Il Festival creato dalle donne

Silvia Neonato, 14 novembre 2019

Due direttrici, tutte organizzatrici meno uno: ecco Incipit, in corso a Genova fino a domenica 17, per raccontare che siamo tutti in cammino. Moltissime scrittrici ospiti ma, seppure di poco, prevalgono ancora una volta gli scrittori. La direttrice Laura Guglielmi: «Abbiamo cercato in tutta Italia, ma far venire le donne è più molto difficile che invitare i maschi». Perché?

Nelle foto le strisce dell’italo tunisina Takoua Ben Mohamed, presente al Festival Incipit.

Di Silvia Neonato
I personaggi dei romanzi, gli scrittori di viaggio, le graphic novelist, le persone comuni. Siamo tutti in cammino verso qualche direzione, fosse anche interiore. E proprio “In cammino” è il filo conduttore di Incipit, seconda edizione del festival letterario dislocato in una quindicina di luoghi storici di Genova con la direzione artistica di Laura Guglielmi e quella organizzativa di Daniela Carrea. È cominciato martedì 12 e si concluderà domenica 17 novembre con Marco Buticchi, autore di bestseller e viaggiatore “mentale” (sta in realtà quasi sempre appollaiato nel proprio stabilimento balneare di Lerici).
Al mattino di domenica 17 novembre tre scrittrici salgono sul trenino di Casella per parlare dei propri libri: Viola Ardone, con il suo Il treno dei bambini (che alla recente Fiera del libro di Francoforte ha venduto i diritti per le traduzioni in circa 25 paesi) e due genovesi, Chiara Ferraris con il romanzo d’esordio L’impromissa e Cinzia Pennati con Il matrimonio di mia sorella. E al pomeriggio altre tre scrittrici – Paola Tavella, Chiara Valerio ed Elena Nieddu – racconteranno se è facile o difficile descrivere gli uomini. Ma non è tutto: il comitato artistico di Incipit è composto da Elisa Brivio, Arianna Dèstito, Arianna Ferri, Antonella Grandicelli, Deborah Riccelli, cinque donne e un solo uomo, Bruno Morchio. Incredibile no?
Eppure, malgrado il gran numero di autrici e organizzatrici e direttrici, ancora una volta nei numeri gli autori prevalgono, seppure di poco. Le scelte sono di qualità, nulla da dire, c’è stata attenzione agli scrittori stranieri che scrivono nella nostra lingua (la somala Kaha Mohamed Adem, l’albanese Elvis Malaj selezionato allo Strega e l’afghano Gholam Najafi); ci sono grandi firme come Paolo Rumiz, Maurizio de Giovanni, Bjorn Larsson.
Ma perché Laura, malgrado tu sia sensibile al tema, non siete riuscite a fare per una volta un bel 50 e 50? La risposta mi sorprende: «Ci ho provato in ogni modo, abbiamo inseguito scrittrici, giornaliste e graphic novelist per mesi, ma è veramente difficile invitare le donne». Sarà perché hanno figli o curano gli anziani di casa? O sarà perché sono meno presenzialiste? Laura non ha una risposta, io neppure, ma mi ero già sentita dire da un direttore di festival, qualche tempo fa, che è più difficile avere le donne (e non mi ero fidata. Ora Laura me lo ripete).
Chiariamo che uno dei problemi è dato dal fatto che tutti vorrebbero quelle famose che attraggono il pubblico e i necessari sponsor: in Italia Concita De Gregorio, Marzano, Murgia, Maraini, Ravera e poche altre, che sono ovviamente invitatissime insieme alle star televisive che scrivono libri come Dandini o Gruber.
Inoltre in Italia hanno un gran successo i giallisti, che numericamente superano le gialliste. Per di più sono più recensiti sui media e di conseguenza più richiesti dal pubblico. E comunque anche tra gli ospiti della tv appaiono più scrittori che scrittrici. Dunque il serpente si mangia la coda: chi crea Festival invita più celebrità possibili, in molti casi proprio escludendo le donne, in altri reperendone poche. Almeno tra le celebri. E metteteci pure che una città relativamente periferica e non semplice da raggiungere come Genova attrae meno.
Comunque a Incipit per sei giorni ogni autrice o autore narra da dove è partita/o per mettersi in cammino e realizzare il suo incipit, l’inizio di un libro, di un viaggio, di una nuova vita, di una fuga verso un altro universo. Si può anche ri-cominciare da un posto, una persona, una parola, un incontro, un’idea.
«Tutti siamo in cammino – dice Laura Guglielmi – verso qualcosa in questo momento storico così difficile, gli umani sono sempre stati in cammino, come lo sono i personaggi di tutti i romanzi, che sempre subiscono una trasformazione attraverso un cammino interiore. Che il “cammino” sia importante, lo dice la nostra più grande opera letteraria nel primo verso: Nel mezzo del cammin di nostra vita mi trovai per una selva oscura che la diritta via era smarrita».
Si è parlato del cammino che compiono i migranti per arrivare in Europa e del Cammino di Santiago. Giovedì era la giornata dedicata agli scrittori di Liguria Michele Vaccari, Marino Magliani, Giacomo Revelli, Riccardo Gazzaniga e Emanuela Abbadessa. Tra di loro un infiltrato, Ilja Leonard Pfeiffer, lo scrittore più famoso d’Olanda, che a Genova ha dedicato un libro e un film, La Superba.
Domani, venerdì, ci saranno, tra l’altro, un incontro sulla letteratura per ragazzi, in collaborazione con il Premio Andersen, dedicato ai viaggi interspaziali ovvero all’allunaggio nel cinquantesimo anniversario della Missione Apollo 11: ne parlano Anna Vivarelli e Guido Quarzo, autori de La notte della luna. Poi la storia della prima reporter della storia Nellie Bly, che fece il primo giro del mondo in solitaria in 72 giorni, a cui Luciana Cimino e Sergio Algozzino hanno dedicato una graphic novel e Sara Rattaro il romanzo per ragazzi Sentirai parlare di me.
Sabato si può andare in giro con la fotografa Patrizia Traverso che ha fatto un bel volume sulle statue cittadine, per poi passare a un pomeriggio noir con Maurizio De Giovanni che parla de Il pianto dell’alba, nuova e ultima avventura del commissario Ricciardi tanto amato. De Giovanni ha fornito un incipit pubblicato sul Secolo XIX a cui hanno risposto in ben 450 aspiranti scrittrici e scrittori: i selezionati dal quotidiano lo incontreranno.
Personalmente presento due graphic novel della giovane Takoua Ben Mohamed (venerdì 15 ore 16, Palazzo Ducale, sala del Munizioniere), italiana nata in Tunisia nel 1991, giunta a Roma a 8 anni seguendo il padre rifugiato politico, che a 12 anni ha scelto di mettere il velo per difendere la propria identità culturale. Da quest’esperienza ha tratto il divertente e politico Sotto il velo, strisce straordinariamente lucide e ironiche in cui riesce a mettere in crisi molti dei nostri pregiudizi. Più complesso e lungo il libro La rivoluzione dei gelsomini in cui racconta la propria storia intrecciata a quella tunisina, l’esilio del padre, il coraggio della madre restata sola con i sei figli, la caduta della dittatura, la partenza per Italia dovendo abbandonare i parenti, l’oasi del nonno, il deserto, la lingua e l’amatissimo gatto Miao. E poi il primo viaggio in patria dopo la primavera araba del 2011, quando Takoua è una giovane donna consapevole e battagliera.

Takoua Ben Mohamed, Sotto il velo, Becco Giallo 2016
Takoua Ben Mohamed, La rivoluzione dei gelsomini, Becco Giallo 2016 Becco Giallo 2018

Ulteriori informazioni e aggiornamenti sul festival: www.incipitfestival.it

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Silvia Neonato

Silvia Neonato, giornalista, genovese, vive a Genova. Organizzatrice di eventi culturali, è socia della SIL, di cui è stata presidente nel biennio 2012-2013. Ha debuttato su il manifesto, ha diretto il magazine Blue Liguria ed è nella redazione di Leggendaria. Ha lavorato a Roma per molti anni, nella redazione del giornale dell’Udi Noi donne, a Rai2 (nella trasmissione tv Si dice donna) e Radio3 (a Ora D), per poi tornare a Genova, al Secolo XIX, dove ha anche diretto le pagine della cultura. Fa parte del direttivo di Giulia, rete di giornaliste italiane. Ha partecipato con suoi scritti a diversi libri collettanei.

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