Tag Archives: Racconti

  • PERSONAGGE: Senso di necessità

    “Salgo sovrappensiero su quella scala metallica, «da qui in poi non si torna più indietro, Olivia» mi dico. Siedo al mio posto e attendo che tutti i passeggeri siano a bordo. Li guardo mentre sistemano le valigie sopra le loro teste. C’è sempre qualcuno che non ce la fa, o che mette il proprio bagaglio in orizzontale occupando anche lo spazio degli altri. Un’occasionale forma di egoismo o un’evidente mancanza di senso della misura? Non l’ho mai capito.” Un racconto di Giordana Restifo

  • PERSONAGGE: Figlia dell’aria

    “I miei genitori non si davano pace: che avevo in testa? volevo restare zitella? si era sposata la matta e io che non avevo dato problemi volevo cominciare ora? Sorprendendo persino me stessa non cedetti alle loro pressioni. Un’inquietudine mi prendeva ogni volta che pensavo a Giacoma. Sentivo fortemente la sua mancanza, in modo quasi fisico. Mi sembrava che fosse in pericolo e non mi spiegavo questa sensazione. L’avrei capita molto tempo dopo.”

  • PERSONAGGE: Gianna

    “Mi posso occupare io di lei, signora, stia tranquilla”, le dissi, guardando da un’altra parte, forse facendo una cosa stupida come mettere a posto il caricabatterie del telefono.
    Lei mi sembrava una ragazza troppo giovane per essere in quel grande ospedale che ogni giorno vedeva tanti morti, e sentii subito di volerla proteggere. Aveva gli occhiali grandi e neri che le coprivano metà del viso, gli incisivi davanti lievemente sovrapposti, i capelli raccolti in uno chignon imperfetto che faceva acqua da tutte le parti. Stava seduta sulla carrozzina nel vano della porta, così, come l’avevano appena portata dal Pronto Soccorso. La mamma, alla quale mi rivolgevo, indossava un piumino grigio e aveva orecchini grossi di metallo, pendenti come lacrime d’oro. 

    Dissi così, ma non vidi niente. Siamo sempre ciechi davanti agli altri, gli occhi non bastano a capire, si posano veloci e sfuggono e quel che resta è ombra del vero. 

  • Voci da tanti inferni

    I racconti di Malanotte, la raccolta di Marilina Giaquinto, non sono noir. Nonostante la professione dell’autrice, poliziotta, vice-questore a Catania. Eppure nascono proprio dall’esperienza quotidiana di incontro con una umanità dolente. Costituiscono un coro di ancora vivi per sbaglio, se è vita, o per sbaglio non ancora morti, se la morte tarda senza ragione