Donne e teatro del futuro

Sarah Perruccio, 26 novembre 2021

Il Fef, Festival dell’eccellenza femminile, ha messo in cartellone a Genova molte autrici e registe contemporanee, per rileggere il passato, comprendere meglio il presente e immaginare il futuro di un’arte sempre più necessaria.

Di Sarah Perruccio

Il FEF, festival dell’eccellenza femminile 2021 “Next Generation Women”, quest’anno finalmente ospitato nelle sale del Teatro nazionale di Genova, ha creato una sinergia di riflessione critica e azione performativa intorno al tema dei nuovi paradigmi teatrali, focalizzandosi in particolare sulla drammaturgia prodotta da donne.

Il festival ha aperto una riflessione sulle risposte che il teatro può dare al clima di incertezza post pandemico soffermandosi al contempo sulle soluzioni creative possibili nella commistione di virtuale e fisico. Una riflessione che si espande sul piano critico nel ciclo di incontri e laboratori chiamati “La cultura che cura” (se ne occupa l’artista e regista Anna Solaro), il convegno internazionale “Nuovi paradigmi teatrali”, e nella rassegna teatrale.

A partire dallo spettacolo Traces of Antigone (andato in scena al Teatro Duse di Genova, scritto da Christina Ouzounidis e progettato da Elli Papakostantinou) il cartellone ha proposto drammaturgie che rielaborano miti, rileggono figure storiche e classici della letteratura secondo uno sguardo attento al futuro del teatro e delle donne nel teatro.

Come fa Artemisia Caterina Ipazia… e le altre, ideazione e regia di Consuelo Barilari, interpretazione e rielaborazione drammaturgica di Laura Curino con Patrizia Monaco da un testo del Gruppo Di Scrittura Collettiva Raggi X, uno spettacolo biopic su Artemisia Gentileschi in cui si intrecciano diversi personaggi femminili, costruendo un lavoro ironico e tagliente. Il 19 e 20 novembre è andata in scena La Maîtresse di e con Gaia Aprea, liberamente tratto dal libro autobiografico Memorie di una maîtresse americana di Nell Kimball, “un testo scandaloso e avvincente, che racconta con distacco la brutalità del mestiere di prostituta, la sessualità dei clienti, il rapporto delle ragazze nei bordelli”.

Ancora in cartellone, il 21 novembre Amo dunque sono con Viola Graziosi, ideazione e regia di Consuelo Barilari, testo di Alessandra Cenni, da Sibilla Aleramo. Tra gli altri lavori in programma il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, a Sestri Levante, nella Sala Agave dell’ex Convento dell’Annunziata, va in scena Luisa di e con Bruna Braidotti: il tema è la violenza sessuale subita nell’infanzia che segna la vita di tante donne. Lo stesso giorno, La Mite, regia di Nicola Zavagli con Beatrice Visibelli, riflette sulla violenza domestica partendo dal racconto di Fëdor Dostoevskij.

Venerdì 26 novembre Musa e getta, tratto dal libro omonimo, curato da Arianna Ninchi e Silvia Siravo, in cui 16 scrittrici ricordano 16 donne indimenticabili (e dimenticate). Andrà in scena Arianna Ninchi che interpreta la parte di Nadia Krupskaja, rivoluzionaria e pedagogista russa, moglie di Lenin, di cui ha scritto la biografia Ritanna Armeni.

Connessi al festival ci sono anche il Premio Ipazia alla Nuova Drammaturgia, istituito nel 2012, e il Premio Ipazia Performing Arts che accolgono proposte contemporanee con al centro della loro ricerca creativa tematiche riguardanti il femminile. I due premi completano il quadro di una rassegna che si propone da un lato di rielaborare il patrimonio culturale occidentale, e italiano in particolare, dall’altro di saggiare il presente e quindi proiettarsi nel futuro del teatro.

Un teatro visto come assolutamente necessario oggi per restituire a tutte le parti coinvolte – pubblico, artiste e artisti, maestranze- il senso dello stare al mondo, di leggere il mondo attraverso il teatro. Ovvero ritrovarsi nell’agorà e abitare tutti insieme la ferita di questo momento storico, trovare nella fragilità e nel margine lo spazio creativo, dare voce a chi non ce l’ha. Aspettando la prossima edizione che avrà, appunto, al suo centro il tema della voce.

FESTIVAL DELL’ECCELLENZA AL FEMMINILE

ideato e diretto da Consuelo Barilari

XVII edizione NEXT GENERATION WOMEN

15 ottobre/ 28 novembre 2021

Programma completo su http://www.eccellenzalfemminile.it/

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Sarah Perruccio

Sarah Maria Perruccio nasce nel Regno Unito nel 1982 e cresce in Italia. Consegue una Laurea in DAMS all'Università di Roma Tre e un MA in Applied Theatre alla University of Manchester. Si occupa di teatro: sin dal liceo recita, scrive e cura la regia dei propri testi. In UK, all'Octagon Theatre, collabora alla direzione di laboratori teatrali con gruppi di adolescenti di diverse provenienze e con esperienze di difficoltà. Ha contribuito alla traduzione della collezione di drammi Teatro di Timberlake Wertenbaker di M.V.Tessitore e P. Bono, curando anche la postfazione critica di Le Leggi del Moto. Ha continuato ad occuparsi di Wertenbaker in un breve saggio su Altre Modernità, e per altre pubblicazioni in lingua inglese. Tuttora traduce articoli accademici, racconti e documentari. Ha da poco completato una sceneggiatura cinematografica attualmente in fase di pre-produzione (l’Innesto), per la regia di Dario Germani. Collabora stabilmente come autrice di documentari con la casa di produzione Rizoma Film il cui ultimo progetto, Cuore di Bambola, è stato presentato all' EFM di Berlino e al 49° Giffoni Film Festival, in concorso. È socia SIL dal 2009.

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