SPECIALE JOLANDA INSANA 2/ Poesia da ascoltare a occhi chiusi

di Adriana Chemello, 6 gennaio 2017

Ho appreso dalla pagina di Letteratemagazine scritta da Gabriella Musetti che Jolanda ci ha lasciato. L’avevo incontrata per la prima volta nella primavera del 1979 al primo convegno su “La donna nella letteratura” organizzato ad Empoli in concomitanza con il Premio Luigi Russo.Tra noi si stabilì subito una grande simpatia. Da allora ci siamo riviste diverse volte, soprattutto in occasione dei suoi viaggi nel Veneto per “Letture poetiche”.

Ho scoperto che aveva un fratello che viveva a Schio, a pochi chilometri da Vicenza, pertanto ogni visita a lui era per noi occasione di incontro e di lunghe conversazioni insieme.

Jolanda venne diverse volte a Vicenza a leggere le sue poesie ed e’ stata sempre accolta con calore e grande partecipazione. Un amico mi confesso’ un giorno che la poesia di Jolanda andava ascoltata ad occhi chiusi, per assaporarne al meglio il ritmo e le cadenze.

Vorrei ricordare in particolare la partecipazione di Jolanda al Convegno della Societa’ delle Letterate svoltosi alla Fondazione Cini nel gennaio 2002.

Per ricordarla,  ripropongo due suoi testi: il primo e’ una specie di “autopresentazione” fatta a Vicenza negli anni ’90, con un autocommento ad alcune sue poesie (poi confluito nel volumetto a mia cura intitolato Parole scolpite, Padova, Ed. Il Poligrafo); l’altro e’ un testo intitolato “Disamore” gia’ pubblicato in rivista.

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