COPERTINA

  • Umani o comparse?

    Donne e uomini che non agiscono, ma attraversano la vita lasciandosela scivolare sopra. Per paura, incertezza, impotenza. Sette racconti, eleganti e concisi dell’esordiente Elena Nieddu, che sa calarsi anche nella speranza e nei sogni. E lo fa con intensa empatia verso tutte e tutti

    Silvia Neonato

  • Dove va a finire la finzione?

    In un mondo che vuole ingannarci tramite notizie fasulle continue e indomabili stiamo forse diventando ossessionati dalla verità? Che fine sta facendo la finzione, a fronte della richiesta sempre più marcata anche per quanto riguarda il romanzo di essere vero, crudo, reale, minuziosamente giustificato, vicino alla vita? Se lo chiede e ce ne parla Lorena Spampinato.

  • Residenze e resistenze

    Non è più tempo di rivoluzioni radicali come negli anni 60-70, ma di resilienze diffuse e collegate tra loro. Co-working, co-housing, ecovillaggi, occupazioni urbane, rinascite agricole, teatro diffuso nei territori, tutela delle culture indigene e minoritarie… Un contributo per il convegno SIL del 13-15 dicembre a Venezia di Tiziana Colusso.

  • Le operaie della penna

    Per la prima volta a metà Ottocento le donne in Italia reclamano la valorizzazione della propria professionalità di docenti, articoliste, scrittrici di manuali scolastici (277 censite dal ministero tra il 1861 e il 1910) e conferenziere. E chiedono, oltre al voto, di essere retribuite. L’autrice della ricerca la racconta a Letterate Magazine

    di Loredana Magazzeni

  • Mostruosa ma bella

    Nata in un corpo disgraziato, Tilde ha una voce di angelo e un rapporto armonioso con la natura. Figlia di una donna problematica e isolata dal mondo ma capace di salvare con le erbe, la protagonista di “Quella voce poco fa” di Saveria Chemotti è indimenticabile  

    di Nadia Tarantini

  • Disimparare il potere

    Performare il dominio era il titolo del seminario che si è svolto in autunno a Firenze. La ricerca al Giardino dei ciliegi è come sempre quella di pratiche femministe di rottura che aprano crepe nei luoghi del dominio patriarcale. E quindi: le forme alternative alla mascolinità egemonica, la resistenza alle propagande omofobiche e sovraniste, la lotta al razzismo.