Siamo tutte ragazze madri

Loredana Magazzeni, 2 ottobre 2018

Questo il titolo del nuovo romanzo di Saveria Chemotti a significare le contraddizioni tra scelta e destino che non risparmiano neppure Rosa, la sedicenne protagonista che rimane incinta. Solo la nonna la aiuterà perché è in questa genealogia femminile la nostra salvezza.

Terzo di una trilogia iniziata da Saveria Chemotti con La passione di una figlia ingrata (2015), finalista al Premio Comisso, “storia di una relazione viscerale, ardente, estenuante” con la madre, (come spiega L’Iguana, la casa editrice femminista che ha pubblicato tutti e tre i romanzi), proseguita con Ti ho cercata in ogni stanza (2016), storia di una relazione fra donne e di una educazione al diventare donna, Siamo tutte ragazze madri riprende ora e porta all’indagine del lettore la pervasiva “mistica della femminilità” che ha piegato e modellato ruoli e destini femminili nella società italiana nel secolo scorso.

Riprendendo quella che appare una “ricerca del tempo perduto” dentro le stanze della memoria, il metodo narrativo di Saveria Chemotti contiene una chiave interpretativa dichiaratamente femminista, che si rifà alla woolfiana “stanza tutta per sé”, in cui le protagoniste elaborano un progetto di vita fatalmente interrotto da un evento o da un incontro apportatore di sofferenza e difficoltà, finché a pareggiare i conti e a indicare una strada di salvezza non appare la figura e l’esperienza di un’altra donna (madre, nonna, amica).

Tale è il racconto, in Siamo tutte ragazze madri, della vita di Rosa, protagonista di sedici anni, che nel bel mezzo di una quotidianità da adolescente (con grande realismo viene descritto l’ambiente rurale e cattolico che accompagna la sua vita, così come la sua routine di studentessa e giovane donna) si ritrova ad aspettare un bambino non atteso e, ostacolata nel suo desiderio di abortire per riprendere in mano il proprio destino, incontra alla fine una nonna, Ida, mai conosciuta prima, che l’accompagnerà nel suo nuovo ingresso nella vita adulta, dandole forza e autorevolezza.

Il tratto comune alla narrativa di Chemotti è dunque quello di un’educazione sentimentale femminile, in cui  è forte il tema della centralità delle relazioni fra donne, sia in verticale (nel rapporto madre/figlia/nonna), sia in orizzontale (fra compagne di scuola, amiche, colleghe).

In primo piano c’è anche la contraddittorietà fra l’espressione libera di una sessualità desiderata e la realizzazione di una maternità spesso di destino e non frutto di una scelta consapevole, che per le protagoniste dei romanzi risulta condizione esistenziale controversa e non pacificata, a metà tra autoconsapevolezza, rifiuto dei modelli di genere ben consolidati dalla società e oppressione sociale.

La maternità diventa, allora, scommessa per la realizzazione di sé attraverso la lotta e la rivendicazione dei propri diritti, ma anche attraverso una maturazione intima e personale. La scrittura narrativa scorre con scioltezza nelle 168 brevi pagine del romanzo, trascinando il lettore/la lettrice con un ritmo incalzante a disegnare figure e destini di donne diversi e speculari allo stesso tempo.

Ogni breve capitolo prende lo spunto dalla citazione di autrici come Luce Irigaray, Emily Dickinson, Virginia Woolf, Anaïs Nin, e poete come Amelia Rosselli, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Chandra Livia Candiani, Adrienne Rich, Sujata Bhatt, a ribadire il senso di comunità che le stanze delle donne di Saveria trasmettono, stanze che ancora oggi contengono spesso segreti dolorosi, ma anche pratiche di vita e un doloroso orgoglio esistenziale, in un viaggio che spesso non riusciamo a compiere da sole, e che è meglio attraversare in buona compagnia, conoscendo sempre più a fondo i propri obiettivi e le proprie rotte.

(Saveria Chemotti, Siamo tutte ragazze madri, L’Iguana Editrice, pp. 172, euro 15,00)

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Loredana Magazzeni

Loredana Magazzeni (Pescara, 1957) vive a Bologna dove insegna e si occupa di poesia e traduzione. Al centro della sua poetica c'è il rapporto con l'esperienza del femminile e del corpo. Ha pubblicato le raccolte La miracolosa ferita, 2001, Canto alle madri e altri canti, 2005, Fragilità del bene, 2011, Volevo essere Jeanne Hébuterne, 2012. Ha curato, assieme ad Andrea Sirotti, l’antologia Gatti come angeli. L’eros nella poesia femminile di lingua inglese (Medusa, 2006), la raccolta di poesie di Sally Read Punto di rottura (La Vita Felice, 2013), con Fiorenza Mormile, Brenda Poster e Anna Maria Robustelli Corporea. Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le Voci della Luna Poesia, 2009). Per CFR edizioni (Sondrio) ha pubblicato nel 2012 il saggio Dentro la scrittura, interviste a dieci poetesse italiane e l’antologia Cuore di preda, poesie contro la violenza alle donne. Fa parte del Gruppo ’98 Poesia, collabora con la Libreria delle Donne di Bologna e con altre associazioni. Attualmente è dottoranda in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Bologna.

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