvertivo il tremore, ma sentivo anche che con lei ero al sicuro, che quel tocco era piccolo ma saldo. Indietreggiando, tornammo entrambe verso l’uomo, che la guardò teneramente, commosso dalla carezza che mi riservava sul palmo in cui mi aveva poggiato.” Un racconto di Giovanna Gravina

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  • Alice Ceresa, la figlia prodiga

    “Abbecedario della differenza” è il volume a cura di Laura Fortini e Alessandra Pigliaru che ospita molti brevi saggi di diverse studiose ispirati al “Piccolo dizionario” della scrittrice-ricercatrice della lingua. Il prossimo 22 aprile 2021 un convegno a lei dedicato di Loredana Magazzeni

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  • L’odio è lì, ogni giorno, vivo e innegabile

    L’odio è lì, ogni giorno, vivo e innegabile

    “L’odio è lì, ogni giorno, vivo e innegabile”: così scrive Cloé Mehdi, della banlieue francese in cui vive Mattia, l’io narrante undicenne del suo romanzo. Le vite dei suoi familiari e di tutti personaggi ruotano i intorno a un episodio di violenza poliziesca di una decina d’anni prima: Said, un ragazzo di banlieue picchiato a morte da un poliziotto.

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  • Un soir à l’Opéra

    Un soir à l’Opéra

    Piango tutte le lacrime che ho in corpo. Per i desideri azzerati, per la morte non consolata, per l’impossibilità di curare le nostre ferite con la bellezza.  Sono qui, ospite privilegiata di una coppia di amici per uno spettacolo a porte chiuse, “Le Parc”, coreografia di Angelin Preljocaj, su musiche di Mozart, creata per il balletto dell’Opéra National de Paris.

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  • L’amore è un accollo – intervista a Giulia Ananìa

    «Qualche mese fa ero convinta di averla lasciata. Di essermene liberata. Dopo anni, ce l’avevo fatta. Mi aveva completamente disinnamorata. La guardavo e non provavo più niente. Una liberazione. Mi sono chiesta: da quanto Roma non mi fa felice?». Intervista a Giulia Ananìa di Giulia Caminito

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  • Filosofe nel medioevo

    Filosofe nel medioevo

    Mediche e studiose finora poco conosciute, a esclusione di Trotula: Federica Garofalo ha scritto “Mulieres Salernitane” per narrare le loro vita.

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  • Il corpo nell’abbandono

    “Voce” di Madame a Sanremo 2021. Parla di un amore o della voce perduta? L’ambiguità è evocativa, ci parla del perdersi e del ritrovarsi attraverso una giovanissima artista. Un articolo di Viola Lo Moro.

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  • Né partito, né marito

    Nessuno farà nulla per noi, non i partiti che ci riservano le briciole, non i nostri figli e mariti e padri immersi nel patriarcato: è giunto il tempo che il partito nasca da noi. La riflessione post 8 marzo di una socia storica della Sil di Pina Mandolfo

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  • Amina cercasi

    Amina cercasi

    Che cosa scatta nella mente dei più quando si parla di leadership politica di una donna? Letteratura e serie tv ci fanno capire che cosa sta maturando oggi nell’immaginario collettivo. Da “Borgen” al romanzo “Quando nascesti tu stella lucente” di Nadia Tarantini.

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  • La ricostruzione di una donna

    La ricostruzione di una donna

    Michaela Coel, autrice, interprete, produttrice e regista della serie tv angloamericana “I may destroy you” rivoluziona il nostro immaginario. Girato in parte a Roma, racconta della scrittrice nera e femminista Arabella. Parla di amicizia tra donne, mestruazioni, lotte per i diritti.  Purtroppo per ora è possibile vedere la serie solo su piattaforme internazionali e in lingua originale Di Francesca Romana Di Santo

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  • Il lago è una parola magica

    La coppia madre-figlia è la vera anima nera del nuovo romanzo di Giulia Caminito candidato allo Strega. La protagonista si muove alla svolta nel nuovo millennio e tra Roma e il vicino paese di Anguillara. La rabbia per le disparità sociali di cui patisce insieme alla sua disastrata famiglia si mescola al dolore che la incattivisce. di Roberta Mazzanti

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  • L’epica dei maschi, la tragedia delle donne. La Musa ci ripensa

    Ri-visitare, ri-scrivere i testi che sono all’origine della storia e della cultura di cui siamo figlie: riempire i vuoti, il non detto, il non tramandato per allestire nuovi scenari narrativi e simbolici. Tre autrici riparlano delle eroine omeriche, Di Anna Maria Crispino

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