Nel suo “Anche i cani a volte volano. Storie di animali per tornare umani” Dacia Maraini esplora le possibilità finora negate del rispetto e dell’amore per quelli domestici e selvatici. È importante, in questi nostri anni di violenza e sopraffazione, difendere i loro diritti. La scrittrice parte dai suoi ricordi d’infanzia e poi raccoglie i propri articoli a favore di battaglie ambientaliste e animaliste
di Loredana Magazzeni
È importante, in questi nostri anni di violenza e sopraffazione, dare spazio a un piccolo ma potente lavoro di Dacia Maraini, da sempre affettuosa frequentatrice di animali domestici e valorosa difensora dei loro diritti, così come di quelli di animali selvatici, lupi, orsi ed altro. Lo fa a partire dai suoi ricordi d’infanzia, ma anche raccogliendo e offrendo al lettore gli articoli scritti negli ultimi anni a favore di battaglie ambientaliste e animaliste. Maraini, oltre ad essere una grande scrittrice di narrativa, poesia e teatro, portatrice di uno stile personale sempre molto limpido e chiaro, è stata per tutte noi un esempio di forza, di autorevolezza e di autorità femminile. Autorità che torna a far sentire la sua voce anche in difesa degli ultimi degli ultimi, i nostri amici animali.
Il volume raccoglie racconti, memorie e interventi pubblici dedicati al profondo rapporto tra l’uomo e il mondo animale. L’autrice esplora il “silenzio” degli animali come una lingua fatta di sguardi e respiri, e affronta temi centrali come la difesa dei loro diritti, la condanna della caccia, della vivisezione, della cattività negli zoo e degli allevamenti intensivi. La scelta vegetariana dell’autrice si inserisce in questo percorso e si intreccia con le storie di compagni di vita a quattro zampe, gatti e uccelli.
«La bontà si è trasformata in buonismo, cioè in un sentimento ridicolizzato e deprezzato. Io che invece credo nell’importanza della bontà, ovvero in un sentimento di generosa attenzione verso l’altro, mi vedo accusata di buonismo. Ma questo succede in un mondo che ha scelto di esaltare la forza, il potere, il cinismo e l’indifferenza verso i più deboli e gli indifesi», spiega Dacia Maraini in un’intervista all’Ansa. E continua «Purtroppo le leggi possono fare poco, è la cultura di un popolo quella che cambia le cose. Ricordiamo che anche per la religione gli animali erano considerati privi di anima e quindi privi di sentimenti e di dignità. Erano più o meno simili a oggetti animati. Gli animali insegnano la spontaneità, il candore, la generosità e anche la gratitudine e l’amicizia».
Nei suoi libri la scrittrice romana ha sempre parlato di donne, da figure marginali in cerca di identità a personalità forti decise ad affermarsi, dalle genealogie familiari che l’ordine simbolico della madre, come scrive Luisa Muraro, ci ha portato a riscoprire, alle persone fragili, gli ultimi, figure lasciate in disparte e da lei rimesse al centro della scena, per la sua volontà di agire sempre nel sociale, con la sua scrittura, cogliendo le zone più opache della storia e illuminandole. Lo ha fatto con tutti i suoi romanzi e racconti che hanno avuto al centro il tema della scoperta di sé e della sessualità come linea di confine, fragile e permeabile, e poi il tema della povertà, dello sfruttamento sul lavoro, della prostituzione giovanile, dell’esclusione, del sogno negato di affermazione sociale, fino a quello purtroppo attualissimo della violenza sulle donne e dei femminicidi.
In Anche i cani a volte volano. Storie di animali per tornare umani, torna a occuparsi degli ultimi, sia parlando di animali importanti per la sua vita, sia di due animali altamente simbolici come il lupo e l’orso, sia occupandosi di questioni di attualità che rendono necessaria una presa di posizione pubblica. «Dobbiamo convenire che se vogliamo salvare la terra è necessario ripensare e ribilanciare il nostro rapporto con la natura e con gli animali, perché la vita non è fatta solo di tecnologia e presunzione, ma anche di convivenza e comprensione».
Negli anni Ottanta Anna Maria Ortese condusse una battaglia durissima sui principali quotidiani a difesa degli animali, che definiva, con espressione mutuata da Natalia Ginzburg, «le piccole persone», titolo poi del libro postumo, Le Piccole Persone, a cura di Angela Borghesi, uscito nel 2016 per Adelphi, che raccoglie trentasei suoi articoli, lettere aperte, risposte ad intellettuali come Goffredo Parise e Guido Ceronetti. Per Ortese le piccole persone sono un popolo oppresso, e non parlarne, da parte degli scrittori, è qualcosa di inconcepibile «lasciar cadere la penna, senza averne mai parlato, sarà vergogna suprema per uno scrittore», perché «il rapporto di uno scrittore adulto con la Natura […] è come quello di un uomo scettico, ormai stanco, con la vecchia cattedrale dove entrò bambino. Si viene qui senza molta speranza, anzi nessuna; ma questa Natura, con i suoi rituali eterni e la sua segreta tristezza, ci parla invariabilmente di un passato, di una partenza, di un Altrove raggiante di pace, e del giorno in cui ne fummo allontanati. E senza memoria di una ferita ormai indimostrabile, […] forse non si può scrivere».
Nel raccontare le piccole persone che per lei sono state importanti, le vite e i sentimenti provati da bambina e poi da adulta con i cani e i gatti che ha avuto, nel rinarrare fiabe nuove, così come negli articoli giornalistici di stampo ambientalista e animalista che compongono il libro, Maraini dà ampio spazio anche al suo incontro vitale con Pescasseroli e l’Abruzzo, in cui vive parte dell’anno. Dal contatto con la natura e i suoi abitanti nasce infatti il senso più vero della nostra vita che ad essi è intrecciata, anche se non ci pensiamo mai.
Dacia Maraini, Anche i cani a volte volano. Storie di animali per tornare umani, a cura di Eugenio Murrali, Solferino, 2026
Loredana Magazzeni
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