Virginia Woolf e Katherine Mansfield amiche della verità

Laura Marzi, 13 luglio 2023

La storia di un’amicizia da sempre travisata, quella tra Virginia Woolf e Katherine Mansfield, raccontata da Sara De Simone con eccezionale sapienza e scrittura impeccabile.

di Laura Marzi

Grazie al settimanale Azione che ci concede l’articolo comparso nel numero del 07/07/2023.

Nessuna come lei. Katherine Mansfield e Virginia Woolf. Storia di un’amicizia di Sara De Simone è un testo che può essere definito unico. Si tratta infatti di un libro che riesce a combinare aspetti manualistici di storia culturale e della letteratura e una voce narrante forte, a partire non da una, bensì da due biografie.

De Simone scrive con l’intento di raccontare la storia di un’amicizia, spinta da un amore schietto per l’opera di Katherine Mansfield e di Virginia Woolf, da una conoscenza strabiliante delle loro vite e del contesto in cui si sono svolte, nonché da un intento critico: sfatare la vulgata secondo la quale le due grandi scrittrici anglosassoni erano unite solo dal sentimento dell’invidia tra donne.

Il libro ha un’impronta scientifica, sia per la precisione e la ricchezza dei particolari e dei dati che De Simone è riuscita a scovare sulle esistenze di Woolf e Mansfield, sia perché nelle pagine si percepisce un’intenzione chiara di rivelare la verità, di liberarla dalla stratificazione del tempo e dal pregiudizio del tutto maschilista che tra due donne possano intercorrere solo relazioni semplificate: di sorellanza assoluta o di invidia cieca.

De Simone dimostra, attraverso una struttura annalistica che segue le vicende delle due autrici dal 1916 al 1924, che l’amicizia tra donne ha la stessa complessità che connota tutte le relazioni umane: è contraddittoria, esaltante, si nutre di distacchi e incomprensioni esattamente come di conversazioni «impagabili» e affinità uniche. La ricerca di tale verità viene condotta a partire dalla relazione fra Virginia Woolf, considerata la più importante scrittrice occidentale di tutti i tempi, e Katherine Mansfield (nella foto), autrice di fama mondiale, già riconosciuta in vita. Per questo Nessuna come lei è anche un’opera di ingegno: per la difficoltà di fronteggiare la vastissima bibliografia esistente sulle due e per la capacità di De Simone di ricomporre tale massa di informazioni in un insieme organico.

Inoltre, interrogare l’umanità di Woolf, attraverso il racconto di una relazione con un’altra scrittrice, con un’amica, è un passaggio innovativo negli studi sull’autrice, che fu visionaria nel porre questioni che in Occidente sarebbero riemerse solo dalla fine degli anni ’60 del ’900. Per esempio: «In tutte le biblioteche del mondo è possibile sentire l’uomo che parla a sé stesso e il più delle volte di sé stesso». Woolf fa qui riferimento al fatto che nei secoli quasi solo gli uomini hanno avuto accesso alla scrittura, creando dei personaggi femminili del tutto distorti dai loro pregiudizi e dagli stereotipi che loro stessi hanno contribuito a diffondere. Raccontare allora l’inarrivabile Virginia Woolf alle prese con la rabbia, l’invidia e poi la nostalgia, la stima, l’affetto che le suscitano Katherine Mansfield e il suo talento, in un’alternanza che non trova soluzione, è una scelta significativa. È come se De Simone, attraverso una ricostruzione scientifica e devota al contempo, assecondasse la paura di Woolf di non essere l’unica brava scrittrice del suo tempo, o la più brava, perché c’era KM.

Katherine Mansfield si staglia nel testo per la progressiva elevazione che raggiunge attraverso la dedizione assoluta prima alla scrittura e poi alla ricerca della vita e della verità. Malata di tubercolosi la seguiamo mentre percorre l’Europa alla ricerca di un posto caldo, assolato, lontano dall’umidità, alla ricerca di una salvezza che Mansfield desidera non per timore della morte, ma per una sacrosanta e indefessa voglia di vivere. L’autrice neozelandese attraversa in questo testo momenti profondamente trasformativi: dall’arrivo in Inghilterra, l’esuberanza della giovinezza, la malattia e poi la teosofia. In questi passaggi della sua esistenza che lei stessa definisce con genialità «un campeggio», Mansfield si dedica sempre alle stesse cose: legge e scrive. Ama anche: suo marito, Ida, ma con progressivo distacco, mentre detesta fieramente l’ambiente letterario e intellettuale. In questo contesto la scelta di trasferirsi nell’Istituto di Gurdjieff non risulta affatto il colpo di testa di una persona disperata di fronte all’imminenza della morte, è al contrario l’ultimo momento in vita di una ricerca della verità, di un’attitudine spirituale che emerge dai testi di Mansfield ben prima di conoscere il filosofo e maestro armeno.

Virginia Woolf e Katherine Mansfield desideravano prima di tutto entrambe essere amiche della verità, che come scrive Flannery O’ Connor molti anni dopo, è l’unico tesoro alla cui scoperta un’autrice dedica la sua vita. E quella con la verità è una relazione che De Simone stessa intraprende con quest’opera, seguendo la fiera convinzione che la scrittura è anche e innegabilmente relazione: «Non è sempre per l’altra che si scrive? Per assomigliarle e non assomigliarle, perché ci ascolti sempre mentre diciamo “io”?».

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Laura Marzi

Laura Marzi scrive per Azione, Erbacce, il manifesto, Tuttolibri. Ne 2022 Mondadori ha pubblicato il suo primo romanzo: "La materia alternativa" con cui ha vinto il premio John Fante nel 2023. Ha conseguito il dottorato all’Università di Parigi Vincennes-Saint Denis con una tesi in Letterature Comparate e Studi di Genere pubblicata da ENS (Éditions École Normale Supérieure de Lyon) col titolo "Raconter le care?"

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