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«Un tempo avevo un quaderno di scrittura. Ora prendo appunti su dei post-it digitali. Quando sono impossibilitata a scrivere, faccio dei messaggi audio. La verità è che la mattina è il mio momento migliore, mi sento forte e invincibile con tutta la giornata davanti, come se possedessi tutto il tempo della mia vita»

di Maddalena Francavilla

Uno dei momenti più produttivi è durante il lavaggio dell’insalata. Sciacquo risciacquo e penso, davanti al lavello con le immagini che scorrono insieme all’acqua, i pensieri che arrivano uno dietro l’altro in fila, ognuno in attesa di essere esaminato, poi li scelgo accuratamente come le foglie, e nel silenzio del mio cucinotto cerco soluzioni alle trame, dipano matasse e creo intrecci.

Non smetto mai di pensare alle storie che sto scrivendo. In ogni momento può venirmi in mente un’immagine, un’emozione, una descrizione, un dialogo, anche mentre vado a scuola in bici, sono in ritardo e non posso fermarmi, allora ripeto tutto mentalmente per non dimenticare fino a quando non arrivo, poi annoto in fretta senza neanche mettermi gli occhiali.

Un tempo avevo un quaderno di scrittura dove appuntavo tutti i miei pensieri, frasi o semplici parole. Lo portavo sempre con me, quando ne terminavo uno, ne sceglievo con cura un altro, mi lasciavo sedurre dai colori e dai disegni della copertina.

Ne avevo uno molto speciale. Mia figlia aveva scarabocchiato qualcosa sull’ultima pagina, quando me ne accorsi le chiesi il perché di quel gesto, mi confessò candidamente che voleva che i miei colleghi sapessero della sua esistenza. Orgogliosa per quella piccola invasione le cedetti con affetto un po’ di spazio del mio quaderno.

Purtroppo, quel taccuino mi è stato rubato. Era nella borsa sul sedile dell’auto parcheggiata, mentre andavo a prendere mio figlio al nido, sempre di corsa avevo lasciato tutto incautamente in vista. Era la mia borsa preferita, ma ero dispiaciuta soprattutto per il mio quadernino, tutto avrei potuto rifare, sostituire, ricomprare, ma le cose scritte da me e mia figlia erano perse per sempre.

Ora prendo appunti su dei post-it digitali. Grazie ad un’applicazione installata sul cellulare e sul computer, posso avere tutto sincronizzato. Non li conservo come facevo con gli appunti cartacei, li cancello senza nessun senso di colpa, non hanno la sacralità dei quadernini, ero una feticista dell’oggetto reale, invece quello digitale mi sembra effimero, la carta la puoi toccare, il file se non lo apri, non esiste.

Quando sono impossibilitata a scrivere, faccio dei messaggi audio. Li invio su whatsapp in un gruppo dove ci sono solo io, poi a casa li trascrivo e li cancello immediatamente, non mi piace la mia voce. Però è comoda questa soluzione, quando mi sveglio di notte e mi viene in mente qualcosa da scrivere, sussurro al telefono con la voce impastata di sonno, senza neanche accendere la luce, a volte mio marito si preoccupa, teme di dover sopportare un’altra delle stranezze della moglie, il sonniloquio.

Ricavare momenti per la scrittura è una lotta continua. Ricordo di aver sperimentato il tempo tutto per sé durante un corso di perfezionamento residenziale di una settimana, dopo aver frequentato le lezioni mattutine, riuscii a concludere e inviare un testo per un concorso di scrittura, senza distrazioni dal mio essere madre, moglie, lavoratrice. In quei giorni mio figlio si ammalò con la febbre quasi a trentanove, non potendo fare molto a distanza la mia mente fu libera di pensare ad altro, mentre mio marito mi faceva quotidiani aggiornamenti sullo stato di salute del bambino. Il mio racconto venne selezionato a conferma che il tempo è scrittura.

E la scrittura è anche fatica. Tutto può aiutare ad evitare di raccontare qualcosa di difficile, allora cambio la priorità delle cose da fare, scarico e carico la lavastoviglie, pago qualche bolletta online, preparo qualche presentazione per la scuola, spingo la scrittura in fondo alla lista, ma alla fine mi ritrovo sempre davanti allo schermo del computer con le mie storie che mi aspettano.

Quando mi sembra faticoso fare qualcosa, penso alle partigiane. Le vedo camminare nella neve per ore, e trovo il coraggio per affrontare le mie sfide quotidiane. Oppure penso alle donne costrette a scrivere nelle condizioni più estreme, di notte dopo una lunga giornata di lavoro fuori e dentro casa. Concludo che sono una privilegiata, posso scrivere di pomeriggio, quando non ho altri impegni di lavoro e devo combattere solo con il sonno per le levatacce della prima ora a scuola. La verità è che la mattina è il mio momento migliore, mi sento forte e invincibile con tutta la giornata davanti, come se possedessi tutto il tempo della mia vita. Tuttavia, il mio lavoro a scuola consuma e riempie la mia esistenza, con le verifiche da correggere, ma anche con le storie dei miei studenti che si insinuano nella mia testa e chiedono di essere raccontate.

In ogni luogo della casa cerco di ritagliarmi uno spazio per la scrittura, sul tavolo del tinello, sulla poltrona in sala, sulla scrivania in camera da letto, mi sposto alla ricerca di tranquillità in base agli occupanti della stanza.

Mi piacerebbe avere la famosa stanza tutta per me, ben illuminata con un’ampia finestra o meglio ancora una terrazza, con la scrivania con vista su qualcosa di verde, un parco un giardino un albero, dove accumulare liberamente pile di libri da consultare, sottolineare, appuntare, con una comoda poltrona dove leggere e addormentarmi la sera indisturbata.

Sono un’inguaribile ottimista e spero un giorno di trasformare questo sogno in realtà, per adesso mi accontento dell’abbigliamento confortevole, caldo d’inverno e fresco d’estate.

Bio. Pugliese d’origine, vivo a Bologna dove mi sono laureata in lingua e letteratura inglese, scrivo di donne e ho raccontato di lavori precari, di badanti, di partigiane, di sogni realizzati, di desideri liberati. Attualmente insegno in una scuola media.

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Redazione LM

Scritture, politiche, culture delle donne. E non solo. Alla ricerca di parole, linguaggi, narrazioni che interpretino e raccontino cambiamenti e spostamenti in corso. Nello scambio tra lettrici, autrici e autori – e personagge. REDAZIONE: Silvia Neonato (direttrice), Giulia Caminito, Laura Marzi, Loredana Magazzeni, Gisella Modica, Gabriella Musetti, Sarah Perruccio
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