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Questo il titolo del nuovo romanzo di Saveria Chemotti a significare le contraddizioni tra scelta e destino che non risparmiano neppure Rosa, la sedicenne protagonista che rimane incinta. Solo la nonna la aiuterà perché è in questa genealogia femminile la nostra salvezza.

Terzo di una trilogia iniziata da Saveria Chemotti con La passione di una figlia ingrata (2015), finalista al Premio Comisso, “storia di una relazione viscerale, ardente, estenuante” con la madre, (come spiega L’Iguana, la casa editrice femminista che ha pubblicato tutti e tre i romanzi), proseguita con Ti ho cercata in ogni stanza (2016), storia di una relazione fra donne e di una educazione al diventare donna, Siamo tutte ragazze madri riprende ora e porta all’indagine del lettore la pervasiva “mistica della femminilità” che ha piegato e modellato ruoli e destini femminili nella società italiana nel secolo scorso.

Riprendendo quella che appare una “ricerca del tempo perduto” dentro le stanze della memoria, il metodo narrativo di Saveria Chemotti contiene una chiave interpretativa dichiaratamente femminista, che si rifà alla woolfiana “stanza tutta per sé”, in cui le protagoniste elaborano un progetto di vita fatalmente interrotto da un evento o da un incontro apportatore di sofferenza e difficoltà, finché a pareggiare i conti e a indicare una strada di salvezza non appare la figura e l’esperienza di un’altra donna (madre, nonna, amica).

Tale è il racconto, in Siamo tutte ragazze madri, della vita di Rosa, protagonista di sedici anni, che nel bel mezzo di una quotidianità da adolescente (con grande realismo viene descritto l’ambiente rurale e cattolico che accompagna la sua vita, così come la sua routine di studentessa e giovane donna) si ritrova ad aspettare un bambino non atteso e, ostacolata nel suo desiderio di abortire per riprendere in mano il proprio destino, incontra alla fine una nonna, Ida, mai conosciuta prima, che l’accompagnerà nel suo nuovo ingresso nella vita adulta, dandole forza e autorevolezza.

Il tratto comune alla narrativa di Chemotti è dunque quello di un’educazione sentimentale femminile, in cui  è forte il tema della centralità delle relazioni fra donne, sia in verticale (nel rapporto madre/figlia/nonna), sia in orizzontale (fra compagne di scuola, amiche, colleghe).

In primo piano c’è anche la contraddittorietà fra l’espressione libera di una sessualità desiderata e la realizzazione di una maternità spesso di destino e non frutto di una scelta consapevole, che per le protagoniste dei romanzi risulta condizione esistenziale controversa e non pacificata, a metà tra autoconsapevolezza, rifiuto dei modelli di genere ben consolidati dalla società e oppressione sociale.

La maternità diventa, allora, scommessa per la realizzazione di sé attraverso la lotta e la rivendicazione dei propri diritti, ma anche attraverso una maturazione intima e personale. La scrittura narrativa scorre con scioltezza nelle 168 brevi pagine del romanzo, trascinando il lettore/la lettrice con un ritmo incalzante a disegnare figure e destini di donne diversi e speculari allo stesso tempo.

Ogni breve capitolo prende lo spunto dalla citazione di autrici come Luce Irigaray, Emily Dickinson, Virginia Woolf, Anaïs Nin, e poete come Amelia Rosselli, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Chandra Livia Candiani, Adrienne Rich, Sujata Bhatt, a ribadire il senso di comunità che le stanze delle donne di Saveria trasmettono, stanze che ancora oggi contengono spesso segreti dolorosi, ma anche pratiche di vita e un doloroso orgoglio esistenziale, in un viaggio che spesso non riusciamo a compiere da sole, e che è meglio attraversare in buona compagnia, conoscendo sempre più a fondo i propri obiettivi e le proprie rotte.

(Saveria Chemotti, Siamo tutte ragazze madri, L’Iguana Editrice, pp. 172, euro 15,00)

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Loredana Magazzeni

Loredana Magazzeni vive a Bologna, si occupa di poesia, critica letteraria e storia dell’educazione delle donne. È Dottoressa di ricerca in Scienze pedagogiche, e ha pubblicato saggi e articoli sulla storia dell’educazione femminile, fra cui Operaie della penna. Donne, docenti e libri scolastici fra Ottocento e Novecento (Aracne, 2019). Ha co-curato antologie di poesia, da Cuore di preda. Poesie contro la violenza sulle donne (CFR, 2012), a Fil Rouge. Antologia di poesie sulle mestruazioni (CFR, 2016) con A. Barina; con F. Mormile, B. Porster e A.M. Robustelli Corporea. Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le Voci della Luna Poesia, 2009), La tesa fune rossa dell’amore. Madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (La Vita Felice, 2015), Matrilineare, Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta ad oggi (La Vita Felice, 2018). Fa parte del Collettivo di traduzione WIT (Women in Translation), con cui ha pubblicato l’antologia Audre Lorde, D’amore e di lotta. Poesie scelte (Le Lettere, 2018). Con Seri Editore è uscita l’antologia delle sue poesie (1998-2023) Nella tempesta presente. È socia della SIL (Società italiana delle letterate).

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