Ovvero si confeziona un fascicolo con tanto di copertina su cui poi si ordinano i pensieri. «Sia cucire sia scrivere sono gesti che compio soprattutto la sera: ho bisogno del buio e del silenzio, ho bisogno di concentrazione e la posso ottenere quando sento che non c’è più bisogno di me». Seconda puntata: indaghiamo i luoghi della scrittura delle nostre lettrici
Di Agnese Baini
Prima di scrivere, si cuce. Anzi, prima di scrivere ci si prepara a cucire. I fogli bianchi vengono chiusi a metà, imprimendo la piega che si forma con un osso; se ne prendono tre e si infilano uno dentro l’altro per formare un fascicolo e si continua così fino a quando non abbiamo raggiunto il numero di pagine che ci possa servire. Poi si passa a costruire la copertina. Ci serve un cartoncino spesso, come le scatole dei cereali delle nostre colazioni, che va tagliato nella misura giusta. Si prende poi una carta con disegni di fiori, di foglie o motivi geometrici – ne ho una collezione – e la si taglia un po’ più larga del cartoncino, così che i suoi bordi possano andare, piegandosi, verso l’interno di quella che sarà la copertina. Colla, colla sulle dita e pennello e si attacca la carta al cartoncino; e ora, devono asciugare. Cucire un quaderno richiede del tempo, ma quel tempo è soprattutto tempo di attesa. Copertina, fascicoli, copertina: l’ordine è semplice ma richiede un lavoro minuzioso con ago e filo per legare l’uno all’altro, per creare intrecci, dentro e fuori, e per saldare con dei nodi il fascicolo che precede a quello che segue.
Solo a quel punto, si posano ago e filo e si prende la matita, quella giusta che non incida troppo il foglio ma che lasci comunque una traccia grigia, visibile, una matita che scorra morbida sul foglio perché la mano deve andare veloce, non deve avere freni. Una traccia da lasciare sul foglio, disordinata, ma piena, alcune parole cancellate e frecce che si spostano nel foglio in tutte le direzioni, parole cerchiate e parole ripetute. Una possibilità di modifica infinita, di questo ho bisogno mentre ordino i pensieri.
Ma è davvero confusione quella che vedo sul foglio del quaderno? Se consideriamo l’ordine come lineare, allora sì, ma se l’ordine è mettere in relazione e trovare un equilibrio tra più elementi, allora quello del foglio non è confusione; è più un trovare una strada, una via di uscita, una risposta.
Sia cucire sia scrivere sono gesti che compio soprattutto la sera: ho bisogno del buio e del silenzio, ho bisogno di concentrazione e la posso ottenere quando sento che non c’è più bisogno di me, che nessuno per un po’ mi verrà a cercare, che le urgenze che non sono mai vere urgenze sono terminate e che io possa restare, finalmente, da sola con le mie mani che intrecciano pensieri e con i pensieri che si intrecciano nelle mani. Non è un caso che io abbia cominciato a cucire quaderni in un momento in cui non sapevo bene cosa fare della mia vita, ma forse mi viene da pensare che le mie mani lo sapessero già e mi stessero portando a creare uno spazio per poter scrivere, per parlare, per esprimere i miei pensieri ma soprattutto uno spazio ancora tutto da riempire. E forse per questo mi serve la sera, perché durante il giorno ci sono le distrazioni, i rumori, i vicini sulle scale e chi entra e esce di casa, i bisogni degli altri e le preoccupazioni sia miei sia degli altri. Ma la sera, la sera tutto tace.
E infatti, improvvisamente, tutto va in ordine: appena la grafite tocca la carta si capiscono le idee, si sciolgono i dubbi, le parole che si volevano dire prendono senso e soprattutto si creano relazioni tra l’una e l’altra, tra un pensiero e una frase e tutto si dischiude. Anche le domande, i dubbi, le incertezze? No, certo, quelle restano sempre, se non ci fossero sarebbe una preoccupazione – un’ulteriore -, sarebbe un pensare che tutto sia stato compreso ed è una pretesa che non posso avere, che non possiamo avere. Sono le domande che ci portano altrove, che ci fanno andare avanti; non sono le risposte.
Solo a questo punto, la scrittura cambia e le mani si spostano da una matita a una tastiera e ci si accorge che da quella che sembra una confusione di parole incise sulla carta nasce invece un ordine di pensieri che si trasforma, tasto dopo tasto, parola dopo parola, frase dopo frase, in un testo. Il tempo per scrivere è un tempo veloce, quello lento è quello del pensare, prima e dopo, quando tutto è finito ma il testo deve riposare prima di essere riletto. O sono io quella che deve riposare dopo averlo scritto? Devo prima reimmergermi nel mondo, dove i pensieri sono sempre rivolti a altro, alle cose da fare, ai bisogni, alle preoccupazioni, per poi tornare nel testo.
Le luci si spengono di nuovo e mi trovo da sola davanti al mio testo, con un quaderno aperto davanti a me per segnare le modifiche e i dubbi e per allargare i pensieri che hanno bisogno di essere ancora sviluppati. Scrivendo si impara presto che la versione definitiva non esiste per davvero, una versione davvero finale e perfetta; sto parlando del testo, ma sto parlando anche di me. Esiste un momento in cui decidiamo di aver raggiunto una forma che possiamo rendere pubblica, anche se dentro di noi sappiamo che non è quella definitiva, perfetta – proprio perché non esiste. Pensare che le modifiche possano essere infinite mi sembra un modo più umano e relazionale di pensare al testo che potrebbe dunque cambiare dopo una discussione che facciamo, dopo una persona che incontriamo per strada o dopo che abbiamo letto un libro speciale. Tutte azioni che accadono e viviamo di giorno e, così, alla sera, sole davanti al testo, proviamo a tracciare una versione che sia definitiva, sapendo che in realtà ci sono ancora molte domande, molti incontri e molte parole che potrebbero portarci altrove.
Info su Agnese Baini
Leggo tanto e scrivo meno di quanto vorrei. Mi occupo di comunicazione e giornalismo, lavorando nel mondo della cultura, del cinema e della scienza. Ho una newsletter (Matilda) e un programma radio (Matilda goes on air) in cui recensisco libri, passo troppo tempo sui social ed è molto difficile che mi annoi.
Redazione LM
Ultimi post di Redazione LM (vedi tutti)
- DOVE SCRIVI quando scrivi 11 Vagando per le stanze – 24 Settembre 2026
- DOVE SCRIVI quando scrivi 10. Insalata e scrittura – 28 Agosto 2026
- Consigli di lettura estivi LM 2026 – 23 Agosto 2026
- DOVE SCRIVI quando scrivi 9. Risvegli – 19 Agosto 2026
- DOVE SCRIVI quando scrivi 7. Il buio mi attende – 24 Luglio 2026


