COPERTINA

  • La pittrice nera riscoperta

    Lafanu Brown dall’America, dove ha subito oltraggi e violenze, nell’800 riesce ad approdare a Roma per coronare il suo sogno di dipingere. Nel suo nuovo libro, “La linea del colore”, Igiaba Scego racconta la vita di tre donne di ieri e di oggi. Con le immagini delle opere.

  • PERSONAGGE: Gianna

    “Mi posso occupare io di lei, signora, stia tranquilla”, le dissi, guardando da un’altra parte, forse facendo una cosa stupida come mettere a posto il caricabatterie del telefono.
    Lei mi sembrava una ragazza troppo giovane per essere in quel grande ospedale che ogni giorno vedeva tanti morti, e sentii subito di volerla proteggere. Aveva gli occhiali grandi e neri che le coprivano metà del viso, gli incisivi davanti lievemente sovrapposti, i capelli raccolti in uno chignon imperfetto che faceva acqua da tutte le parti. Stava seduta sulla carrozzina nel vano della porta, così, come l’avevano appena portata dal Pronto Soccorso. La mamma, alla quale mi rivolgevo, indossava un piumino grigio e aveva orecchini grossi di metallo, pendenti come lacrime d’oro. 

    Dissi così, ma non vidi niente. Siamo sempre ciechi davanti agli altri, gli occhi non bastano a capire, si posano veloci e sfuggono e quel che resta è ombra del vero. 

  • La disfavola degli elefanti

    Non può esistere soltanto la storia dettata dai vincitori e non si può mai tralasciare la memoria né della rabbia né del perdono. Kaha Mohamed Aden ha scritto una storia interpretata dagli animali per raccontare la guerra che devasta la Somalia, lasciata nel 1986.

    Di Clotilde Barbarulli

  • Montalbano e le sue donne

    Una voce contro quella di Pina Mandolfo, la regista e sceneggiatrice siciliana che si dice infastidita dalla “sicilitudine stereotipa” e l’uso un po’ pasticcione della lingua, nonché “la paternalistica misoginia patriarcal-popolare di ogni puntata”. Grande narratore Camilleri, ma… Che ne pensate? Lunedì 30 marzo un’altra replica.

  • Testimonianza di un aborto clandestino

    L’indicibile diventa parola asciutta che ferisce. Orrore, lucidità e dolore nelle pagine del libro L’evento in cui Annie Ernaux narra il proprio aborto avvenuto nel 1963 e già menzionato ne Gli armadi vuoti (1974). Nel 2000 l’esperienza diventa il tema centrale di un volumetto da noi tradotto solo ora.