TUTTI GLI ARTICOLI DI QUESTA AUTRICE

  • Testimonianze al tempo del virus/17. Fine “Furore” di pandemia

    Quanti scritti! È come se volessimo essere visibili a ogni costo: è il contraltare sofferto dell’isolamento. Un ‘Furore’ come lo sguardo cupo di Steinbeck sulla Grande Depressione degli anni Trenta.  Giusto prendere appunti, prendersi cura: ma ci sarà qualcuno capace di un grande romanzo su quello che ci è accaduto con il Coronavirus?

    di Gabriella Musetti

  • Maddalene contemporanee

    Perché interroga ancora fortemente, oggi questa figura dei Vangeli? Due libri di poesia ne parlano, uno recentissimo del marzo 2020, di Monica Guerra, “Nella moltitudine”, si apre con una corposa sezione intitolata Maddalene, al plurale. Un altro, di qualche anno fa, di Cinzia Demi, intitolato “Ero Maddalena”

     

    di Gabriella Musetti

  • Figlie e madri

    Affetto fusionale e invidia, gelosia e attaccamento: le poete italiane contemporanee e il legame ambivalente che lega le generazioni di donne. Sia come madri sia come figlie. “Matrilineare”, un’antologia di più autrici.

    Gabriella Musetti

  • Poeta e donna, per fortuna!

    Per Sylvia Plath scrivere è dare forma a un riamore per gli altri e per il mondo. Le poete ormai sono lette e riconosciute dopo un silenzio di secoli, quando le loro rime fiorivano ovunque, proprio perchè la poesia, come arte che abita la soglia, ha aperto alla parola femminile. Ma ha ancora senso porsi questioni di “genere” in poesia? Una riflessione nella giornata mondiale della poesia

  • In mostra a Trieste l’arte delle donne

    È iniziata in una data simbolica, il 25 febbraio, si conclude il 21 gennaio. La I Biennale Internazionale Donne, partita in sordina, cresce nell’attenzione del pubblico e dei media. Una manifestazione da sostenere e visitare, nei magnifici spazi del Magazzino, un tempo adibito ai servizi mercantili delle navi del porto di Trieste. Sono gli ultimi giorni, vale la pena

  • Ti chiamo mamma come bere un bicchier d’acqua

    Con Madre d’inverno  Vivian Lamarque ha vinto il Premio Bagutta 2017.  Una scelta anomala, per un premio letterario molto prestigioso, di solito dedicato alla prosa. Una smentita agli allarmi sulla poesia.  Un premio a un’opera che dice delle piccole incongruenze della vita e affonda nel dolore e nella perdita. La perdita della madre, che non è chi l’ha partorita, ma chi l’ha messa al mondo davvero, scegliendola per la vita