Contrabbandieri di pensiero libero

Loredana Magazzeni, 10 marzo 2022

Atti quotidiani o straordinari, fra docente e discenti (e di questi fra loro) o con le loro famiglie, in incessanti avventure, gestioni problematiche di rapporti e riflessioni spesso ironiche. La saga scolastica doc di Michela Fregona

Di Loredana Magazzeni

«Lei deve sapere una cosa: l’apprendimento e il sapere sono sostanzialmente sovversivi. Per questo le istituzioni hanno creato strutture coercitive. Il nostro ruolo è creare dei contrabbandieri capaci di pensiero libero». Con questa citazione da Alberto Munari apre “La classe degli altri”, il suo romanzo d’esordio, Michela Fregona, poliedrica e vivacissima scrittrice, musicista, insegnante (da vent’anni insegna nei corsi serali per adulti) che vive a Belluno, liberamente ispirato alla sua esperienza nei corsi del Centro Territoriale permanente per l’educazione degli adulti.
Ho avuto il piacere di conoscere Michela Fregona a Treviso, durante il Festival Letterario Cartacarbone, per la presentazione in anteprima della collana di saggi narrativi “Destini Incrociati”, curata da Saveria Chemotti. Michela ed io figuriamo fra le dieci autrici di altrettanti racconti del volume “Costola sarà lei!”, racconti dedicati a coppie di personaggi storici visti in una prospettiva ribaltata, dove a contare di più è sempre, a sorpresa, la figura femminile: lo spiego nel prossimo numero di Leggendaria, il 152, che ha per tema l’Oltrecanone realizzato. Anche ne Il giogo dei ruoli, che Saveria Chemotti ha condiviso con lo storico Mario Coglitore, la saggistica si è fatta narrativa, e guarda al racconto come a un documento per un’altra possibile visione della realtà.
Segnalato alcuni anni fa dal Comitato di Lettura del Premio Italo Calvino, “La classe degli altri”, di Michela Fregona, ha un andamento ciclico, temporale, come quello del calendario scolastico, e vede il susseguirsi dei mesi come altrettanti titoli di capitoli, che contengono tutti, un po’ alla Thomas Sterne, indicazioni oltre che di tempo, di luogo e di persona degli atti e delle scene che vi si svolgono. Perché di atti si tratta, quotidiani o straordinari, che si pongono fra docente e discenti, e di questi fra loro, o le loro famiglie, in incessanti e nuove avventure, gestioni problematiche di rapporti e riflessioni spesso ironiche o a volte pensose, sui mondi da cui le studentesse e gli studenti di Michela Fregona vengono, da cui partono, verso cui si incamminano.
Per fare un esempio, nel capitolo intitolato: “Marzo. Lunedì. Miscèl. Julio César. Anatomia di un problema. Tre piccoli indiani. (Sullo sfondo: Matteo e Teresa). Un’aula di storia, il Nilo, la Dolomitibus”, si parla di una lezione di storia, di Egitto spiegato con monete, foto e un vero foglio di papiro, del sonno incrollabile della ragazza chiamata Miscèl, che si alza ogni giorno alle 4 del mattino e va a letto subito dopo le lezioni serali, in cui crolla miseramente per stanchezza, di tre fratelli indiani, che nelle loro prime 48 ore in Italia, si ritrovano a districarsi con problemi di lingua, spostamenti, domande.
Ogni titolo è un pezzo delle vite che vi sono raccontate: maturi adulti italiani e giovani adulti, di cui la maggioranza stranieri, ciascuno portatore di una particolare storia, di un particolare destino, affrontato con coraggio, follia, spesso con involontaria comicità, sono i protagonisti di queste storie di scuola quotidiana, sempre diverse ma uguali nel ripetersi delle difficoltà e nell’estemporaneità delle geniali magie affrontate dalla prof per aggirarle e venire così incontro ai veri bisogni di ciascuna e ciascuno.
Per chi è a caccia di testimonianze di scuola, in un momento come quello attuale in cui la scuola sta pagando il costo di una pandemia durissima e in cui il sacrificio maggiore è quello di studenti e insegnanti, un libro come questo sollecita curiosità, amore, volontà di resistenza e di riscatto.
Michela Fregona ha frequentato la Bottega di narrazione di Milano, guidata da Gabriele Dadati e Giulio Mozzi, altro tassello importante nel curriculum di una scrittrice dall’indubitabile talento, protagonista, assieme a tanti ragazzi del mondo, di una saga scolastica doc.

Michela Fregona, “La classe degli altri”, Adria, Apogeo Editore, 2019

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Loredana Magazzeni

Loredana Magazzeni vive a Bologna, si occupa di poesia, critica letteraria e storia dell’educazione delle donne. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienze pedagogiche, e pubblicato un saggio sulla storia dell’educazione femminile: Operaie della penna. Donne, docenti e libri scolastici fra Ottocento e Novecento (Aracne, 2019). Ha co-curato varie antologie di poesia, fra cui Cuore di preda. Poesie contro la violenza sulle donne (CFR, 2012), Fil Rouge. Antologia di poesie sulle mestruazioni (CFR, 2016) con A. Barina, con F. Mormile, B. Porster e A.M. Robustelli Corporea. Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le Voci della Luna Poesia, 2009), La tesa fune rossa dell’amore. Madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (La Vita Felice, 2015), Matrilineare, Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta ad oggi (La Vita Felice, 2018). È da più di vent’anni nel Gruppo ’98 Poesia, nella redazione della rivista Le Voci della Luna e nell’Associazione Orlando di Bologna. Fa parte del Collettivo di traduzione WIT (Women in Translation), con cui ha pubblicato l’antologia Audre Lorde, D’amore e di lotta. Poesie scelte (Le Lettere, 2018). È nell’attuale direttivo della SIL (Società italiana delle letterate).

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