Troppa importanza all’amore

Silvia Neonato, 14 settembre 2017

Valeria Parrella ci ha abituato alle sue personagge che si muovono con disinvoltura e libertà anche nelle loro scelte sessuali e amorose. Si intitolava infatti Troppa importanza all’amore uno dei suoi più recenti libri e già questo pare una dichiarazione di intenti. Ora con il suo nuovo romanzo Enciclopedia della donna. Aggiornamento Parrella va oltre e crea Amanda, paladina dell’accoppiamento libero e disinibito; per di più in salsa comica-ironica. Divorziata, cinquantenne, madre di due gemelli adolescenti, ordinaria di storia dell’architettura all’università, la nostra sfrontata e giocosa eroina è figlia di due libertari sessantottini e ha imparato bene la lezione dell’uno e dell’altro. Tanto da fare del sesso sganciato dall’amore il suo progetto di vita sentimentale e da voler fornire, con ampi esempi e teorie, un aggiornamento a quella Enciclopedia della donna della Fabbri editore che sua nonna ha regalato alla madre quando si è sposata e che Amanda, fin da piccola, ha sfogliato incantata. Scoprendo che in quell’opera omnia, mai neppure aperta dalla madre femminista, c’è assolutamente tutto: da come pulire un tappeto, a come cucinare le rane, dalle trame di romanzi con protagoniste femminile come Bovary alle scrittrici trascurate dalle antologie, da come educare i figli a come essere una padrona di casa impeccabile. Manca però, scrive Parrella, “un unico argomento e in toto. Che riguarda intimamente la donna: la fica”.

Il breve, esilarante romanzo è in forma di classico catalogo perché lo slogan di Amanda è “bisogna scopare appena si può”. Segue elenco di congiungimenti con i più svariati esemplari maschili, definiti da Amanda “il sesso debole”. Ogni incontro è all’insegna della parità assoluta: capio ergo recipis, ovvero prendo io, prendi pure tu, dice la colta signora, che tra un maschio e l’altro cita Catullo, Conrad, Proust, Modigliani, Saffo, il noumeno, De Sade, il porno attore Steele Lexington, Violeta Parra e tanti altri. In fondo al libro l’autrice ci fornisce due utili e scherzosi indici analitici per orientarci tra le citazioni dotte e pure tra quelle quotidiane di Amanda, come la ricetta del capitone o quella del Martini dry.

Da quando le donne si sono ribellate all’idea che per fare l’amore bisogna essere per forza innamorate? Il femminismo ci ha messo lo zampino e lo dimostra Paura di volare. Era il 1973 e Erica Jong scandalizzò l’America, e poi il mondo, descrivendo il desiderio di Isodora Wing di “scopare senza cerniera” (zipless fuck), di fare appassionatamente sesso con degli sconosciuti senza complicazioni sentimentali. Raccontando le avventure erotiche dal punto di vista di una donna libera, Paura di volare è diventato un long seller da 30 milioni di copie, tradotto in 40 lingue.

A metà del ‘900, insomma, le donne occidentali, aiutate anche dai nuovi contraccettivi sicuri, sono cambiate. Non solo le attuali nonne hanno divorato Paura di volare, ma hanno pure invidiato Samantha, quella che nella serie tv Sex and the city (altro successo planetario) cambia maschi come abiti e scarpe. Prima del femminismo il sesso senza amore per le donne era un tabù, le signore per bene dovevano provare piacere (limitato) facendo sesso, per amore, nel talamo nuziale o con il fidanzato ufficiale, le più trasgressive. Gli uomini no, si sa, loro praticano da sempre orgogliosamente il sesso ogni lasciata è persa, le conquiste facili, seriali, spoglie di qualunque romanticismo.

Le varie Sfumature di grigio, rosso e nero sono state la conferma che ormai ragazze e signore si divertono a leggere imprese erotiche al femminile. Ma la saga di E. L. James in fondo assomiglia ancora alla storia di Cenerentola, seppure in versione sadomaso: come è noto, l’eroina – una vergine diciottenne – finisce per convertire il suo Barbablu all’amore concedendogli in cambio un bondage domestico.

Nessuna tentazione di romanticismo, invece, in Valeria Parrella, nessuna morbosità sadomaso e neppure la volontà di combattere un tabù e rovesciare le prospettive, come faceva Erica Jong. Soltanto un sano umorismo, una gran voglia di godersi la vita e il sesso, oltre che la libertà. Sono d’accordo con Laura Marzi che scrive sull’ultimo numero di Leggendaria, il 124: “era nell’aria che dopo il successo clamoroso dei romanzi erotici in serie colorate qualcuna scrivesse di ‘fica’ da una prospettiva anche femminista. Il libro si conclude, infatti, con un capitoletto dedicato a Sputiamo su Hegel”.

Amanda infatti, alla fine del suo corso, regala alle allieve predilette il libro di Carla Lonzi con l’intento dichiarato di farne delle donne libere oltre che delle brave architette.

 

Valeria Parrella, Enciclopedia della donna. Aggiornamento, Einaudi 2017

Erica Jong, Paura di volare, Bompiani 2013

Leggendaria n°124, Rurica Canto e controcanto, pagina 60 firmata da Laura Marzi e Francesca Maffioli

Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel, Scritti di Rivolta femminile 1972

PASSAPAROLA: Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinFacebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedin GRAZIE ♥
The following two tabs change content below.

Silvia Neonato

Silvia Neonato, giornalista, genovese, vive a Genova. Organizzatrice di eventi culturali, è socia della SIL, di cui è stata presidente nel biennio 2012-2013. Ha debuttato su il manifesto, ha diretto il magazine Blue Liguria ed è nella redazione di Leggendaria. Ha lavorato a Roma per molti anni, nella redazione del giornale dell’Udi Noi donne, a Rai2 (nella trasmissione tv Si dice donna) e Radio3 (a Ora D), per poi tornare a Genova, al Secolo XIX, dove ha anche diretto le pagine della cultura. Fa parte del direttivo di Giulia, rete di giornaliste italiane. Ha partecipato con suoi scritti a diversi libri collettanei.

Ultimi post di Silvia Neonato (vedi tutti)

Categorie
0 Comments
0 Pings & Trackbacks

Lascia un commento