IL MIO PRIMO LIBRO – Monica Sarsini

25 Ottobre 2021

Come hai fatto a pubblicare il tuo primo libro? In che modo e in quale occasione?
Un progetto per scoprire come tante autrici siano riuscite a dare alle stampe il proprio primo libro.

VUOI SAPERNE DI PIÙ SUL PROGETTO?

Come è arrivata ciascuna autrice alla stampa del primo romanzo, dei primi racconti Trovare un editore è stato un’impresa? Il successo è stato immediato o faticoso? L’intento è mettere a fuoco il percorso delle scrittrici dal punto di vista più in ombra del processo creativo. Questa la domanda che un giorno di parecchi anni fa Roberta Mazzanti, Silvia Neonato e Bia Sarasini (che purtroppo non c’è più) decisero di rivolgere a scrittrici italiane o che scrivono in italiano per raccoglierle nell’archivio della Società italiana delle Letterate sotto al titolo “Il mio primo libro”.
I testi raccolti sono tutti inediti e l’idea è quella di confrontare non soltanto le esperienze personali ma anche le vie d’accesso e di presenza sulla scena editoriale delle autrici; tra le prime a rispondere al nostro invito Sereni e poi Grazia Livi, Lidia Ravera, Camilla Salvago Raggi, Elvira Dones… Prestissimo leggerete gli inediti di Bianca Pitzorno, Loredana Lipperini, Lia Levi, Chiara Mezzalama, Maria Rosa Cutrufelli, Elvira Mujčić, Sandra Petrignani, Chiara Valerio, Giulia Caminito, Beatrice Masini e tante, tante altre.

Tutti verranno pubblicati prima sul Letterate Magazine della Sil e poi raccolti nell’archivio e, chi sa, in un libro (vedi on line nel sito della Sil quelli raccolti alla voce “Il mio primo libro”). Creare un archivio significa mettere a disposizione una memoria dei percorsi, delle opportunità, degli ostacoli, degli incontri, della determinazione che hanno portato donne di talento a trasformare la propria passione per la scrittura in quell’amato e sognato oggetto concreto, un libro che si può aprire e leggere.

Tra gli scritti più preziosi c’è quello di Clara Sereni, perché se n’è andata nel 2018. Scrive di come riuscì a pubblicare nel 1974 il suo primo libro, “Sigma Epsilon”, un romanzo fantascientifico, la cui protagonista è una giovane sessantottina che le assomiglia molto. Proprio ora lo ha ripubblicato (era introvabile) la casa editrice Ali&no. Chi ama Clara Sereni potrà dunque aggiungere due tasselli alla sua conoscenza: il nostro testo e il romanzo ripubblicato e recensito per LM da Paola Èlia Cimatti. È un testo in cui narrava – come nel suo ultimo memoir, “Via Ripetta 155” uscito nel 2015 – l’impegno politico della sua generazione.

Silvia Neonato, direttrice di LM, è la curatrice del progetto, alla cui realizzazione partecipano Roberta Mazzanti (editor), Anna Maria Crispino (direttora di Leggendaria), Viola Lo Moro (poeta, socia della libreria delle donne Tuba a Roma), la presidente della Sil Elvira Federici, Maristella Lippolis (scrittrice), Gabriella Musetti (editrice e poeta). Molte altre stanno collaborando tra cui Clotilde Barbarulli e Luisa Ricaldone.

Silvia Neonato

Di Monica Sarsini


«Un mago tempo prima mi aveva predetto che sarei stata una scrittrice, io gli avevo risposto che si sbagliava, che forse confondeva i fogli colorati di carta velina che usavo per i miei collages con le pagine… Poi il mio lavoro, tramite amici, arrivò a Vanni Scheiwiller, che mi pubblicò un libro, ai miei colori aggiunsi storie di animali»

Di Monica Sarsini

Una cena, il tavolo rettangolare con il piano di vetro, ero la compagna del padrone di casa, un uomo intelligente che si occupava di politica, conversavano tutti con lui, come ogni sera una decina di persone a cui porgevo le pietanze, poi alla mia destra un uomo elegante, piccolo di statura, mi rivolse la parola, mi domandò di cosa mi occupavo io. «Faccio dei collage, delle grandi figure di donne, con una tecnica che ho inventato io». Mi chiese di vederli e il pomeriggio del giorno seguente prima di tornare a Milano venne a casa mia. Dopo averli srotolati e distesi per terra avrà di certo commentato qualcosa, ma sono passati molti anni; mi venne poi da mostrargli Colorare, un libro sui colori che mi aveva pubblicato Alvaro Becattini, un editore di libri d’artista, ogni libro, pochi esemplari esposti nelle fiere di libri d’artista, aveva una copertina diversa fatta con la mia tecnica. «Lo leggerò in treno», precisò sulla porta mentre stavamo per salutarci.

Due giorni dopo, mentre osservavo dalla finestra un uccello albino, suonò il telefono e una voce disse: «Buonasera, sono Vanni Scheiwiller, Giorgio Zampa mi ha mostrato il suo libro d’artista, sono un giurato del premio Mondello opera prima, le annuncio che lo ho scelto come la mia proposta, le faccio tanti auguri perché vincerebbe un bel po’ di denaro, comunque a settembre la richiamerò perché voglio pubblicarlo io».

Un mago tempo prima mi aveva predetto che sarei stata una scrittrice, io gli avevo risposto che si sbagliava, che forse confondeva i fogli colorati di carta velina che usavo per i miei collages con quelli che servono a comporre le pagine dei libri, lui sostenne il contrario. Scrivevo dall’infanzia come chi corre e chi danza, chi borbotta e chi cammina, un’attitudine consueta alla mia vita come respirare, ma non avevo mai pensato di voler pubblicare. Vinse Aldo Busi con Seminario della gioventù, arrivai seconda, a settembre quell’uomo meraviglioso – Vanni Scheiwiller – mi telefonò, ci siamo conosciuti, abbiamo pubblicato Crepacuore aggiungendo ai colori storie degli animali immaginari che costruivo con dei legnetti e con la carta, poi li guardavo e mi dicevano chi erano, come vivevano, che cosa amavano. Veniva a trovarmi con la sua borsa piena di libri, seduti su un gradino mi leggeva a voce alta i miei racconti per farmene ascoltare la musica e abbiamo pubblicato Crepapelle, sul tatto e sui sapori, e dopo Crepapancia, sulla pancia e su piccole storie tragiche della mia vita di donna accanto agli uomini.


Monica Sarsini

Nata a Firenze, dove vive e lavora come scrittrice e come artista visiva, ha esposto le sue opere in numerose personali e collettive in Italia e all’estero, e ha realizzato installazioni, scenografie e performance per spettacoli teatrali d’avanguardia. Il suo materiale preferito è la carta, con cui negli anni più recenti ha realizzato anche teatrini in cui sono protagoniste soprattutto le figure femminili delle fiabe, dei miti e della letteratura, raffigurate nell’atto di ribaltare o dissacrare il destino in cui sono imprigionate.

Un altro gesto importante per la liberazione delle donne è compiuto da Monica Sarsini con i suoi corsi di scrittura nel carcere di Sollicciano, che nei primi anni ha tenuto nella sezione femminile e in seguito ha ampliato anche a quella maschile. Da queste intense esperienze di scrittura e di relazione sono nate due raccolte di scritti: Alice nel paese delle domandine (2011) e Alice, la guardia e l’asino bianco (2013) pubblicati dalla casa editrice Le Lettere. Tra le pubblicazioni di Sarsini ricordiamo la trilogia Crepacuore (1985), Crepapelle (1988) e Crepapancia (1996) per l’editore Scheiwiller, la raccolta di racconti I passi della sirena (Giunti-Astrea 1992), Io e Agnese (Vita Activa 2019).

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Redazione LM

Scritture, politiche, culture delle donne. E non solo. Alla ricerca di parole, linguaggi, narrazioni che interpretino e raccontino cambiamenti e spostamenti in corso. Nello scambio tra lettrici, autrici e autori – e personagge. REDAZIONE: Silvia Neonato (direttrice), Giulia Caminito, Laura Marzi, Loredana Magazzeni, Gisella Modica, Gabriella Musetti, Sarah Perruccio
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