SCRITTRICI

  • Testimonianza di un aborto clandestino

    L’indicibile diventa parola asciutta che ferisce. Orrore, lucidità e dolore nelle pagine del libro L’evento in cui Annie Ernaux narra il proprio aborto avvenuto nel 1963 e già menzionato ne Gli armadi vuoti (1974). Nel 2000 l’esperienza diventa il tema centrale di un volumetto da noi tradotto solo ora.

  • L’isola del futuro e delle madri

    Che ne sarà di noi e del mondo? Pensare ai nostri corpi come risuonanti di un unico pericolo insieme con la terra – non isolando malattie, stupri e accidenti personali dalla tragedia ambientale – è la corrente sotterranea de “L’Isola delle madri”, il nuovo, fantastico romanzo di Maria Rosa Cutrufelli raccontato da Nadia Tarantini.

  • I conformisti

    Fino a che punto permisero l’orrore nazista? Géraldine Schwarz ripercorre la storia della sua famiglia franco-tedesca e ci riporta al clima di negazionismi dell’Europa di oggi: “Quando l’empatia è una debolezza, e l’odio è coraggio. Quando trionfano i senza memoria”

    di Nada Pesetti

  • Lei e me

    “Era lì, stesa in barella, con il viso a brandelli. Aveva cinque anni ma non piangeva. Nel palmo della mano sinistra reggeva, come fosse un pugno di ciliegie, quel che rimaneva della sua guancia: una specie di petto di pollo legato al collo da un sottile lacerto. Diceva di non sentire dolore.”

  • La morte non è un castigo

    Perché gli umani sono distruttivi e punitivi? Ginevra Bompiani nel suo nuovo libro, “L’altra metà di Dio”, prova a fare alcune ipotesi. Occorre rileggere il passato per scoprire un femminile del quale non si ha memoria. La Dea Madre che raccoglie intorno a sé una civiltà matrilineare, matrifocale, pacifica, egualitaria mostra che un altro mondo è possibile.


    di
    Francesca Traìna

  • La paura nelle dittature

    “Sono cresciuta in una famiglia che preparava i bambini alle emergenze: io a quattro anni conoscevo a memoria quattro numeri da chiamare in caso di necessità”.  Vera Giaconi, argentina esiliata dopo il golpe del ‘73, nei suoi racconti descrive cosa significa vivere in una atmosfera di pericolo costante.

  • PERSONAGGE: Rodingat e Barauti

    “I Rodingat e i Barauti aprono gli occhi per la prima volta, allungano le zampe sul cassetto, le palme a coppa sul pomello, lo tirano piano, strisciano dentro senza rumori d’attrito, trovano souvenir e libri da colorare, fogli strappati da diari, teste di bambole, biglietti d’auguri, francobolli gommati, un anello di plastica: i primi ricordi di una camera oscura dismessa. Quando anche la testa è entrata nel mobile, i mostri si acquattano e aspettano che arrivi qualcuno con cui condividere il buio. Il più delle volte bambine.”