IL MIO PRIMO LIBRO – Nadia Terranova

3 Settembre 2021

Come hai fatto a pubblicare il tuo primo libro? In che modo e in quale occasione?
Un progetto per scoprire come tante autrici siano riuscite a dare alle stampe il proprio primo libro.

VUOI SAPERNE DI PIÙ SUL PROGETTO?

Come è arrivata ciascuna autrice alla stampa del primo romanzo, dei primi racconti Trovare un editore è stato un’impresa? Il successo è stato immediato o faticoso? L’intento è mettere a fuoco il percorso delle scrittrici dal punto di vista più in ombra del processo creativo. Questa la domanda che un giorno di parecchi anni fa Roberta Mazzanti, Silvia Neonato e Bia Sarasini (che purtroppo non c’è più) decisero di rivolgere a scrittrici italiane o che scrivono in italiano per raccoglierle nell’archivio della Società italiana delle Letterate sotto al titolo “Il mio primo libro”.
I testi raccolti sono tutti inediti e l’idea è quella di confrontare non soltanto le esperienze personali ma anche le vie d’accesso e di presenza sulla scena editoriale delle autrici; tra le prime a rispondere al nostro invito Sereni e poi Grazia Livi, Lidia Ravera, Camilla Salvago Raggi, Elvira Dones… Prestissimo leggerete gli inediti di Bianca Pitzorno, Loredana Lipperini, Lia Levi, Chiara Mezzalama, Maria Rosa Cutrufelli, Elvira Mujčić, Sandra Petrignani, Chiara Valerio, Giulia Caminito, Beatrice Masini e tante, tante altre.

Tutti verranno pubblicati prima sul Letterate Magazine della Sil e poi raccolti nell’archivio e, chi sa, in un libro (vedi on line nel sito della Sil quelli raccolti alla voce “Il mio primo libro”). Creare un archivio significa mettere a disposizione una memoria dei percorsi, delle opportunità, degli ostacoli, degli incontri, della determinazione che hanno portato donne di talento a trasformare la propria passione per la scrittura in quell’amato e sognato oggetto concreto, un libro che si può aprire e leggere.

Tra gli scritti più preziosi c’è quello di Clara Sereni, perché se n’è andata nel 2018. Scrive di come riuscì a pubblicare nel 1974 il suo primo libro, “Sigma Epsilon”, un romanzo fantascientifico, la cui protagonista è una giovane sessantottina che le assomiglia molto. Proprio ora lo ha ripubblicato (era introvabile) la casa editrice Ali&no. Chi ama Clara Sereni potrà dunque aggiungere due tasselli alla sua conoscenza: il nostro testo e il romanzo ripubblicato e recensito per LM da Paola Èlia Cimatti. È un testo in cui narrava – come nel suo ultimo memoir, “Via Ripetta 155” uscito nel 2015 – l’impegno politico della sua generazione.

Silvia Neonato, direttrice di LM, è la curatrice del progetto, alla cui realizzazione partecipano Roberta Mazzanti (editor), Anna Maria Crispino (direttora di Leggendaria), Viola Lo Moro (poeta, socia della libreria delle donne Tuba a Roma), la presidente della Sil Elvira Federici, Maristella Lippolis (scrittrice), Gabriella Musetti (editrice e poeta). Molte altre stanno collaborando tra cui Clotilde Barbarulli e Luisa Ricaldone.

Silvia Neonato

Di Nadia Terranova


«Il mio romanzo d’esordio è “Gli anni al contrario”. Solo nell’ultima pagina riesco a nominare l’AIDS, la malattia. L’ho scritto in terza persona e ambientato negli anni 70 perché volevo trovare un nesso con la mia storia personale, la storia di mio padre. Una volta finito l’ho mandato a più di trenta editori, ma si è fermata da Einaudi Stile libero»

Di Nadia Terranova

Come molte, ho cominciato scrivendo racconti. Il mio secondo racconto pubblicato uscì nella rivista Linus, raccontavo dell’ultima estate trascorsa con mio padre a Pantelleria, lui era malato e non sarebbe arrivato all’estate successiva, perciò, anche se di fatto era l’estate del 1988, intitolai il racconto “L’ultima estate degli anni Ottanta”. Per me, con la fine di quella vacanza, finiva un mondo: il mio e quello di mio padre, della sua vita politica e spirituale.

Successe qualcosa che non mi aspettavo: nella mia città la rivista andò esaurita, un edicolante disse a una mia parente che la cercava che si era sparsa la voce che c’era un racconto di una ragazza di Messina ed era stata molto richiesta. Mi scrissero diversi lettori, conosciuti e sconosciuti, per chiedermi come fosse andata a finire la storia o per complimentarsi per il coraggio di averla raccontata. Io però non sentivo nessun coraggio, anzi: avevo appena accennato alla malattia, ma non avevo detto quale, né avevo parlato approfonditamente del personaggio. Per farlo mi serviva un romanzo, un romanzo intero: il mio desiderio da sempre era raccontare la vita di mio padre, morto a trentasette anni, e il mio rapporto speciale con lui.

Per anni ho lavorato così a “Gli anni al contrario”, partendo dal rapporto tra una figlia e un padre malato, ma per raccontare la malattia del padre, quando si era ammalato? Così mi serviva dire della tossicodipendenza, e perché era arrivata? Ancora a ritroso, bisognava cominciare dalla nascita e dall’infanzia di quel ragazzo estremista e sensibile.

Così ho scritto “Gli anni al contrario”, il mio romanzo d’esordio. Solo nell’ultima pagina riesco a nominare l’AIDS, la malattia.

L’ho scritto in terza persona perché volevo che non riguardasse me, come una favola. L’ho ambientato negli anni 70 proprio perché volevo trovare un nesso con la mia storia personale, la storia di mio padre. Per questo lo considero un romanzo familiare e politico ma non storico.

Una volta finito l’ho mandato a più di trenta editori, ma si è fermata da Einaudi Stile libero, che è stata la casa editrice che ha deciso di pubblicarlo. Ero molto felice, perché Stile Libero è sempre stata una delle mie collane preferite dell’editoria italiana. Ma la pubblicazione non è avvenuta subito, ha subito diversi ritardi. Mentre attendevo una risposta definitiva, non riuscivo più a smettere di scrivere, avevo trovato una voce bambina e mi sono dedicata alle mie prime storie per ragazzi, che sono state pubblicate prima creando l’equivoco della “scrittrice per ragazzi”. Io in realtà scrivo storie per tutti, e questa cosa non cambierà mai.


Nadia Terranova è nata a Messina nel 1978 e vive a Roma.

I suoi ultimi libri sono: Gli anni al contrario (Einaudi 2015, vincitore di numerosi premi tra cui il Bagutta Opera Prima, il Brancati e l’americano The Bridge Book Award), Addio fantasmi (Einaudi 2018, finalista al Premio Strega 2019), Come una storia d’amore (raccolta di racconti per Giulio Perrone Editore 2020), Non sono mai stata via. Vita in esilio di María Zambrano (rueBallu 2020, illustrazioni di Pia Valentinis).

Ha scritto molti libri per ragazzi, tra cui: Bruno il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo 2012), Casca il mondo (Mondadori 2016), Omero è stato qui (Bompiani 2019, illustrazioni di Vanna Vinci, selezionato nella dozzina del Premio Strega Ragazzi) e Aladino (Orecchio Acerbo 2020, illustrazioni di Lorenzo Mattotti), Il segreto (Mondadori, 2021, illustrazioni di Mara Cerri), La frontiera raccontata ai ragazzi (di Alessandro Leogrande, riproposto in una nuova edizione per ragazzi, Feltrinelli 2021)

È anche autrice con Lelio Bonaccorso del fumetto Caravaggio e la ragazza (Feltrinelli Comics 2021)

È stata tradotta in tutto il mondo.

Da novembre 2020 è la curatrice di K, la rivista letteraria de Linkiesta.

Collabora con diversi giornali tra cui la Repubblica, Il Foglio.

Ha una rubrica su Vanity Fair, “Sirene”, in cui racconta storie di donne contemporanee.

 

Fotografia a cura di Sandro Messina

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Redazione LM

Scritture, politiche, culture delle donne. E non solo. Alla ricerca di parole, linguaggi, narrazioni che interpretino e raccontino cambiamenti e spostamenti in corso. Nello scambio tra lettrici, autrici e autori – e personagge. REDAZIONE: Silvia Neonato (direttrice), Giulia Caminito, Laura Marzi, Loredana Magazzeni, Gisella Modica, Gabriella Musetti, Sarah Perruccio

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