Un’artista pungente

Anna Zani, 19 luglio 2018

Le scommesse sono aperte, recentemente pubblicato da Edizioni WunderKammer, è un piccolo gioiello di amorevole fedeltà tipografica all’edizione francese originale del 1934, e un tassello prezioso per ricomporre l’immagine di Claude Cahun.

Artista eccentrica, poliedrica, dai molteplici talenti, vissuta tra la Francia e l’isola di Jersey nella prima metà del ‘900, Claude Cahun è rimasta dimenticata per decenni, forse perché donna e lesbica, o forse perché – anche per questi due motivi, oltre a quello principale della sua attiva propaganda antinazista  –  durante l’invasione tedesca a Jersey molte sue opere sono andate perdute (rimane da scoprire se distrutte o trafugate dagli ufficiali del Reich).

Rimangono tuttavia alcune centinaia di fotografie, e gli scritti pubblicati in Francia mentre era in vita.

La  fama, dopo la riscoperta del suo lavoro negli anni Novanta, è legata principalmente ai  ritratti e autoritratti fotografici, e ai collages, tutte opere realizzate con l’attivo apporto (ancora poco valorizzato dalla critica) dell’artista e compagna di vita Suzanne Malherbe/Marcel Moore.

Artista instancabile, in perenne trasformazione per arrivare a una definizione della propria soggettività artistica ed esistenziale, Cahun ha da subito affiancato alla produzione fotografica la scrittura, esplorando diversi generi, dai racconti ai saggi, e inventandone di nuovi, come accade nel suo capolavoro Aveux non avenus, che accanto alla parte illustrata, costituita da 10 splendidi collages, presenta una narrazione autobiografica che assembla memorie, narrazione, flusso di coscienza ed altro.

Il talento, l’impegno politico, l’incessante messa in discussione dei discorsi sull’identità sessuale attraverso una costruzione di sé che parte dalla vita per incarnarsi nell’arte, fanno di Claude Cahun un’artista di primo piano del Novecento, da conoscere e riscoprire per la deflagrante forza di un’esperienza che propone, oggi, una risposta concreta all’interrogativo sulla funzione dell’intellettuale rispetto al vivere sociale.

Claude Cahun, nata Lucy Renée Mathilde Schwob, cresciuta in una famiglia di intellettuali, da cui cerca di affrancarsi attraverso metamorfosi continue nel nome e nell’aspetto, viene spesso ascritta al movimento surrealista, ma come ogni artista totale – e intendo quando la vita diventa estensione dell’arte e l’arte espressione della vita  –  ogni etichetta le va stretta. Il testo, tradotto e pubblicato per la prima volta ora fuori dalla Francia, è un breve ma denso pamphlet sul rapporto tra poesia e impegno politico e, alla fine, tra poesia e vita. Si inserisce con arguzia nella querelle che, negli anni Trenta, animò il mondo surrealista in modo così acceso, da condurre a spaccature e prese di posizione molto nette tra, per semplificare, trotzkisti e stalinisti.

Dove si situa Cahun in questa disputa? Osserviamo la veste grafica del libro: in copertina è riprodotta un’affermazione di André Breton, mente suprema del movimento, e capofila della fazione trotzkista mentre, in quarta di copertina, una di Louis Aragon, stalinista, che si staccherà definitivamente dal Surrealismo per diventare sommo esponente del Realismo socialista.

Il pensiero di Cahun sta fisicamente al centro, tra le due copertine, ma non in posizione di equidistanza, bensì in un ironico e pungente distacco da entrambi. La scommessa, a cui allude il titolo, è quanto possa la poesia cambiare il mondo, quanto possa essere rivoluzionaria, e se questa sia solo una delle possibilità, o non addirittura il suo scopo principale.

Quale sia la risposta di Cahun, e se la scommessa sia vinta, lo lascio scoprire a chi leggerà il libro, ma un indizio è l’affermazione a pagina 18: “Le poesie non si possono definire né rivoluzionarie né in altro modo, poiché all’interno, nel luogo più profondo e segreto di esse, rappresentano gli uomini, i poeti che le hanno create.”

Non posso che essere grata a WunderKammer per il progetto di pubblicare tutte le opere di Claude Cahun. Questo è il primo volume, a cui farà seguito il citato Aveux non avenus.

Claude Cahun, Le scommesse sono aperte, Edizioni Wunderkammer 2018

Prefazione di Silvia Mazzucchelli, traduzione di Marcello Giulini e Marco Dell’Omodarme
Tiratura in edizione limitata di 500 copie numerate e stampate su carta Woodstock Fedrigoni
2018 | Brossura in 8° | pagine 48
Disponibile anche l’edizione digitale

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Anna Zani

Anna Zani (Bologna, 1965) Lavoro come bibliotecaria all’Università di Bologna, seguendo il settore delle acquisizioni e l’organizzazione di mostre bibliografiche. Nel corso degli anni ho presentato o collaborato alla realizzazione di eventi letterari a soggetto femminile (Adrienne Rich, Alda Merini, Audre Lorde, Tove Jansson…), attività che ancora pratico. Faccio parte del gruppo WiT (Women in Translation), collettivo sperimentale di traduzione poetica, con cui abbiamo pubblicato un’antologia delle poesie di Audre Lorde (D’amore e di lotta. Poesie scelte, Le Lettere, 2018).

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