Tremate, le streghe son tornate

Mogli, madri, figlie, una spia, una medium, una vedova: hanno vite all’apparenza normali. Eppure qualcosa comincia a non combaciare perfettamente con la realtà, qualcosa che non vediamo ma conosciamo. Dodici donne per dodici storie nel nuovo libro di Loredana Lipperini Magia nera

di Silvia Neonato

C’è una bambina, Cat, che letteralmente uccide qualunque elettrodomestico tocchi. E naturalmente anche i computer. Dopo diverse visite mediche, i genitori si arrendono alla mancata diagnosi e decidono di andare a vivere in campagna facendo praticamente a meno di tutto (chiudono lavatrice e frigo in una stanza dove Cat non entra mai) e non le mettono mai in mano il telecomando della tv. Eppure quella bimba nata il 4 giugno, giorno in cui nel 780 a. C. fu registrata la prima eclisse solare totale. “E se non fosse un caso?”, chiede Cat ormai adulta. E forse lei potrà agire contro l’epidemia che affligge l’umanità ormai connessa a Internet a qualunque ora del giorno e della notte, senza più lavorare né cibarsi né riposare.

C’è poi una vedova che aspetta che il marito torni dalla morte perché glielo ha promesso. Lui era il grande mago Houdini e dunque potrebbe succedere. Dopo dieci anni d’attesa la donna si arrende. È allora che fa un incontro sinistro.

C’è una giovane madre ansiosa, Lilli, che ha una bimba piccola e il marito sempre lontano per lavoro. Soffre di depressione post parto, il baby blues, ha allucinazioni, disturbi alla vista. Nella sua solitudine affannata ripensa a Giulia, un’amica d’infanzia e di giovinezza che poi se ne andò da lei perché, disse, non aveva ricevuto nulla da Lilli pur avendola amata con tutta se stessa. Dov’è finita Giulia che l’aveva maledetta? Cos’è quel dado bianco con la L del suo nome comparso all’improvviso? E il seme di melograno?

Poi è la volta di una vecchia, spenta, avvizzita, Viola, accudita da Alice, una studentessa che sostituisce al pomeriggio una delle due badanti in ferie. La vecchia si anima solo quando parla del figlio morto giovane e mostra le sue foto e racconta le sue prodezze. Poi si accascia per ore. A volte si risveglia con la musica di Verdi: “Stride la vampa- la folla indomita/ corre a quel fuoco – lieta in sembianza”. E piccole luci sembrano ardere all’improvviso in corridoio e Viola sembra rianimarsi alla vista di una falce di luna appena spuntata. Alice non ne può più e sospira tra sé una frase che non sa di chi sia: i roghi non illuminano le tenebre. Ma ecco che la storia prende tutta un’altra piega e il figlio tanto amato…

Sono alcuni dei racconti che Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice, una delle voci di Fahrenheit su Radio Tre, ha inserito nel suo nuovo libro Magia nera: dodici donne protagoniste di altrettante storie. Tre racconti per ciascuna delle quattro sezioni: Matrimoni, Madri, Ribellioni, Doni.  Sono streghe? Chi sa, forse. Il punto, come scrive l’autrice, nella nota finale, è un altro. Possiamo definire questi racconti horror o gotici o distopici. Ma la verità è che “esistono modi di raccontare le storie che partono da punti di vista ogni volta diversi”. Le sue protagoniste hanno affrontato in un certo modo “lo spiraglio che sempre si apre tra reale e visione. È un peccato non credere alla magia in fondo”.

La lezione dell’amatissimo Stephen King Loredana l’ha imparata veramente bene. E oggi firma con il proprio nome, ma per sei anni ha scritto racconti fantastici usando lo pseudonimo Lara Manni. Se trovate anche quelli non ve ne pentirete: tra emozione, speranza, vendetta e paura, Lipperini ci racconta la vita di figlie, vedove, madri, mogli.  Poco realismo? Ma perché: capiamo tutto di quello che ci circonda?

È un peccato non credere alla magia no?

 

Loredana Lipperini, Magia nera, Bompiani 2019

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Silvia Neonato

Silvia Neonato, giornalista, genovese, vive a Genova. Organizzatrice di eventi culturali, è socia della SIL, di cui è stata presidente nel biennio 2012-2013. Ha debuttato su il manifesto, ha diretto il magazine Blue Liguria ed è nella redazione di Leggendaria. Ha lavorato a Roma per molti anni, nella redazione del giornale dell’Udi Noi donne, a Rai2 (nella trasmissione tv Si dice donna) e Radio3 (a Ora D), per poi tornare a Genova, al Secolo XIX, dove ha anche diretto le pagine della cultura. Fa parte del direttivo di Giulia, rete di giornaliste italiane. Ha partecipato con suoi scritti a diversi libri collettanei.

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