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Autore: Clotilde Barbarulli

  • SIL Giardino dei Ciliegi 4. Gli ultimi e il potere

    SIL Giardino dei Ciliegi 4. Gli ultimi e il potere

    Il gruppo fiorentino ha riletto “Il ministero della suprema felicità” dell’indiana Arundhati Roy, una storia di «guerra dei ricchi contro i poveri» ma anche di riscatto, di ricerca della felicità e di cura al cui centro sono due donne, Anjum e Tilo, accompagnata da una bambina Di Clotilde Barbarulli Anche a distanza di anni, rileggere questo libro di Roy è interessante perché, mentre svela le ombre più cupe del potere ieri e oggi (come ogni suo scritto che è anche una denuncia delle politiche del governo indiano), volge lo sguardo verso un mondo diverso da poter realizzare qui ed ora.…

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  • SIL Giardino dei Ciliegi 2. Il cuculo e il figlio dei vicini

    SIL Giardino dei Ciliegi 2. Il cuculo e il figlio dei vicini

    Che bisogni si nascondono dietro il desiderio di accudire qualcuno? Scegliamo di aver cura o rispondiamo ad aspettative sociali che premono inesorabili su di noi? Il gruppo fiorentino di lettura ha letto “La figlia unica” di Guadalupe Nettel, che narra dell’essere donna e madre con uno sguardo critico e ironico Di Clotilde Barbarulli La scrittrice latinoamericana Guadalupe Nettel è interessante perché esplora i temi della maternità, del prendersi cura di sé e dell’altra/o collegando l’atto del curare con l’essere donna e madre, un legame che però analizza criticamente e con ironia. Scrive molto di “cura” intesa come relazione, imperfezione e…

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  • Il Convegno “Violenza e Utopie” al Giardino dei Ciliegi di Firenze

    Il Convegno “Violenza e Utopie” al Giardino dei Ciliegi di Firenze

    Sabato 30 dicembre tutta la giornata e domenica 1° dicembre (solo la mattina) si terrà al Giardino dei Ciliegi di Firenze il convegno Violenza e utopie con il sostegno della Società Italiana delle Letterate e di altri gruppi. Il punto di partenza della riflessione condivisa, che sarà ricca di interventi di molte ospiti, è l’idea che la de-umanizzazione si esprime nella striscia di Gaza, ma anche nelle violenze sessuali, nella oggettificazione delle donne e nel trattamento disumano dell’esule, di chi viene rinchius* nei CPR e in tutti quei luoghi di sfruttamento dove dominano dispostivi coloniali e di gerarchizzazione dell’umano. Di Clotilde…

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  • La cura non è una virtù femminile

    La cura non è una virtù femminile

    «Si tratta di un tema scivoloso, a volte si rischia di considerarla una morale dei buoni sentimenti, mentre la cura è tutt’altro, almeno nella mia prospettiva. Si tratta di un lavoro svolto da donne immigrate e povere, sottoposte a varie discriminazioni». Dare visibilità e riconoscimento a chi si prende cura della malattia e dell’invecchiamento, per amore oppure per necessità, è lo scopo del libro di Laura Marzi Di Clotilde Barbarulli

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  • Il corpo è una frontiera

    Il corpo è una frontiera

    Maria Occhipinti (1921-96) si è ribellata alla guerra, alle ingiustizie, ai soprusi: parla, grida, agisce e scrive. Un libro di diverse autrici dedicato all’attivista pacifista, scrittrice, emigrata siciliana che scrive nel suo “Una donna libera”: «volevo avere le ali per volare e vedere le meraviglie del mondo» Di Clotilde Barbarulli

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  • Le silenziate

    Le silenziate

    La lingua subalterna è una eredità, è la genealogia delle povere. Le subalterne non possono parlare perché l’ascolto, la ricezione riproducono l’immaginario del potere, non c’è neppure lingua materna per chi emigra, solo una lingua mascherata di potere. Il libro di Brigitte Vasallo nata da una famiglia galiziana emigrata in Francia, poi in Catalogna e Marocco Di Clotilde Barbarulli

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  • Una fame tremenda

    Una fame tremenda

    Il viaggio letterario di Luisa Ricaldone, tra gli autori e le autrici a cavallo tra Novecento e Terzo millennio, ci conduce dalla prima guerra mondiale e dai campi di concentramento nazisti e sovietici alla grande Depressione americana degli anni Trenta fino ai gesti di solidarietà che tuttora non mancano Di Clotilde Barbarulli

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  • Una città transfemminista

    Una città transfemminista

    Dialogo a tre voci – Giada Bonu Rosenkranz, Federica Castelli, Serena Olcuire nel testo Bruci la città – per dire come lo spazio urbano si intreccia alla prospettiva di genere. Chi lo pianifica, lo abita, lo riscrive? Le micro-pratiche collettive possono trasformarlo? Gli spazi femministi ad esempio sono contro-istituzioni, creano nuovi circuiti democratici senza profitto, sono beni comuni Clotilde Barbarulli

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  • La filosofa guastafeste

    La filosofa guastafeste

    Noi femministe non possiamo essere grate e felici – scrive Sara Ahmed – per un sistema che vuole inglobarci, quando è formato da ineguaglianza e violenza. Ma se denunciare iniquità e potere, significa diventare un ostacolo che intralcia la presunta felicità altrui, come femministe non dobbiamo temere: “guastare la festa è nelle nostre possibilità e lo facciamo”

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  • VARCARE CONFINI 12. GABRIELLA GHERMANDI

    VARCARE CONFINI 12. GABRIELLA GHERMANDI

    «Scrivo per ribaltare la violenza della narrazione dominante che ti confina in uno stato di denigrazione descrivendoti senza valore: è un atto di guerra. Di razzismo in Italia si parla come di qualcosa che accade altrove. Di colonialismo si parla pochissimo e ignorare la propria storia permette negare la cittadinanza a chi emigra» Di Clotilde Barbarulli

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  • VARCARE CONFINI 8.  CHRISTIANA DE CALDAS BRITO

    VARCARE CONFINI 8.  CHRISTIANA DE CALDAS BRITO

    “Maroggia”, donna di mare e pioggia, è la protagonista di uno dei romanzi in cui l’autrice brasiliana trasforma le parole italiane. Un’esperienza nomadica che mette in discussione l’appartenenza nazionale e linguistica senza dimenticare un conflitto dove si mescolano interessi, sfruttamento, bisogni, diritti e speranze Di Clotilde Barbarulli

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  • Diffrattivamente, con amore

    Diffrattivamente, con amore

    Occorrono letture e pratiche che offrano resistenza critica ai modi egemonici di essere attraverso processi affettivi e capacità di stupirsi. Un convegno a Firenze (3-4 dicembre 2022) per condividere ancora le eredità plurali di Liana Borghi Di Clotilde Barbarulli

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  • VARCARE CONFINI 7. GLORIA ANZALDÚA

    VARCARE CONFINI 7. GLORIA ANZALDÚA

    «A cavalcioni sul confine texano messicano e altri ancora» La scrittrice femminista chicana tejana patlache (parola nahuatl per lesbica) ha scritto: «Siamo le persone che non appartengono a nessun luogo, né al mondo dominante, né completamente alla nostra cultura. E poiché non ci adattiamo siamo una minaccia». Black Coffee fa una nuova edizione di “Terre di confine. La frontera. La nuova mestiza” di Clotilde Barbarulli

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  • Che c’entro io con la mafia?

    Che c’entro io con la mafia?

    Come vivono le donne sul difficile confine della criminalità organizzata e come fanno una narrazione alternativa: un libro a cura di Alessandra Dino e Gisella Modica raccoglie riflessioni e racconti Di Clotilde Barbarulli

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  • VARCARE CONFINI 4. UBAH CRISTINA ALI FARAH

    VARCARE CONFINI 4. UBAH CRISTINA ALI FARAH

    La scrittrice somala Ubah Cristina Ali Farah nei suoi scritti traghetta la civiltà orale nella parola scritta attraverso le interviste e l’uso del parlato al telefono per ricreare il ritmo e il modo della sua gente di raccontare storie di una comunità sparpagliata nel mondo di Clotilde Barbarulli

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  • Maria, politica e maternità

    Maria, politica e maternità

    Biografia peculiare di Maria Giudice, sindacalista, socialista, arrestata e poi esiliata dal fascismo, madre di otto figli. Una dei quali è Goliarda Sapienza, scrittrice e amica di Maria Rosa Cutrufelli che costruisce il libro in una sorta di dialogo a tre voci Di Clotilde Barbarulli

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  • STRENNE IN REDAZIONE/Io, ancora schiava e straniera tra la mia gente

    STRENNE IN REDAZIONE/Io, ancora schiava e straniera tra la mia gente

    Dov’è che un uomo o una donna neri possono dirsi a casa, oggi? Ripercorrendo le rotte dei negrieri, la scrittrice afroamericana Saidiya Hartman arriva a Gwolu, in Ghana, dove si erano rifugiati schiavi e schiave sfuggiti ai mercanti costruendo “nuove società”: lì la memoria non è stata dispersa e la schiavitù può parlare all’oggi Di Clotilde Barbarulli

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  • La contro-memoria di Mengiste

    La contro-memoria di Mengiste

    Quelle “donne nere, fanciulle precocissime, carne da maschi”, sembrano essere lì ad aspettare il fascista, come emerge dalla narrativa che prepara l’avventura coloniale italiana. “Il re Ombra”, nuovo libro della scrittrice etiopeamericana Di Clotilde Barbarulli

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  • Il dettaglio e lo stupro

    Il dettaglio e lo stupro

    1949, Negev, i militari israeliani devono «ripulire il deserto da tutti gli arabi rimasti». Anni dopo una ricercatrice palestinese ricostruisce la storia a partire da un particolare. Il romanzo di Adania Shibli Di Clotilde Barbarulli

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  • Raccontar/si: il sito delle Fiorelle

    Raccontar/si: il sito delle Fiorelle

    Corpi di donne. E poi femminismo intersezionale, postcoloniale, intercultura di genere… Nasce ora – dal Giardino dei ciliegi di Firenze e dalla Sil – un sito che raccoglie materiali preziosi e vari della scuola in cui si insegnava imparando nel nome di una socialità tra donne amorevole, costruttiva, trasformativa.  

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