La coppia, la costruzione più debole del mondo

di Laura Marzi, 16 dicembre 2016

Ester Viola, autrice del romanzo L’amore è eterno finché non risponde, edito quest’anno da Einaudi, ha vinto il concorso promosso da Il Corriere della Sera “Scrivere l’istante”, al quale ha partecipato con altre cinque giovani scrittrici di talento.

Che cosa ha condotto le lettrici e i lettori dell’inserto “La Lettura” del Corriere a preferire questo romanzo, votandolo online?

Il testo di Ester Viola, nata nella provincia di Sondrio nel 1978, racconta le vicende amorose di una giovane avvocata divorzista di stanza a Napoli. In primo luogo, è interessante notare l’ambientazione partenopea che testimonia del fascino che la città ha avuto sulla scrittrice, che è di origini lombarde  is è laureata in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli. La città trova sempre uno spazio, nella storia, tra indicazioni di strade, descrizione dei palazzi, pioggia torrenziale, il caldo afoso che la tormenta nel mese di luglio. La protagonista narratrice vi si aggira, percorrendo per lo più sempre lo stesso itinerario, da casa, all’ufficio, al tribunale, ma ogni tragitto in taxi le offre l’occasione di descriverci l’atmosfera napoletana, in cui Ester si muove trafelata.

A generarle angoscia, ça va sans dire, sono le relazioni eterosessuali che la protagonista intesse o prova a stringere con uomini suoi coetanei, inesorabilmente deludenti. Fino a qui, niente di nuovo. A rendere il romanzo particolarmente interessante, invece, è la capacità dell’autrice di descrivere il ruolo dominante dei social network nella sua vita amorosa di ultratrentenne.

Il romanzo è infatti, anche ad una prima rapida scorsa, tempestato di riquadri che riportano diversi tipi di chat: quelle con l’amica del cuore, inarrestabile architetta, il cui cinismo si rivela sempre la risposta più adeguata nelle intemperie amorose di Ester, anche se non la salverà quando a fare da bersaglio delle beffe della vita sarà lei. Ci sono anche le chat con l’ex fidanzato, protagonista della prima metà del romanzo, soprattutto per il dolore sordo che ha provocato nella narratrice quando l’ha scaricata.

Le prime pagine, in particolare, raccontano proprio dei messaggi che Dario le invia, inducendola a credere che ci siano ancora speranze per la loro storia, che, come da manuale, si vanificheranno non appena lui troverà un’altra. Anche in questo frangente, Viola racconta, con la sincerità che costituisce una delle note migliori del testo, l’ossessione messa in atto quando cerchiamo su Facebook la faccia della rivale che ha preso il nostro posto, le ore spese a scorrere le foto che ha postato sul suo profilo, trovandola irresistibile.

Meno realistico è forse il distacco di cui è poi capace quando il nuovo uomo di cui si è invaghita la invita ad una cena a tre, con la sua fidanzata storica: la protagonista mostra a questo punto un sangue freddo che le precarie dell’amore, reduci da una separazione dolorosa, non potrebbero permettersi.

Ma forse è questo l’altro aspetto interessante del romanzo: Viola racconta con realismo la profondità delle sue sofferenze amorose, eppure esse non riescono mai a prendere il sopravvento, a rubare la scena all’importanza che la narratrice dà al suo lavoro. I racconti delle sue delusioni si intervallano infatti con quelli che i clienti di Ester le fanno nel suo studio di avvocata divorzista. Il romanzo si basa allora su un rimando costante all’inesorabilità del fallimento della coppia “la costruzione più debole al mondo”, di cui le storie sue e dei suoi clienti sono prove inoppugnabili. Così, nella leggerezza di un romanzo d’amori, più che d’amore, troviamo due considerazioni sulla contemporaneità piuttosto amare: le donne ultratrentenni continuano ad amare follemente, fino al prossimo contratto, e provano ancora a fidanzarsi, col forte sospetto che non funzionerà: “non parlatemi mai più bene dell’amore, ma quale amore”.

Ester Viola, L’amore è eterno finché non risponde, Torino, Einaudi, pp. 219, euro 17,00

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Laura Marzi

Nel mese di Gennaio 2012 vinco una borsa di ricerca del Fondo Sociale Europeo. A novembre 2015 concludo il dottorato in Studi di Genere e Letterature Comparate, presso l’Université Paris 8 Vincennes – Saint Denis. La mia ricerca, svolta sotto la direzione delle professoresse Patricia Paperman e Nadia Setti, entrambe appartenenti al Centre d’études féminines et de genre dell’Università di Paris 8 e all’UMR LEGS, tratta della rappresentazione letteraria del lavoro e dell’etica del care. Nel corso del dottorato ho partecipato come relatrice a numerosi convegni e seminari in Europa. Ho contribuito ad organizzare una giornata di studi Care et intersectionalité all’Université Paris 8 il 7 novembre 2015. Contestualmente ho collaborato all’organizzazione del convegno internazionale della Società Italiana delle Letterate : Conflitti e Rivoluzioni, scritture della complessità tenutosi a Firenze nel mese di novembre 2015. Attualmente alcuni miei contributi sono in via di pubblicazione. Ricordo in particolare una ricerca che ho svolto con la coordinazione di Clotilde Barbarulli : La storia delle donne del Giardino dei Ciliegi dal 1988 a oggi che è in via di stampa per la casa editrice Edizioni dell’Assemblea di Firenze.

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