Il corpo delle donne

Beatrice Sciarrillo, 7 giugno 2023

NN Editore ha creato una serie che si chiama “Le fuggitive”. Sono, per ora, quattro testi di scrittrici che senza pudore né reticenza parlano di amore, di intimità violate, di soprusi ma anche di rabbia e ribellione ai canoni femminili tradizionali

Di Beatrice Sciarrillo

Nomen nescio – letteralmente «non conosco il nome» – in latino era usata per indicare la non totale identificazione di una persona o talvolta di un oggetto da parte di chi scrive, o una qualche altra volontà di anonimato. Fino al 1975, nelle carte d’identità, se il padre era ignoto, veniva appunto riportata l’abbreviazione N.N., ovvero “figlio di padre ignoto”, “orfano di padre”, due lettere usate anche offensivamente verso la madre e figlie e figli.
È questo il nome che si diede, nel 2015, una nuova casa editrice milanese, la NN editore, nata dall’idea di Eugenia Dubini con l’ausilio di Alberto Ibba, Gaia Mazzolini e Edoardo Caizzi. L’editor è Serena Daniele e il team, ricco e giovane, è formato da Giulia Tettamanti, Marianna Gennari, Serena Cabibbo, Luca Pantarotto, Francesca Rodella, Simona Livraghi.
Fin dal suo nome, dunque, la casa editrice esprime il suo obiettivo: esplorare il tema della ricerca d’identità nel mondo contemporaneo, dando voce a giovani scrittori e scrittrici esordienti, ma anche ospitando in Italia, “autori e autrici rimasti inspiegabilmente orfani di editore”, come lo scrittore statunitense – diventato poi celeberrimo – Kent Haruf.
NN editore, infatti, sbarca ufficialmente in libreria, il 19 marzo del 2015, con due titoli americani: Benedizione di Kent Haruf (traduzione di Fabio Cremonesi) e Sembrava una felicità di Jenny Offill (traduzione di Francesca Novajra).
La peculiarità della casa editrice consiste nel non inserire i libri pubblicati in “collane” ma all’interno di “serie” o “stagioni”. Si passa, dunque, da categorie, in qualche modo, rigide e sterili, a gruppi di famiglie di libri legate da un tema specifico relativo alla ricerca interiore e, ogni volta, vergine, fresco e pienamente contemporaneo. Se la società cambia, di conseguenza anche i libri, che sono espressione di quella società, conosceranno una trasformazione, di forme e di contenuti.

Oggi su Letterate Magazine, parliamo della “stagione le Fuggitive”, creata nel 2021 da NNeditore e inaugurata con Atti di sottomissione di Megan Nolan (traduzione di Tiziana Lo Porto).
Il termine “fuggitiva” deriva dal latino fugitivus (da fugĕre “fuggire”) e, anticamente, il lemma veniva utilizzato per indicare i soldati, i prigionieri o gli schiavi che erano fuggiti, da un luogo di combattimento o di carcerazione. Nella nostra società, in un contesto che si considera libero e emancipato, ma che non garantisce tuttora a tutti i cittadini e le cittadine indipendenza e autodeterminazione, il ruolo delle fuggitive appartiene alle donne. Donne che sentono l’urgenza di scappare dalle condizioni di vita dentro cui gli altri – il mondo, la società, la famiglia – vorrebbero bloccarle e cristallizzarle. Donne che fuggono dagli antichi canoni femminili e partono senza una meta precisa, se non quella della libertà e della rifondazione della propria esistenza.
Il primo libro della stagione, Atti di sottomissione di Megan Nolan (2021), ha come protagonista una giovane dublinese che, entrata nel vortice risucchiante di una relazione di amore/antiamore, comincia a vivere in funzione del desiderio dell’uomo che crede, o che si illude, di amare. Attraverso un monologo schietto e senza pudore, l’autrice racconta in parte la propria storia fino al raggiungimento della libertà di vivere la propria vita cercando di essere il più possibile sé stessa, il più possibile distante dall’immagine che gli uomini proiettano sul suo corpo.
Nel 2022, esce Il corpo ricorda di Lacy M. Johnson (traduzione di Isabella Zani), un memoir scritto dall’autrice statunitense con un’autenticità a tratti insostenibile, ma che, nella sua crudezza, ci rammenta come il compito di chi scrive non è necessariamente quello di rasserenare chi legge o dare risposte sull’esistenza, ma aprire nuovi interrogativi, allargare le ferite e poi, con le parole, cercare di ricucirle.
Nel 2023 è stato pubblicato il primo romanzo italiano de “le Fuggitive”: Ragazze perbene, di Olga Campofreda, ricercatrice a Londra in Italian studies, autrice di podcast e insegnante di scherma. La protagonista del romanzo di Campofreda, Clara, si trasferisce dopo il liceo dalla sua città natale – Caserta – nella grande metropoli londinese, dove sperimenta una realtà di vita del tutto nuova rispetto a quella del suo paese di origine. Torna però nella sua città in occasione del matrimonio della cugina Rossella, che incarna l’idea di una femminilità fatta di sacrifici e privazioni. Campofreda s’immerge nella vita passata e presente delle cosiddette “ragazze perbene”, rivelando come esse nascondano sotto il velo dell’ubbidienza, aspirazioni ben diverse da quelle che sono state proiettate su di loro dalla famiglia. A partire dalla regina di tutte le ragazze per bene: la Britney Spears di Baby one more time.
Ultimo libro della serie è Strega, l’esordio narrativo della scrittrice svedese Johanne Lykke Holm (tradizione di Andrea Stringhetti) – candidato al Premio Strega europeo 2023. La storia raccontata da Holm è “un’inquietante allegoria della cultura patriarcale”. Una storia intrisa di violenza, di sangue, di corpi che toccano e che sono toccati, di dita che premono sulle fronti e di tantissimi odori e sospiri. È la storia di una donna costretta a una duplice fuga e in continua ricerca di un luogo dove rivendicare la libertà e proprietà del proprio corpo.
Contraddistinti da una splendida e sfolgorante copertina di colore rosa flash, i quattro libri de “le Fuggitive” sono un inno alle donne che in qualsiasi epoca storica mettono in discussione le dinamiche uomo-donna e riscrivono la storia del desiderio femminile e quindi del corpo, una storia per troppi anni raccontata quasi esclusivamente dall’uomo-scrittore.

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Beatrice Sciarrillo

Beatrice Sciarrillo è nata a Torino nel 1998. Ha studiato Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Torino e ha frequentato corsi di Giornalismo Culturale e il corso di editoria della Giulio Perrone editore. Attualmente vive a Roma dove frequenta il Master di scrittura creativa dell'Accademia Molly Bloom. La sua scrittura si nutre della lettura di romanzi di Moravia, Ginzburg, Ernaux, Nothomb ed Elena Ferrante.

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