Sherocco: il fiorire e il rifiorire della comunità varia

Sarah Perruccio e Amanda Rosso, 27 giugno 2023

Dal 29 giugno al 2 luglio 2023, a Ostuni in Puglia torna Sherocco, un festival e summer school dedicati agli studi di genere e al pensiero queer. Animano il festival ospiti internazionali, laboratori, concerti, talk e spettacoli. Letterate Magazine intervista Maya De Leo, Francesca Romana Recchia Luciani, Silvia Calderoni e Viola Lo Moro

Di Sarah Perruccio e Amanda Rosso

Dal 29 giugno al 2 luglio 2023 in Puglia a Ostuni (BR) si svolgerà la seconda edizione di Sherocco, un festival e una summer school dedicati agli studi di genere e al pensiero queer. Quest’anno la quattro giorni ideata e organizzata da Fuoriluogo APS negli spazi de La luna nel pozzo (contesto rurale in cui sorge un teatro) accoglierà ospiti internazionali, spettacoli, concerti, talk e laboratori, avvalendosi della consulenza creativa artistica dell’acclamata performer Silvia Calderoni. Ad animare gli incontri di Sherocco Academy saranno alcune delle personalità più influenti nell’ambito degli studi di genere e sull’intersezionalità, dentro e fuori l’accademia: Gianmaria Colpani, Ethan Bonali, Francesca Fadda, Massimo Prearo, Elena Biagini, Carla Reale, Alessia Tuselli, Djarah Kan, Vera Gheno, Angelica Pesarini, Antonio Rotelli, Miguel Shema e Paola Rivetti. Ai loro interventi si aggiungono quelli attesissimi di Alice Coffin e Monica Benicio, tra le principali protagoniste della scena politica rispettivamente in Francia e in Brasile, e quelli di Titti De Simone e Porpora Marcasciano. Sherocco Village sarà invece il luogo dedicato agli eventi e alle forme artistiche: dalla musica al teatro, dalla performance alla poesia, fino ai dj set. Ne saranno protagonistз per quattro giorni numerosi artistз della scena queer nazionale ed internazionale quali Motus, M¥SS KETA (presente con un dj set insieme a Silvia Calderoni), Mykki Blanco (concerto in collaborazione con Locus Festival), Alessandro Sciarroni, Gianmaria Borzillo, Giovanfrancesco Giannini, Baby Dee, Assi DJ, Radio RKO, Laboratorio Merende, Giacomo AG, Viola Lo Moro, Michela Rossi in arte Sonno, R.Y.F., Playgirls from Caracas con Eleonora Magnifico, François Chaignaud, Romain Louveau, Industria Indipendente con M&M, 555, Velvet Orayo, Fur, Bosco Marino, Bunny Dakota, Nicole De Leo.

In attesa dell’inaugurazione questo giovedì abbiamo incontrato quattro tra le persone che animeranno il festival: le docenti Maya De Leo e Francesca Romana Recchia Luciani (che con Sara Garbagnoli formano il comitato scientifico di Sherocco Academy), Silvia Calderoni (a Sherocco in doppia veste di consulente creativa e di performer) e Viola Lo Moro (poeta), chiedendo loro di raccontarci di più, dalle diverse angolazioni dei loro contributi alla realizzazione di questo “festival in cui ogni persona possa sentirsi a casa, senza barriere o pregiudizi”, come ha sottolineato Francesca Vitucci, presidente di
Fuoriluogo APS, l’associazione che organizza l’evento.
Innanzitutto vi ringraziamo moltissimo per il vostro tempo e la vostra disponibilità. A pochi giorni dall’inizio del festival sarete impegnatissime!

Maya De Leo e Francesca Romana Recchia Luciani, da dove nasce Sherocco? Qual è la visione che lo ha generato? Quali sono le sinergie che si incontrano in un festival che racconta come una “comunità varia, fondata su un’esclusione storica, culturale e politica, possa generare bellezza e cura, trasformare e trasformarsi, capovolgere punti di vista, creare un mondo che non esisteva prima”?
Maya De Leo: Dire che cos’è Sherocco è complesso, perché si tratta di un Festival al quale non si assiste semplicemente come spettator*, ma al quale si partecipa, in cui la dimensione della presenza attiva è centrale. L’anno scorso ho potuto fare esperienza di questa centralità quando sono stata invitata come ospite e relatrice. Ho potuto condividere alcuni aspetti della mia ricerca e il momento della discussione non è stato confinato ai minuti dell’esposizione ma si è diffuso in tutto il tempo del festival, attraverso tanti momenti di scambi e confronto. E così è stato anche per tutti gli altri eventi, vissuti collettivamente e collettivamente, elaborati all’interno di uno spazio sicuro. In questo senso, possiamo dire che a Sherocco siano offerte condizioni di arricchimento e crescita uniche, con un potenziale trasformativo degli immaginari e delle pratiche davvero incredibili.
Francesca Romana Recchia Luciani: Per me Sherocco è la prosecuzione di un lungo percorso di ricerca e di militanza culturale, intellettuale e politica transfemminista che comincia intorno al 2010 con il mio insegnamento universitario di Filosofie contemporanee e saperi di genere (il primo in Italia) e con l’ideazione e la nascita del Festival delle donne e dei saperi di genere, che si è protratto per un decennio. Quelle esperienze, insieme a tante altre di gruppi, di singole persone, di comunità militanti, ha dissodato in questa area geografica un terreno fertile e sensibile dal punto di vista politico e culturale che dà oggi i suoi frutti straordinari nell’esperienza di Sherocco.
Lo scorso anno siamo partite con un piccolo gruppo di eccellenti organizzatrici, e io, insieme al collega Josh Prezioso, abbiamo avuto il compito di inventare una summer school. Senza esitazioni ho invitato le relatrici che oggi sono insieme a me le direttrici dell’Academy: Sara Garbagnoli e Maya De Leo, oltre a tant* altr* ospiti che hanno animato la prima edizione. Oggi l’esperienza di Sherocco si fa più matura, si amplia, lascia spazio allo spettacolo, alla musica, alla festa, all’impegno militante senza risparmio. Siamo ansiose di tornare a provare il brivido meraviglioso della prima edizione che ha fatto nascere fondamentali relazioni e dato vita a un luogo di condivisione difficilmente sostituibile. Lunga vita a Sherocco e alle alleanze fantastiche che sperimenta!

Avete curato la programmazione dell’Academy, la prima Sherocco Academy su
studi di genere e teorie queer. Parlateci di questo progetto così importante e
decisivo, fortemente politico e intersezionale.
Maya De Leo: Dopo l’esperienza e il successo dello scorso anno abbiamo voluto proseguire questo percorso organizzando l’Academy secondo le direttrici politiche dell’intersezionalità. Abbiamo invitato relator* che, lavorando dentro e fuori l’accademia, si interrogano su genere e sessualità come terreno di articolazione dei rapporti di oppressione, e sui loro intrecci con le dimensioni della classe e della razzializzazione. Un’altra delle questioni che abbiamo tenuto presente nell’organizzazione dell’Academy è l’attacco alle rivendicazioni delle persone transgender, attualmente in corso a livello transnazionale. Insieme a* nostr* relator* cercheremo infatti di ampliare lo sguardo sullo scenario globale, di interrogarci sul nostro presente, dalle proteste in Iran all’offensiva neoconservatrice in Occidente, chiedendo aiuto soprattutto agli strumenti teorici elaborati dai movimenti LGBTQIA+ e dal femminismo nero e decoloniale. Si tratta di strumenti irrinunciabili per arricchire il nostro orizzonte immaginativo, sovvertirlo, e crearne così di nuovi e inediti.

Silvia Calderoni, sei stata coinvolta nella consulenza artistica per questo secondo anno, avendo già partecipato con MDLSX (Motus) alla prima edizione. Quali energie e quali immaginari hai visto in atto lo scorso anno e quale pensiero ti ha guidata per contribuire a dare forma a Sherocco 2023?
Essere consulente artistica di Sherocco è per me una gioia e anche una grande sfida, perché faccio qualcosa di diverso, e provo a portare nella composizione di un festival la mia attitudine di performer della scena. L’anno scorso sono stata ospite al festival come artista e questo mi ha permesso di viverlo e attraversarlo con un occhio selvatico e non ancora complice. È stato bello partecipare a questo primo appuntamento che era appena nato, fragile eppure pieno di vita. In Italia i festival, che sono spazi di sperimentazione artistica ma anche di elaborazione politica oltre che estetica, sono sempre meno sostenuti. Ogni anno, nella comunità di artist^ e lavorat^ dell’arte legat^ a pratiche di ricerca nel contemporaneo, facciamo la conta dei luoghi che scompaiono. Meno spazi, meno occasioni per costruire comunità temporanee, meno possibilità di lavoro e di produzione. Meno pensiero. Sherocco è un contromovimento. Un festival nuovo che nasce, e per di più nel Sud Italia, dove la questione dei finanziamenti è ancora più pesante. Uno spazio tutto nuovo, tutto da inventare, è stato come un urlo gioioso, una chiamata. E nasce con una vocazione strettamente connessa con le soggettività lesbiche, queer, trans, frocie. Come comporre insieme il desiderio di ricerca e di sperimentazione delle arti performative con questo desiderio di comunità? È una domanda molto potente, che ci spinge a cercare negli immaginari meno frequentati, meno automatici, meno rassicuranti, a frugare nelle scene meno ufficiali, nei club, nelle controculture queer ma anche nella scena internazionale più attiva.
Durante l’anno abbiamo fatto un percorso collettivo di grande condivisione di materiali, idee, linee. Abbiamo guardato insieme il lavoro di molt^ artist^ della performance, della danza, della musica. Abbiamo aperto lo sguardo verso artist^ e presenze internazional^ – Francois Chaignaud, Mykki Blanko, Baby Dee, e per i talk Monica Benicio – perché è importante tenere aperti i flussi, perché le idee possano circolare. In un momento in cui le destre si rafforzano e premono sulla cultura,  bisogna intensificare le connessioni, metterci in contatto con ciò che è lontano. Toccarci. E poi un’attenzione alla scena italiana fatta di poetiche e provenienze molto diverse, con Alessandro Sciarroni, Industria Indipendente, Giacomo AG, Motus, R.Y.F., Miss Keta, Play Girls from Caracas, Eleonora Magnifico, per la poesia Viola Lo Moro e Djarah Kan, Vera Gheno e Porpora Marcasciano per gli incontri. A Sherocco l^ artist^ queer non sono una sezione dedicata. Fanno un mondo intero.

Viola Lo Moro, poeta e socia della libreria Tuba di Roma, porterà a Sherocco un reading di sue poesie edite e inedite accompagnato dal live painting di Michela Rossi (Sonno) e musiche originali di Grosso Bernardo. Per te cosa significa far parte di un festival come Sherocco?
Misurarmi con un palco è per me già una grande, nuova, avventura. Da tempo credo che ci sia un modo possibile di partecipare insieme alla poesia – compatire – , all’atto artistico di un live painting, a una musica cucita intorno alle parole, che rende originale e viva la poesia. Originale non nel senso di novità (la poesia e il canto sono riti storicamente collettivi), ma nel senso di non ripetibile. Sono curiosa di vedere come stiamo insieme sul palco, sono curiosa di osservare e osservarmi mentre leggo, mentre invento parole nuove, grazie a quello che accade in quel momento con Sonno e Grosso Bernardo, e grazie soprattutto al pubblico, che non sta lì solo per ascoltare le mie poesie o vedere il disegno, ma è lì per generare insieme un oggetto emotivo, politico, vivo e che muore alla fine. Sono curiosa di sapere se qualcosa rimane dopo, se abbiamo delle parole nuove per raccontare noi stesse e il mondo tremendo che ci circonda. Se le parole possono essere ancora strumento per le lotte, o se stanno sdraiate e assonnate in un tempo che non esiste più. Sherocco mi sembra un bel festival, la curatela mi sembra equilibrata e intelligente, un posto dove ritrovarsi tra compagne, imparare e potenzialmente ricaricarsi.

Le riflessioni e i contenuti della prima edizione del festival (2022) assumono la forma di un volume dal titolo Sherocco. Le rivoluzioni del desiderio, dedicato all’importanza di creare ed essere comunità e di farne memoria. Il libro, edito da Fandango Libri, sarà presentato in anteprima al festival il 30 giugno e sarà disponibile nelle librerie a partire dallo stesso giorno.

Il programma aggiornato di Sherocco 2023 è disponibile al sito sheroccofestival.it

Nella foto un momento tratto da Of The Nightingale I Envy the Fate (Dell’usignolo invidio la sorte) performance ideata e diretta da Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, con Stefania Tansini.

©Ilaria Depari. Teatro sperimentale di Pesaro

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Redazione LM

Scritture, politiche, culture delle donne. E non solo. Alla ricerca di parole, linguaggi, narrazioni che interpretino e raccontino cambiamenti e spostamenti in corso. Nello scambio tra lettrici, autrici e autori – e personagge. REDAZIONE: Silvia Neonato (direttrice), Giulia Caminito, Laura Marzi, Loredana Magazzeni, Gisella Modica, Gabriella Musetti, Sarah Perruccio
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