La scrittura delle donne

Loredana Magazzeni, 16 luglio 2019

Quattro giorni a Duino, docenti e discenti insieme: una nuova riflessione sul passaggi, sconfinamenti e confini, canone letterario e strumenti didattici per far conoscere le scrittrici con prof provenienti da tutta Italia. La sfida della presenza e la cittadinanza attiva in un corso di formazione a Duino, organizzato dalla Sil e riconosciuto dal Miur
Loredana Magazzeni


Dal 4 al 7 luglio 2019 a Trieste la Società Italiana delle Letterate ha organizzato il Corso residenziale di aggiornamento e formazione per docenti di primo e secondo grado “Raccontare luoghi e memorie. Sconfinamenti, passaggi, soglie, confini nella scrittura delle donne”, in collaborazione con il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico ONLUS e il Liceo Classico Dante Alighieri di Trieste. Ideato due anni fa da Gabriella Musetti ed altre docenti, come progetto che metteva in relazione, attorno alle grandi questioni dei saperi di genere e della scrittura delle donne, scuole di tre diverse regioni (Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna) il corso è partito quest’anno, riconosciuto dal MIUR, promosso dall’assessorato Pari Opportunità del Comune di Trieste, presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le Pari Opportunità e facente parte di un più grande Progetto intitolato: L.E.I. Legalità Eguaglianza Identità.

La gratuità e lo stare in presenza hanno contraddistinto queste dense e festose giornate, in cui docenti e formatrici, scrittrici e studiose hanno condiviso sì un fitto calendario di ore di lezione, ma soprattutto un fervido ed emozionante backstage fatto di scoperta e condivisione di momenti e spazi (gli edifici residenziali e le stanze degli studenti del Collegio del Mondo Unito), di passeggiate e tuffi di mare, di immersione nei colori e nelle atmosfere aventi per sfondo integratore il golfo di Trieste, il sentiero Rilke, il castello dei principi Turm und Taxis.

In questo contesto di vacanza-studio, quasi tornate studentesse, le docenti hanno affrontato i tanti temi proposti dal programma, dallo “Sviluppare la conoscenza del lavoro letterario di scrittrici non presenti nei programmi scolastici” ai “modelli, gli esempi da studiare nei diversi campi disciplinari e soprattutto in Letteratura”, al “formare le nuove generazioni di docenti che spesso sono completamente digiuni/e sulla produzione del pensiero e delle scritture delle donne” al come creare nuovi piccoli lettori e lettrici più consapevoli e critici in infanzia e adolescenza.

Ad accompagnarle in questo percorso, madrine d’eccezione come Anna Maria Crispino (direttora di Leggendaria e di varie collane dell’editore Iacobelli, nonché curatrice del libro Oltrecanone. Generi, genealogie, tradizioni) e Maria Serena Sapegno (docente di Letteratura italiana e Studi delle donne e di genere all’Università Sapienza di Roma. Tra le sue ultime pubblicazioni La differenza insegna. La didattica delle discipline in una prospettiva di genere e Figlie del padre. Da Antigone a Virginia Woolf: la passione delle origini), che hanno affrontato il tema del canone letterario e dei possibili sconfinamenti. Dopo di loro Giulia Zanfabro (Università di Trieste) ha parlato dei libri per giovani lettori e lettrici, Sanja Roic (Università di Zagabria) e Rachele Muzio (Webmistress) sono partite da esempi di scrittrici di saggi, fumetti e graphic novel (Roic ha parlato della saggista croata Dubravka Ugrešić, Muzio di diverse fumettiste fra le quali la statunitense Leela Corman di origine ebraica) e dalle rappresentazioni letterarie per spiegare il percorso di chi agisce un attraversamento dei confini regionali, nazionali, linguistici, religiosi, culturali utilizzando nuovi strumenti e nuove pratiche come i social network e i fumetti (Muzio).

La letteratura aiuta a vivere è stato il tema della seconda giornata, in cui Adriana Chemello (docente all’Università di Padova) ha tessuto l’”elogio dell’insegnante”, la cui funzione è irriducibile nella pratica educativa perché l’insegnante deve animare il desiderio di sapere e la passione per lo studio aprendo nuovi mondi nella mente di allieve e allievi. Chemello si è inoltre soffermata su come “la letteratura aiuta a vivere”, proponendo alcune letture esemplificative, dal Diario di Anne Frank a Se questo è un uomo di Primo Levi, alla Trilogia di Giacoma Limentani.
Silvia Neonato (giornalista, direttrice del Letterate Magazine della Sil) ha poi tracciato una biblioteca possibile di libri “che salvano la vita”, offrendo la possibilità di ribellarsi e resistere (da Jo di Piccole donne alla Jeanette di Non ci sono solo le arance di Jeanette Winterson a Mary Shelley) e impiantando il suo intervento sull’importanza del triangolo inedito scrittrice-personaggia-lettrice, mentre Helen Brunner (scrittrice e psicoterapeuta) ha ragionato sugli studi che vedono il nesso creatività-salute e benessere.

La letteratura internazionale e i migranti è stato il tema della relazione di Daniela Finocchi ideatrice del Concorso Letterario Lingua Madre, che offre a donne straniere un primo luogo di accoglienza di storie e di parole. Luisa Ricaldone (Università di Torino e presidente SIL) ha esplorato la migrazione italiana verso l’America e l’Argentina, analizzando due romanzi: Vivere altrove di Marisa Fenoglio e Migrante per sempre di Chiara Ingrao.

Della formazione delle lettrici e dei lettori hanno parlato ancora Adriana Chemello e Rossana Melis. Chemello, partendo da alcuni suggerimenti di lettura di Virgina Woolf, ha proposto un’analisi esemplificativa del romanzo di Maria Rosa Cutrufelli, Il giudice delle donne, che affronta un capitolo interessante ma misconosciuto della storia delle donne di primo Novecento. Rossana Melis (studiosa ed esperta di letteratura dell’Ottocento) ha analizzato la figura di Paola Drigo e del suo romanzo Maria Zef. Sergia Adamo (Università di Trieste) ha mostrato come affrontare in chiave comparatista e di genere autori e opere presenti nel canone, come Boccaccio o Shakespeare.

Di poesia delle donne nella contemporaneità hanno discusso Gabriella Musetti (Direttrice Vita Activa Editoria) e Loredana Magazzeni (insegnante, autrice di questo articolo e componente dell’attuale direttivo SIL) ha presentato l’esperienza poetica e teatrale della Compagnia delle Poete, fondata da Mia Lecomte, composta da una ventina di autrici italofone.

Infine, a Trieste, tutte abbiamo partecipato alla presentazione del romanzo di Maria Attanasio La ragazza di Marsiglia (Palermo, Sellerio, 2018) e di quello di Laila Wadia Algoritmi indiani (Trieste, Vita Activa, 2017)
Scrive Luisa Lapis, docente di Diritto in un Istituto superiore: “Penso che il dialogo sui saperi sia diventato fondamentale per noi docenti tra noi e con gli studenti e per loro tra loro, a scuola come nell’università. Il racconto, il senso della memoria e il rapporto diacronico e sincronico degli approcci penso debba essere oggetto di dibattitto tra noi, tra noi e loro e tra loro. Per me con particolare attenzione al paradigma dello sviluppo sostenibile e alle questioni di genere, che sono riferimenti di competenze trasversali di cittadinanza globale”. Una bella sfida, che questo corso ha raccolto, con entusiasmo e partecipazione.

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Loredana Magazzeni

Loredana Magazzeni vive a Bologna e si occupa di poesia e di critica letteraria militante. Ha co-curato varie antologie di poesia, fra cui Cuore di preda. Poesie contro la violenza sulle donne (CFR, 2012), Fil Rouge. Antologia di poesie sulle mestruazioni (CFR, 2016), Corporea. Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le Voci della Luna Poesia, 2009), La tesa fune rossa dell’amore. Madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (La Vita Felice, 2015) e, appena uscita Matrilineare. Madri e figlie nella poesia italiana contemporanea, Milano, La Vita Felice, 2018. È da vent’anni nel Gruppo ‘98 Poesia e nella redazione della rivista Le Voci della Luna. Fa parte del Collettivo di traduzione WiT, Women in Translation, con cui ha curato l'antologia Audre Lorde. D'amore e di lotta. Poesie scelte, Firenze, Le Lettere, 2018.

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