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Tag: Personagge

  • Due donne nella seconda guerra mondiale

    Due donne nella seconda guerra mondiale

    Iris, partigiana bella e fiera, compagna del comandante Diaz e Redenta, sposa del comandante fascista Vetro, muta e succube intrecciano i loro destini nel romanzo I giorni di Vetro di Nicoletta Verna. Una vicenda appassionante e ispirata a fatti veri, in cui le protagoniste lottano per la propria vita e libertà Di Simona Raimondo

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  • Donne cattive

    Donne cattive

    È il titolo del libro di Liliana Madeo, appena ripubblicato. Mezzo secolo di storia italiana, dal 1946 al 1998, da Rina Fort a Anna Donati. Sono «donne con il gusto della provocazione, con un proprio progetto di vita, capaci di scelte radicali, di scelte a volte perverse. Donne scomode. Le madri delle ragazze del nuovo millennio» Di Nadia Tarantini

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  • Sorelle in una casa rotta

    Sorelle in una casa rotta

    «Se non ci fosse una madre perduta non esisterebbero figlie pronte a chiamarsi sorelle. E la mancanza ha una forza generatrice mastodontica. Dove c’è una ferita, un buco, un vuoto, il desiderio preme. Vivere è l’effetto inconscio di una mancanza». Intervista a Ilaria Caffio, poeta, che esordisce in prosa con il romanzo “Bara di seta” Di Beatrice Sciarrillo

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  • Ridare le parole a Liliana

    Ridare le parole a Liliana

    «E Liliana, coraggiosa e amorevole, tentò in tutti i modi ciò che tante donne nella sua stessa posizione hanno fatto: si oppose alla violenza, cercò di sfuggirle, la rifiutò, si abituò, resistette, la disattivò, vi scese a patti, finché, poco tempo prima del femminicidio che le tolse la vita, si allontanò da lui». Il 17 luglio del 1990 il corpo di Liliana Rivera Garza viene trovato nel suo appartamento a Città del Messico. Cristina Rivera Garza ricostruisce la biografia della sorella scomparsa e insieme racconta i femminicidi in Messico Di Amanda Rosso

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  • Lo ha ucciso lei?

    Lo ha ucciso lei?

    È un suicidio quello di Samuel o lo ha spinto giù dalla finestra Sandra, la sua compagna, scrittrice affermata? In “Anatomia di una caduta” la regista francese Justine Triet, vincitrice quest’anno a Cannes, costruisce una trama complessa incentrata sul labile confine fra verità e opinione. Come tutte le altre protagoniste dei suoi film, una donna di talento si barcamena tra marito e figlio ma alla fine subisce un vero processo, giudiziario e mediatico, che ha tutta l’aria di una caccia alle streghe Di Micaela Veronesi

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  • STRENNA Che fine hanno fatto le antenate?

    STRENNA Che fine hanno fatto le antenate?

    «Entusiasta per il tesoro» ma «atterrita dal patrimonio», Giulia Caminito rintraccia i passi nelle vie di Roma e nelle pagine dei loro romanzi di Morante, Masino, Ginzburg, Bonanni e De Stefani. Le loro storie si mescolano con la vita e le ricerche di Giulia che in “Amatissime” ci restituisce dei ritratti inediti e affascinanti, ovviando così alle dimenticanze di tante scrittrici del nostro Novecento in libreria e nei programmi scolastici Di Amanda Rosso

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  • Il piacere femminile è sacro

    Il piacere femminile è sacro

    Riflessioni (e sensazioni gradevoli) dopo la lettura del libro “Il piacere femminile è clitorideo” di Maria-Milagros Rivera Garretas, storica all’università di Barcellona e attivista femminista Di Stefania Ferrando

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  • PERSONAGGE: Un amore sospeso

    “Infine l’aveva trovata. La sua bandana preferita, quella rossa con la grande scritta Route 66 e le tappe dello storico percorso. Era il ricordo del suo viaggio più bello, lei e Juan, uno dei primi insieme, quando lui c’era ancora. Per due giorni l’aveva cercata e quando stava ormai per desistere era spuntata lì, in fondo all’ultimo cassetto del comò. “Sei disordinata” le ripeteva scherzando Juan. Paola a quelle parole si arrabbiava. Non era disordinata ribatteva, semplicemente dimenticava dove metteva le cose, quello che doveva fare. Ormai prendeva nota di tutto.” Un racconto di Giuseppina Di Bella

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  • Di libertà e d’amore

    Nuova traduzione per Elizabeth Barrett Brownin e i suoi Sonetti dal Portoghese. Ne è autrice Laura Ricci, innamorata dell’autrice inglese di primo Ottocento. L’abbiamo intervistata. Martedì 11 alle ore 18.00 Laura Ricci sarà a Feminism4, la Fiera dell’Editoria delle donne di Roma in diretta facebook di Loredana Magazzeni

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  • PERSONAGGE: Quarantena, giorno zero

    “Ricorda quanto la fece sorridere scoprire la parola “taddarita”, la bizzarra assonanza col suo nome che le impedì di dimenticarla, e rievocare adesso, dopo tutti quei giorni di clausura, la forma dialettale della parola “pipistrello”, ritenuto veicolo o causa dell’epidemia, le sembra una coincidenza ancora più insolita, una quadratura del cerchio che la porta ora, bruscamente, a pensare, chissà perché, dopo tanti giorni, a quell’immaginario dito accusatore puntato verso di lei, e a domandarsi, per la prima volta dopo tre anni: “Che faccio qui?”.” Un racconto di Loredana Mari

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  • PERSONAGGE: Ebe

    “Avevo da poco compiuto vent’anni quando iniziai a fare la staffetta.” Anna Ausilia Ranieri ci racconta la vita di Ebe, staffetta partigiana, per festeggiare le donne della Resistenza italiana.

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  • PERSONAGGE: Sui margini

    “La bambina, lasciando la mano che per tutto il tempo aveva tenuto stretta, mi si avvicinò. Mi sentii sollevata in maniera gentile, e mi ripiegai mollemente su me stessa, assecondando la presa. Ne avvertivo il tremore, ma sentivo anche che con lei ero al sicuro, che quel tocco era piccolo ma saldo. Indietreggiando, tornammo entrambe verso l’uomo, che la guardò teneramente, commosso dalla carezza che mi riservava sul palmo in cui mi aveva poggiato.” Un racconto di Giovanna Gravina

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  • PERSONAGGE: Natale 1945

    “La bicicletta grigio-verde di papà è ferma da tre giorni. Immobile. Appoggiata al muro, sul pianerottolo di casa. Casa nostra è in Via Elenuccia, accanto all’Istituto Leone XIII. Zia Cherubina, la sorella di mio padre, è la Madre Superiora. Cherubina è il nome che ha preso con i voti, il suo vero nome è Marina. Non lo so, ma credo abbia trovato lei per noi questo piccolo appartamento. Mia madre non è di qua, qualcuno la chiama la straniera.” di Daniela Arena

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  • PERSONAGGE: Paesaggio

    “Il paesaggio non è definito, non lo sono neanche gli elementi del quadro, ma io sento greco a levante avanzare furioso e il fragore del mare dominare su tutto. Millenovecentootto, un bastimento a vela carico di pani di zolfo è in pericolo. Quindici marinai urlano disperati e cercano salvezza chiedendo aiuto alla popolazione di Ortigia che accorre e si dirige nello spiazzo con il parroco di S. Paolo che porta una croce. ” Un racconto di Maria Diamante

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  • Scrivere le donne

    Perché alcune persone diventano personaggi e altre no? Daniela Gambaro, che ha una formazione cinematografica, spiega come il mettersi al servizio del punto di vista altrui permette di osservare la realtà attraverso uno sguardo diverso dal tuo. Dall’incontro con le altre mamme al consultorio è nato il suo libro “Dieci storie quasi vere”.

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  • 12 personagge svincolate dalla sintassi

    Bernardine Evaristo ha scritto un romanzo sull’intersezionalità, con levità e ironia, dove i costrutti ideologici compaiono solo per essere sbeffeggiati. Siamo davanti a un nuovo linguaggio che intreccia sapientemente storie di vita Di Anna Zani

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  • PERSONAGGE: Senso di necessità

    “Salgo sovrappensiero su quella scala metallica, «da qui in poi non si torna più indietro, Olivia» mi dico. Siedo al mio posto e attendo che tutti i passeggeri siano a bordo. Li guardo mentre sistemano le valigie sopra le loro teste. C’è sempre qualcuno che non ce la fa, o che mette il proprio bagaglio in orizzontale occupando anche lo spazio degli altri. Un’occasionale forma di egoismo o un’evidente mancanza di senso della misura? Non l’ho mai capito.” Un racconto di Giordana Restifo

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  • Laudomia cancellata

    Laudomia cancellata

    L’8 dicembre del 1907 nasceva la scrittrice abbruzzese Laudomia Bonanni, premiata e stimata da critici illustri e poi non più pubblicata. Molte studiose oggi l’hanno riscoperta: scrisse di sessualità repressa, di infanzia deprivata, di donne, di pace. E contro quelli che Ortese chiamava “teatrini della letteratura” di Anna Santoro

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  • PERSONAGGE: Figlia dell’aria

    PERSONAGGE: Figlia dell’aria

    “I miei genitori non si davano pace: che avevo in testa? volevo restare zitella? si era sposata la matta e io che non avevo dato problemi volevo cominciare ora? Sorprendendo persino me stessa non cedetti alle loro pressioni. Un’inquietudine mi prendeva ogni volta che pensavo a Giacoma. Sentivo fortemente la sua mancanza, in modo quasi fisico. Mi sembrava che fosse in pericolo e non mi spiegavo questa sensazione. L’avrei capita molto tempo dopo.”

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  • PERSONAGGE: Sorelle

    Dialogo a due voci tra la minore e la maggiore. Complicità, gelosie, dubbi, solitudini infantili. Perché la più grande viene spedita sempre dai nonni e l’altra no? E come mai l’altra è tanto capricciosa? Di Elvira Federici  

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