POESIA

  • Parlare di poesia, a Orvieto

    Gabriella Musetti e Laura Ricci il 16 settembre si troveranno a Orvieto, in Piazza Duomo, Museo Greco, alle 17.30. Scrittrici, poete e amiche, entrambe aderenti alla Società Italiana delle Letterate, promotrici di laboratori di scrittura e di momenti culturali d’incontro, unite da interessi comuni, dall’amore per la tessitura delle relazioni e da una comune vitalità – promettono un pomeriggio di scambio e di riflessione in cui, fuori da ogni paludamento e rispecchiamento, la poesia entra nella vita e prova a individuarne la non semplice ma possibile manutenzione

  • Duino. Corpi in scena

    Il seminario Residenze Estive anche quest’anno ha messo in relazione esperienze e voci variegate e speciali. Hanno fatto da scenario le visite a villaggi del Carso, letture poetiche al Parco Basaglia di Gorizia, alla Nuova Libreria Slovena “TS360” e all’Orto Lapidario di Trieste. Il tutto coordinato e magistralmente diretto dalla nostra Gabriella Musetti

     

  • La sovrabbondanza e l’ingombro

    Una poeta, Simonetta Sambiase, con la sua raccolta L’ingombro, si è imposta all’attenzione del Premio di Poesia Renato Giorgi, edizione 2016. La ricerca di amore è di tutti e non è mai abbastanza, scrive l’autrice, che parla di neri dei parcheggi e di badanti che stanno di vedetta il giovedì, di chi impara “a mangiare il maiale, la zucca e la coda”, di famiglie che vengono “una da Sokolo e una da Zocca”, come una volta venivano a nuovayorke. L’ingombro è la nostra vita, ma anche la nostra speranza, in un domani migliore

  • Ti chiamo mamma come bere un bicchier d’acqua

    Con Madre d’inverno  Vivian Lamarque ha vinto il Premio Bagutta 2017.  Una scelta anomala, per un premio letterario molto prestigioso, di solito dedicato alla prosa. Una smentita agli allarmi sulla poesia.  Un premio a un’opera che dice delle piccole incongruenze della vita e affonda nel dolore e nella perdita. La perdita della madre, che non è chi l’ha partorita, ma chi l’ha messa al mondo davvero, scegliendola per la vita

     

  • Tremare di troppa vita, le parole di Antonia Pozzi

    Un toccante monologo di 137 pagine, scritto da Gaia De Pascale, dà voce alla poeta morta suicida nel 1938. In quella zona tra la vita e la morte, dal letto del policlinico di Milano, dove era stata portata dopo essere stata trovata distesa nel prato davanti all’Abbazia di Chiaravalle, dopo avere ingerito barbiturici. Viaggi, amori, studi, passioni come la montagna, la fotografia, e l’antifascismo