L’avvocata di ferro

Rachele Muzio, 22 febbraio 2019

Perdite, passioni e vittorie di Jayla, una donna forte che deve in realtà ancora trovare se stessa. L’esordio letterario di Angela Bianchi si muove tra il romanzo di formazione e la letteratura popolare di genere, fornendoci un quadro di ciò che tante ragazze di oggi sperano.

Rachele Muzio

Scelgo me è un romanzo d’amore ambientato a Boston fra studi di avvocati rampanti, aziende ipertecnologiche che si contendono clienti e centri fitness rinomati nel mondo.  Come ogni romanzo d’amore è (anche) un percorso di formazione e di apprendistato al saper amare. Angela Bianchi, pagina dopo pagina, descrive come nei rapporti – amicali, famigliari e di coppia –  manchi in realtà qualcosa: l’accoglienza dell’altra e dell’altro per quello che è, il sostegno ai desideri propri e del/della partner, la fiducia nelle sue potenzialità, il senso di libertà da giudizi e pregiudizi, le attenzioni che spesso scavalcano il rispetto degli spazi e dei tempi. Un percorso – a volte doloroso, a volte punteggiato di ironia – che porterà la protagonista alla consapevolezza di sé.

La storia si sviluppa intorno a J.R. McCoy – il miglior avvocato di Boston – che è una giovane e bellissima donna, seducente ma mai seduttiva, ex campionessa mondiale di Muay Thai, definita squalo dai colleghi per via della sua freddezza e del fatto che nel lavoro come sul ring sia invincibile. In realtà leggendo si scopre che Jayla è una donna fragile, insicura, il cui corpo statuario è specchio del suo vissuto: molte le fratture riportate nei combattimenti, la pelle ricoperta di tatuaggi che raccontano storie, un aborto voluto dall’ex fidanzato ma non desiderato da lei con delle complicazioni che la portano a non poter più essere madre e sentirsi “rotta”.

La sua vita è disciplina del corpo e dei sentimenti come le ha insegnato il padre, un insegnamento che il fratello continua (amorevolmente) a imporle. L’ex fidanzato, amico d’infanzia e suo grande amore morto a un passo dal matrimonio, il padre, il fratello, il nuovo compagno, i due anziani soci dello studio legale. In tutto il romanzo Jayla è una donna agita dagli uomini che apparentemente la amano, come i famigliari, la stimano, come i soci e i colleghi, la desiderano, come il compagno, ma in realtà tutti esercitano un sottile controllo sulla sua vita, le sue abitudini, le sue passioni.

Christopher Byron – nomen omen fra il Cristo redentore e il poeta romantico per eccellenza – è un affascinante nerd che è stato hacker e che ha preso in mano l’azienda di tecnologia e informatica di famiglia, fra le più potenti degli USA, dopo la morte dei genitori. Incontra J.R. McCoy, convinto che il celebre avvocato non potesse che essere un uomo: Jayla, combattendo una sfida molto più che simbolica, farà ottenere a Christopher la quota di una società agognata. Fra i due nasce presto la passione: lei è una macchina programmata (dal padre) per combattere e vincere ma ancorata alla perdita dell’ex fidanzato, lui un hacker che non si è mai innamorato prima e che la percepisce come un ‘’bellissimo rebus da decriptare’’. Nonostante gli sforzi di entrambi per costruire una relazione che abbia un futuro e il fatto che le loro vite si intersecano in trame sempre più fitte, ci si chiede fino alla fine se il loro rapporto saprà fare il passo successivo dall’innamoramento all’amore.

Jordan McCoy è la terza voce narrante del romanzo, il gemello di Jayla. Anche loro vivono insieme ma in una relazione quasi incestuosa tanto che lei assume spesso il ruolo fittizio della fidanzata iraconda quando Jordan vuole liberarsi da una donna con la quale ha passato la notte. Convivono nell’appartamento che i genitori hanno costruito per loro, si allenano insieme in estenuanti combattimenti corpo a corpo, condividono colazioni, nomignoli affettuosi, corse nel parco, messaggini e coccole sul divano con film scelto insieme. Quella di Jayla col fratello Jordan è l’unica relazione profonda di tutto il romanzo – i genitori rimangono di fatto figure sullo sfondo – ma manca anche qui la fiducia. Jordan infatti non solo non osa confessare il proprio rapporto con Alexis, loro amica fin dall’infanzia e forse il personaggio più maturo del romanzo, ma d’accordo con la famiglia che vuole tenerle nascosta una verità dolorosa, fingerà con Jayla di volere per sé tutto il Centro fitness accusandola con rabbia (quanto recitata e quanto reale?) di aver fatto girare tutte le loro vite intorno a lei.

Un’accusa forte dall’unica persona da cui si sente amata che le farà però aprire gli occhi su come la vedono gli altri, sulla corazza che ha indossato dopo i due terribili lutti subiti ma soprattutto su chi è davvero e su quello che vuole. Imparerà a (saper) ripartire da sé e non essere più figlia, sorella, avvocata ma solo Jayla che realizza il desiderio più grande della sua vita facendo così pace con il passato e sciogliendo il nodo della sua felicità e della sua crescita.

Angela Bianchi, Scelgo me, Armando Curcio Editore, Roma, 2018

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Tessitrice di parole con il pallino di farne una professione fin dai tempi delle elementari. Lavora come webmistress su progetti online legati principalmente alle donne, all’editoria e alla formazione imbastendo pixel su pixel di contenuti. Ha scritto per riviste come Leggendaria e DWF – della cui redazione ha fatto parte – e vorrebbe trovare il tempo per occuparsi di nuovo del suo blog Webpersignore finalista nel 2012 del premio DonnaèWeb. Dal 2009 è socia della SIL – per la quale è stata quasi sempre anche webmistress - e ha fatto parte del direttivo presieduto da Bia Sarasini. Nel 2012 ha dato vita, con altre belle teste, a Cowinning – laboratorio di cultura digitale. Attualmente si occupa principalmente di comunicazione per la Walden Technology ed è il cuore online di iacobellieditore.

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