Due amiche e la linea d’ombra

Bia Sarasini, 28 dicembre 201

Ci sono storie che entrano nella tua vita senza chiedere il permesso, e che proprio per questo minacciano di sopraffarti. O almeno ti sembra. E anche se stanno lì, in attesa di essere venire alla luce, non trovi le parole per dirle. È quanto è avvenuto a Loredana Lipperini, con l’amica incontrata a quell’età che non solo per i maschi è segnata da una linea d’ombra. Nel caso di Graziella De Palo, così si chiamava l’amica, l’ombra va oltre il passaggio dell’adolescenza, entra nella vita, anzi nel mistero. Lipperini lo racconta nel suo romanzo L’arrivo di Saturno. E per farlo, per venirne a capo senza affondarvi dentro, costruisce un testo complesso e stratificato, un insieme di storie intessute da un dubbio angoscioso. Cosa è vero? Cosa è falso?

Eppure è anche una storia semplice. Che si può raccontare così: al centro due amiche, unite da un legame forte, totale, come avviene solo nell’adolescenza. Due amiche che, come era possibile negli anni Settanta, a poco più di vent’anni bruciano rapidamente le tappe della politica e del lavoro. Due ragazze che bruciano, nella competizione forse da sempre latente che l’ingresso nel grande mondo fa esplodere, la loro amicizia. Per sempre? “A volte le amicizie durano una vita intera. Dipende. Avrebbero detto il pozzo o i tarocchi o il corvo, da quanto è lunga una delle vite in questione” scrive Loredana. Il punto è che nel settembre 1980 Graziella De Palo è scomparsa a 24 anni, in Libano, insieme al collega Italo Toni, con cui era partita dopo vari articoli pubblicati sul quotidiano Paese Sera dedicati al traffico internazionale d’armi. Da allora di loro non ci sono più tracce. Avevano lavorato insieme nell’agenzia stampa dei radicali come volontarie Graziella e Dora, questo è il nome dell’alter-ego di Lipperini nel romanzo. Il fatto che Dora fosse stata la prescelta, in un mondo in cui avevano mosso i primi passi insieme, aveva rotto l’amicizia.

Oppure no. Con le stesse ragioni potrei raccontare che al centro del romanzo c’è la finzione, quella parte nascosta di ciascuno che sempre inventa e recita, e forse non è mai vera, come teme fortemente Dora. Oppure il centro è il mondo magico. Quello dei Monti sibillini, la incantate Marche di confine che sono uno degli scenari della storia, come lo erano del libro precedente di Lipperini Questo trenino a molla che si chiama cuore. Quello delle coincidenze, delle vibrazioni che risuonano e mettono in allarme. Quello in cui ha un senso l’ingresso di Saturno nel segno dello Scorpione.

Ecco, Saturno. Anche chi odia gli oroscopi ne conosce la simbologia. Duro, profondo, severo, Saturno elimina false idee e false speranze. Per questo, perché inclina alla verità dell’esperienza reale, Saturno è il simbolo della malinconia. E chi ha costruito tutta la vita sui falsi? Come Han Meegerem, il più famoso falsario della storia e di Vermeer in particolare, il pittore da cui parte per Loredana la vibrazione che la spinge a tessere i molteplici fili di questa storia. Delle due amiche, se una aveva scelto il giornalismo, l’inchiesta, insomma la ricerca della verità, l’altra, dopo il passaggio per l’agenzia radicale, aveva scelto l’arte, la letteratura, il racconto. Ovvero la finzione? Dove si raccontano storie mai avvenute, dove pittori falliti possono dipingere quadri mai dipinti e firmarli con il nome di un altro come se fossero veri. E di fatto lo sono. Questo è il miracolo della creazione artistica.

Loredana Lipperini, in questo libro che non è un memoir anche se è immerso nella vita vera, ci guida tra le pieghe della magia e l’incanto che fanno dell’arte lo specchio della vita, nel momento stesso in cui la trasfigura. È una sfida azzardata e riuscita. Ho scritto che L’arrivo di Saturno è un libro complesso e stratificato. È vero, ma anche falso. È un libro che affonda in sentimenti indicibili, come il dolore e l’amore. È la risposta a una domanda chiave. Come te la puoi cavare se la tua più cara amica, quella con cui sei cresciuta, sparisce nei vortici della grande storia? È una storia, che come tutte le storie, è tutta da leggere. Perché il falso non è il peccato dell’arte, è il dramma della vita vera.

 

Loredana Lipperini, L’arrivo di Saturno, Bompiani 2017, 424 pagine 19 euro

Loredana Lipperini, Questo trenino a molla che si chiama cuore, Laterza 2014, 174 pagine 2014

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Bia Sarasini

Bia Sarasini è giornalista e saggista, ha scritto e condotto programmi a Radio3. È stata direttrice di "Noidonne". Con altre ha fondato il sito DeA. È nella redazione di "Leggendaria", è stata presidente della Società italiana delle letterate, di cui ora dirige il settimanale online "LetterateMagazine".

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