“Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza”, a cura di Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti e “La rosa di Gaza”, a cura di Alessandro Cannavale, Luca Crastolla, Lucia Cupertino, antologia di versi di poete e scrittrici palestinesi, studentesse, professioniste, madri che testimoniano la loro vita, cresciute nell’occupazione e travolte dallo sradicamento dalla loro terra
Di Milena Schiavina
Dal 1987 l’Associazione Orlando di Bologna, di cui faccio parte, è accanto alle donne e al popolo palestinese, con progetti di solidarietà e con la tessitura di relazioni di pace insieme con associazioni di palestinesi e israeliane, attraverso azioni condotte nei territori e a Bologna, con seminari che hanno trattato approfondimenti su fondamentalismo, integralismo e processi di militarizzazione.
Il progetto Visitare luoghi difficili è stato segnato dall’orizzonte femminista di una transversal politics e già nel 1993, con Raffaella Lamberti, proponeva pratiche di attraversamento dei confini e di impegno verso le donne nelle zone di guerra, per superare divisioni e conflitti. Amiche palestinesi e italiane ricordano quelle esperienze, così come il progetto Molte donne un pianeta, del 1992, che sembrano oggi irripetibili.
Nel 2024, con Nissaa Hurat, Orlando ha portato avanti un nuovo progetto di solidarietà politica e di empowerment rivolto a donne palestinesi. Il progetto ha coinvolto tre associazioni di donne del distretto di Ramallah, grazie al bando del 2023 di Cooperazione Internazionale, sostenuto dalla Regione Emilia Romagna.
Dopo il precipitare della situazione di guerra a Gaza dall’ottobre 2023, il programma è stato modificato per fare fronte a nuove emergenze vissute dalle donne di un’area rurale vicino a Ramallah dove, con le associazioni partner, sono stati aperti laboratori di sostegno psico-sociale e organizzati approfondimenti sulle questioni di genere in alcune scuole superiori. Donne che aiutano donne, in reti di solidarietà e sostegno, rimane il loro impegno per il futuro.
L’Associazione Orlando, nel proporre due testi di poesia scritti da poete e poeti che vivono in Palestina e nella striscia di Gaza, si è chiesta come parlare di guerra e di poesia e cosa significa fare poesia oggi a Gaza. Il popolo palestinese, vittima di un’apartheid radicato oramai da decenni, non ha però abbandonato la dimensione del fare poesia, una delle manifestazioni più importanti della cultura araba: in Palestina ed a Gaza si è continuato a produrne anche nei peggiori momenti. Molti sono gli scritti che nei decenni dell’occupazione britannica, seguiti dal brutale governo israeliano, hanno descritto i momenti di relativa serenità e i lunghi periodi di guerra e di privazioni.
Scrivere versi in questi ultimi tre anni, mentre si consumava la distruzione di Gaza, ed è tuttora in corso un genocidio, dimostra ancora una volta come la poesia sia l’espressione della resistenza e resilienza di poete e poeti che hanno continuato a scrivere in situazioni di privazioni di acqua e cibo, in campi profughi, dopo giornate di cammino lungo la spiaggia del Mediterraneo, come un esodo biblico verso terre inospitali, o sotto i bombardamenti. Preferendo al termine resilienza il concetto di sumud, la resilienza costante diventa la capacità suprema di resistenza alle avversità, non violenta.
Le giovani, i giovani nati a Gaza vivono sotto assedio da 17 anni, molte e molti di loro non sono mai usciti da quella prigione, lottano e muoiono per una libertà che non hanno mai avuto, come descrive Haidar al Ghazali, giovanissimo poeta che abbiamo incontrato a Bologna e che scrive: «la libertà per la quale moriamo non l’abbiamo mai sentita, mai vissuta».
Dalla lettura del libro di Cecilia Dalla Negra, Questa terra è donna, emerge il ruolo fondamentale delle donne e del focolare domestico: «Dalla frammentazione della popolazione, alla distruzione delle istituzioni e delle strutture socio-politiche palestinesi, diviene elemento centrale la presenza delle donne, il loro sostegno alla famiglia, agli orfani, agli anziani. La loro presenza assume un significato molto preciso: l’identità palestinese deve essere difesa dal tentativo di annientamento operato da Israele, il focolare domestico diventa il cuore della resistenza. La casa come luogo principale, pur ridotta a una tenda stracciata, si fa spazio politico nel quale le donne assumono posizione unificante di custodi dell’identità e della memoria collettiva».
Le donne palestinesi poi, negli anni, lotteranno su due fronti: contro l’oppressione familiare e contro l’occupazione israeliana. Questo duplice fronte antipatriarcale e antioccupazione sarà una costante delle loro lotte.
L’antologia di poesia Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza, a cura di Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti (Fazi editore, 2025) è dedicata a una bambina di 9 anni, Alaa Abu Aasi, colpita dai cecchini dell’esercito israeliano nell’agosto 2024, mentre giocava accanto alla sua tenda, ma anche a tutte le bambine e i bambini che si incontrano mentre si leggono questi versi. Il libro è composto da 32 testi di poete e poeti palestinesi, scritti in gran parte dopo il 7 ottobre 2023, in condizioni di assoluta precarietà, mentre si abbandona la propria casa, sotto una tenda nel freddo, mentre si assistono i bambini spaventati e privi di ogni consolazione.
L’altra antologia di poesia che consigliamo, La rosa di Gaza, a cura di Alessandro Cannavale, Luca Crastolla, Lucia Cupertino, con scritti di Roberto De Vogli e Simone Sibilio, edizione con testo a fronte in arabo, a cura di Sana Darghmouni e Simone Sibilio, illustrazioni di Fabiana Renzo raccoglie i testi poetici di Nima Hasan, Ruba al-Sharif, Shuruq Dughmush, Dunya al-Amal Ismail, Samar al-Ghussein, Marah al-Khatib, Du’a Said, Raghad al-Naami, Nahar Hussein, Fedaa Zeyad. L’antologia dà voce a dieci poete e scrittici palestinesi, studentesse, professioniste, madri che testimoniano la loro vita, cresciute nell’occupazione e travolte dalla violenza e dallo sradicamento dalla loro terra. Siamo grate a loro per i loro diari, per i loro testi scritti fra le macerie delle case.
Molte poesie sono arrivate tramite la rete, raccolte in fretta, senza correzioni, senza dediche né saluti, come scrive Hiba Abu Nada, scrittrice e poeta, pochi giorni prima di essere uccisa nell’ottobre 2023, insieme alla sua famiglia.
Traduttrici e traduttori indicano come, dall’inizio di questa guerra, le parole dei testi si fanno più dure, testimoni attente di come lucidamente la vita delle persone si svolga nel dolore, nella distruzione e nella fame. Perché la situazione reale di Gaza si consuma nell’assenza totale dei giornalisti, dei reporter e di testimoni delle Agenzie internazionali, ai quali è fatto divieto di entrare, a rischio della vita.
Come associazione e come lettrici, continueremo ad essere vicine alle amiche palestinesi, continueremo a sostenerle nella loro richiesta di vivere in libertà sulla loro terra, continueremo con progetti che si stanno definendo con l’Università di Birzeit e il dipartimento Women Studies (ricordando che l’Università é stata attaccata militarmente il 6 gennaio 2026 dall’esercito israeliano, durante le lezioni, mentre erano presenti 700 studenti e 300 fra insegnanti e personale).
Saremo testimoni delle loro sofferenze e dell’amore indicibile per la loro terra, per le case frantumate, per le università distrutte, per gli ulivi millenari sottratti con violenza, e rimaniamo sgomente dalla vendetta, dall’odio, dalla persecuzione da parte di chi, un tempo, è stato vittima di pari violenza.
L’Associazione Orlando conferma il suo sostegno e la sua solidarietà attiva, come loro stesse ci chiedono: «Parlate di noi, parlate di Gaza», scrive Fadwa Tuqan, madre della poesia palestinese: «un’ingiusta mano l’ha costruita, come una tremenda prigione».
A cura di Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti, Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza, Fazi editore, 2025
A cura di Alessandro Cannavale, Luca Crastolla, Lucia Cupertino, La rosa di Gaza, con scritti di Roberto De Vogli e Simone Sibilio, edizione con testo a fronte in arabo, a cura di Sana Darghmouni e Simone Sibilio, illustrazioni di Fabiana Renzo, Les Flâneurs Edizioni, 2026
Il ricavato della vendita delle due antologie è in parte devoluto a Emergency e Medici senza Frontiere
Milena Schiavina
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