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Gli articoli da novembre 2016 ad oggi. Puoi leggere i precedenti dalla voce di menu Archivio

  • Quale vecchiaia?

    Da Doris Lessing a Rossana Rossanda, da Franca Valeri a Alice Munro e moltissime altre, le storie e i pensieri di autrici e personagge sugli anni che passano. La preziosa “guida” di Luisa Ricaldone in Ritratti di donne da vecchie ci conduce in pensieri e riflessioni indispensabili, leggere, acuminate

  • Cassandra della metropoli

    Nella raccolta  Andare per salti Annamaria Ferramosca scrive versi che  come una macchina fotografica immortalano attimi,  sguardo al rallentatore, immersione metropolitana, cura del dettaglio. Ciò che vedi, ciò che senti, rumori, suoni, frastuono, immagini che ti piombano addosso. Una città dove i valori non hanno più senso

     

  • Giravamo baldanzose in gruppo

    Schegge di autobiografie femministe è il sottotitolo del libro a più voci La ragazza che ero, la riconosco. Frammenti di storie degli anni Settanta a Genova di donne avventurose che hanno viaggiato dal Nicaragua all’Africa al Nepal e attraverso la sessualità e il corpo. E la relazione coi genitori, con i maschi, i figli. Con passione, paura e divertimento. E che oggi si raccontano con sincerità. Il libro verrà presentato a Genova il 14 febbraio ore 16.45 alla Biblioteca universitaria, via Balbi 40 con Oriana Cartaregia, Luca Borzani, Donatella Alfonso e Marta Baiardi, una delle autrici, che saranno tutte presenti

  • Depresse non si nasce

    Da Giuseppe Berto a Elena Ferrante sono in molti gli scrittori e le scrittrici a scrivere di depressione. I dati sono impressionanti: le donne si ammalano più del doppio degli uomini. Secondo molte psicoterapeute, la depressione femminile è la risposta a tutto quello che impedisce a una donna di godersi autonomia, potere, autostima. Ovvero alla violenza subita. Da Leggendaria n.125/2017

  • Migranti, il regime del delirio

    In un libro di grande attualità Federica Sossi compone e scompone le migliaia di immagini e parole che da anni accompagnano e commentano le tragedie della migrazione. Il testo suscita mille domande, alla ricerca di una risposta consapevole all’estendersi della frontiera della disumanizzazione

  • Abramovich, il corpo è qui

    La performance/conceptual artist più celebrata al mondo si racconta in una autobiografia tradotta in tutto il mondo. L’infanzia nella ex Jugoslavia, gli amori, il successo e gli abbandoni. E poi la ragione del suo mettere se stessa in mostra fino a offrirsi ai visitatori. Rischiando persino la propria integrità fisica

  • Ursula Le Guin, la libertà di immaginare

    All’età di 88 anni è morta la grande scrittrice statunitense di fantascienza e fantasy, autrice di capolavori come il ciclo di TerramareLa mano sinistra delle tenebre. Nel 2014, nel ricevere il National Book Award, ha detto: “Sono in arrivo tempi duri, e avremo bisogno delle voci di scrittori capaci di vedere alternative al modo in cui viviamo ora, capaci di vedere, al di là di una società stretta dalla paura e dall’ossessione tecnologica, altri modi di essere, e immaginare persino nuove basi per la speranza. Abbiamo bisogno di scrittori che si ricordino la libertà. Poeti, visionari, realisti di una realtà più grande”

  • Uno scomodo abitare

    Dicono dell’abitare, gli ultimi due libri di Elisabeth Strout, Mi chiamo Lucy Barton e Tutto è possibile. Abitare il mondo, per le donne è spostarsi. Dalla casa in cui erano relegate, da quelle famiglie di cui più che signore sono state prigioniere. E scrivere è un modo di stare nello spostamento, abitarlo, ci dice  Strout dal cuore della whitness. Una riflessione intorno al convegno della Sil dello scorso novembre. Da Leggendaria n.126/2017