Eros sfacciato e gelida ironia

Una donna che si difende dietro una cortina di gelo, è appassionata di sesso ma pure tentata dal suicidio. Mentre seduce diverse amanti e resiste ai bigotti, consola la sorella normale e conformista. “Permafrost”, primo esilarante e profondo romanzo della poeta catalana Eva Baltasar. Che sarà a Genova al Bookpride sabato 19 ottobre alle 17

di Silvia Neonato

Come difendersi dai sentimenti e dal dolore? Permafrost è lo strato di terra nelle regioni polari che non si scongela mai. Eva Baltasar, poetessa catalana, ha usato questa parola come titolo per il suo esordio nel romanzo perché la protagonista vuole spezzare le false verità del mondo che la circonda, è sfacciata e fissata col sesso, ma si difende perennemente dietro una membrana di gelo. “I cuori nascono in catene. Vivere dal cuore è un errore se si crede nella propria libertà”, scrive. Ma ci crede davvero? “Sono sposata con una donna e madre di due figlie”, risponde solare e sorridente, come a voler smentire la sua protagonista.

Permafrost è un lungo monologo che provoca e inquieta. Superate le prime pagine un po’ ostiche, poi travolge e spesso fa ridere. A Barcellona abita una quarantenne laureata in storia dell’arte che vive di espedienti, fa la ragazza alla pari, l’affittacamere e divora libri e amanti, tutte donne. Cresciuta in una famiglia borghese con genitori piuttosto oppressivi e con una sorella che, grazie ai farmaci, sembra al contrario di lei avere una vita “normale” e felice, la nostra vive costantemente in bilico tra amore e morte: i frammenti della sua esistenza sono scanditi da maldestri quanto irreali tentativi di suicidio, raccontati con ironia. Quanto agli amori è sempre lei che li interrompe perché il permafrost mantiene congelato il suo strato più profondo e le fa interrompere anche la passione travolgente con Roxanne.

“Scrivere questo libro è stato come respirare. Sono andata da una psicoterapeuta che mi ha consigliato di mettere giù in breve i miei problemi e la mia vita. Sono tornata a casa, ho cominciato a scrivere. Così ho smesso la terapia e mi è uscito  Permafrost”, spiega Eva Baltasar. Il suo scritto trascina il lettore con un linguaggio essenziale, poetico, eppure infuocato e non mancano le scene di sesso molto impudiche. “Scrivere di sesso è la cosa più difficile. E infatti quando la protagonista cerca di spiegare alla sorella imprigionata nella sua normalità cosa è far sesso con una donna sono dovuta ricorrere al modo di dipingere di Pollock, al film ‘La grande fuga’. La sorella è finalmente curiosa di lei, ora che il suo compagno l’ha lasciata. E ascolta la sorella lesbica, irregolare, e le chiede aiuto”.

Certo Permafrost è un’opera anticonformista. L’ha influenzata l’aria trasgressiva di Barcellona? “Veramente quando l’ho scritto vivevo in montagna, isolata, in una casa senza luce, con la mia prima figlia. E non credo di aver subito influenze particolari dalla cultura catalana. Ho scritto di una lesbica con una famiglia bigotta e una sorella sciocca, che vuole ad ogni costo essere accettata dagli altri e non è felice. Sono io e ho scoperto cos’è una storia scrivendo Permafrost”.

Lei ha detto di voler fare un trittico. “Sì, dopo questo libro, seguiranno altri due con protagoniste diverse anche dalla prima. Il secondo parlerà della coppia e il terzo affronterà il tema dei figli, di cosa significa essere genitori”.

Eva Baltasar, Permafrost, traduzione di Amaranta Sbardella, nottetempo 2019

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Silvia Neonato

Silvia Neonato, giornalista, genovese, vive a Genova. Organizzatrice di eventi culturali, è socia della SIL, di cui è stata presidente nel biennio 2012-2013. Ha debuttato su il manifesto, ha diretto il magazine Blue Liguria ed è nella redazione di Leggendaria. Ha lavorato a Roma per molti anni, nella redazione del giornale dell’Udi Noi donne, a Rai2 (nella trasmissione tv Si dice donna) e Radio3 (a Ora D), per poi tornare a Genova, al Secolo XIX, dove ha anche diretto le pagine della cultura. Fa parte del direttivo di Giulia, rete di giornaliste italiane. Ha partecipato con suoi scritti a diversi libri collettanei.

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